COVID: PAZIENTI FRAGILI E ADI, “CONTROLLI SU OPERATORI SANITARI, REGIONE OBBLIGHI COOPERATIVE A TAMPONI”

1 Settembre 2020 19:06

L’AQUILA – “Non vengono eseguiti né tampone né test seriologico su operatori sanitari che prestano assistenza domiciliare, tramite cooperative,a pazienti fragili, spesso con gravissimi deficit respiratori, persone per le quali un eventuale contagio da Covid potrebbe risultare fatale”: è l’allarme lanciato da Andrea Sciarretta, presidente dell’associazione “Progetto Noemi”, che chiede alla Regione Abruzzo di introdurre una norma che obblighi le cooperative che svolgono Adi “a sottoporre a tampone tutti i propri operatori e ad adottare un’attività di monitoraggio costante con l’esecuzione periodico di tamponi”.

“Diversi operatori sanitari dell’assistenza domiciliare (fisioterapisti, OSS, logopedisti) dopo spostamenti fuori regione e rientro da aree a rischio – scrive Sciarretta alla Regione – hanno ripreso le attività di assistenza nelle famiglie senza alcun controllo (tampone o test sierologico, quest’ultimo comunque meno rilevante per funzione diagnostica di malattia attiva)”.

Nella lettera al presidente Marco Marsilio, all’assessore alla Salute Nicoletta Verì, al direttore Dipartimento Sanità Claudio D’Amario e al direttore dell’Agenzia sanitaria Alfonso Mascitelli, Sciarretta scrive inoltre di aver ricevuto segnalazioni che a pazienti assistiti in regime di Adi: “le cooperative fanno compilare una dichiarazione di assunzione di responsabilità nella quale si certifica di non essere entrato in contatto con pazienti Covid o di essersi recato in aree ‘rosse’, e nell’eventualità in cui il paziente sia stato ricoverato in struttura ospedaliera, viene richiesta l’esibizione del risultato del tampone di uscita, pena la sospensione immediata del servizio assistenziale per 15 giorni. Però le cooperative non forniscono agli assistiti alcuna documentazione di garanzia che certifichi la ‘sicurezza sanitaria’ dei propri operatori”.






Rilevando infine come il controllo sanitario degli operatori sanitari Adi “sia disomogeneo nelle diverse province abruzzesi”.

“Credo sia opportuno che il lavoro virtuoso di contrasto alla diffusione del Covid 19, che avete svolto in questi mesi non debba essere vanificato”, conclude Sciarretta.

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