COVID: PD L’AQUILA, “NULLA E’ STATO FATTO”, TAMPONI, USCA E PERSONALE, “REGIONE E ASL IMPREPARATE”

21 Ottobre 2020 17:33

L’AQUILA – “Stiamo attraversando un momento difficile in Italia ed in Abruzzo e non si possono fare errori, avvertiamo con dolore, con crescente preoccupazione, la mancanza di un quadro di riferimento e di una strategia nello gestire l’emergenza e programmare la fase 2”.

Lo hanno detto questa mattina, nel corso della conferenza stampa convocata dal Pd sull’emergenza Covid in Abruzzo – che nella seconda ondata ha investito in modo particolare l’Aquilano e le aree interne, territori risparmiati durante la Fase 1 -, la deputata Stefania Pezzopane, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, il capogruppo al Comune dell’Aquila Stefano Palumbo, il consigliere comunale e responsabile Sanità Pd Stefano Albano, la dirigente Pd e dirigente medico radiologo Eva Fascetti.

“Ci chiediamo se qualcuno dotato di competenze ed adeguate conoscenze epidemiologiche, stia elaborando un piano ed un progetto articolato ed efficace, viste anche le esperienze di altre regioni che molto prima e con più gravità hanno affrontato la pandemia e le più recenti indicazioni che emergono nella comunità scientifica internazionale. La fase 2 non può essere affrontata con approssimazione. Abbiamo appreso dalla stampa la notizia di una velocissima procedura per allestire un ospedale Covid19 a Pescara con un ingente investimento di risorse pubbliche dello Stato, messe a disposizione su richiesta della Regione. Una spesa enorme, per allestire ulteriori 214 posti di cui 40 di terapia intensiva. Ma ci sfugge il quadro strategico entro cui si colloca questa impegnativa scelta. Vogliamo sapere insomma che previsioni avete fatto sul contagio in Abruzzo e sui ricoveri”.

E ancora: “Se servono questi ulteriori posti di terapia intensiva, evidentemente le affermazioni rassicuranti sul contagio sono prive di base scientifica, insomma, cosa sta davvero accadendo in Abruzzo? Cosa non sta funzionando nella azione di prevenzione della Regione e delle Asl? Stando agli atti da voi compiuti ci sembra di capire che si prevedono tempi difficili nella nostra regione. Perché non lo dite a noi cittadini? O non è così, e tutto sta funzionando e quindi i ricoveri stanno diminuendo?”.

“Le scelte fatte finora – hanno osservato – fanno pensare che prevedete una situazione in crescendo, infatti : A) avete collocato l’Abruzzo nella fase 4, stesso livello attribuito a zone con numeri molto alti di contagi, e decessi; B) avete deliberato atti molto impegnativi che coinvolgono persino le cliniche private; C) avete promosso una procedura superveloce per allestire un nuovo ospedale Covid con ulteriori 214 letti e posti di Terapia Intensiva a Pescara. Sentiamo parlare di ulteriori terapie intensive negli ospedali di L’Aquila e non solo.
Rispondete, allora, a queste 13 domande”.

1) Cosa prevedete, e cosa avete previsto possa accadere in Abruzzo in termini di contagio da Covid19? La scelta di ulteriori posti di TI evidentemente si basa su una previsione di cui vorremo, dovremmo, venire a conoscenza?

2) In particolare su cosa, quali calcoli, studi, analisi epidemiologiche si basano queste scelte?

3) Quanti posti di terapia intensiva e subintensiva abbiamo alla data di oggi e di quanti posti l’Abruzzo avrebbe ancora bisogno?

4) Quanti ricoveri prevedete nelle prossime settimane e mesi ?

5) Ma soprattutto, che piano e quali metodi sono stati approntati per affrontare la fase 2?

6) A fronte degli 11 milioni impegnati per l’ospedale Covid19, quante risorse vengono impegnate per allestire e potenziare i laboratori, e nel caso dove, nei diversi territori della Regione Abruzzo?

7) Avete già deciso ed organizzato una campagna di tamponi su tutta la popolazione, a partire dal personale sanitario e coloro che stanno tornando al lavoro; non ritenete che questa sia una priorità? Quanti tamponi pensate di dover fare al giorno?

8) Quando inizia in Abruzzo la fase 2 sanitaria con i test sierologici?

9) Avete intenzione di organizzare una seria medicina del territorio in collaborazione con i medici di base per affrontare questa fase di prevenzione e di prossimità?

10) Quando sarà possibile prevedere come accade in altre regioni visite in casa?

11) Avete previsto, alla luce delle osservazioni ormai acclarate degli epidemiologi, come risolvere il problema del contagio domestico per i sospetti costretti in quarantena?

12) Non ritenete che il commissario Albani debba finalmente è quotidianamente riferire i dati riguardanti l’Abruzzo e le azioni conseguenti ai dati rappresentati, assumendosi le sue responsabilità tecniche?

13) Quali sono le scelte riguardanti l’ospedale dell’Aquila, a marzo indicato dall’assessore Liris come ospedale Covid, e quale la sorte degli ospedali della Asl della Provincia dell’Aquila e del resto della Regione?

“Siamo certi di aver posto domande serie senza alcun aspetto di mera ed ingiustificabile polemica politica, che si pongono tutte le persone di buon senso e che quotidianamente si pongono i cittadini e tutto il mondo produttivo. Domande che meritano risposte immediate”, hanno concluso gli esponenti Pd.

A cura della Commissione Sanità del Partito Democratico-Unione Comunale L’Aquila

La situazione dell’epidemia Covid-19 nel nostro territorio è pressoché fuori controllo.

Paghiamo mesi di leggerezza, sottovalutazione del rischio, di tranquillità sparsa a piene mani, di richieste di deroga per lo svolgimento di manifestazioni e di facili ironie su chi richiamava al rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza sanitaria.

SCELTE ED ATTEGGIAMENTI ANCHE IDEOLOGICI!

Regione Abruzzo, Asl 1, Comune dell’Aquila, nei mesi estivi hanno avuto a disposizione risorse e tempo per predisporsi ad affrontare un possibile ritorno della pandemia, che la comunità scientifica e il governo avevano segnalato

NULLA E’STATO FATTO!

Ci si è cullati sull’andamento dell’epidemia durante il lockdown, quando nel nostro comprensorio non avevamo avuto particolari problemi.

Nessuna delle Istituzioni succitate, si è preoccupata del fatto che con l’arrivo massiccio dei turisti, il ritorno di vacanzieri, la riapertura delle attività e delle scuole, si sarebbero create le condizioni per un vero contagio.

Questo territorio era stato risparmiato solo grazie ad una nostra marginalità territoriale rispetto ai primi focolai di febbraio del nord Italia. All’inizio dell’epidemia italiana, come sempre in spirito collaborativo, avevamo rivolto 13 domande a Regione ed Asl.




Rileggiamole per verificare a quali di questi quesiti sono state date risposte nel corso degli ultimi mesi.

Gli attuali, gravi, accadimenti che coinvolgono la città dell’Aquila e il comprensorio, discendono da precise responsabilità, sottovalutazioni, incapacità.

NON E’ NOSTRO INTENTO FARE POLEMICHE. VERRA’ IL TEMPO PER CAPIRE CHI, DOVE E PERCHE’ HA SBAGLIATO. SI DOVRA’ ANCHE CONSIDERARE SE IL SINDACO DELL’AQUILA NELLA SUA QUALITA’ DI PRESIDENTE DEL COMITATO RISTRETTO DEI SINDACI ABBIA ONORATO SINO IN FONDO IL SUO RUOLO. ORA, PREOCCUPATI PER LA NOSTRA GENTE, RICHIAMIAMO ALL’ATTENZIONE DELLE ISTITUZIONI COMPETENTI E DI TUTTI GLI OPERATORI SU ALCUNI PUNTI, OBIETTIVI E PROPOSTE.

A) L’EPIDEMIA SI FERMA CON I TRACCIAMENTI, vale a dire facendo tamponi e tracciando i contatti. Contatti che vanno ricostruiti ed analizzati con precisione, sino a creare una vera e propria mappa rivolta anche a disegnare “i contatti dei contatti“, una sorta di “albero genealogico”.

Sui tamponi vi è una grande confusione. In particolare: a colui o colei che va in quarantena, dovendo spesso chiudere la propria attività o perdere lo stipendio, i tamponi non vengono fatti con la necessaria rapidità allo scadere dei dieci giorni, ne’ vengono eseguiti sui conviventi.

Questo è un problema soprattutto per studenti e scolari. Mettere in quarantena un bambino o un giovanissimo, vuol dire mettere in quarantena almeno un genitore; ma vuol dire anche, paradossalmente, che gli altri membri della famiglia possono andare in giro divenendo possibili trasmettitori del virus.

1^ PROPOSTA
AGLI STUDENTI POSTI IN QUARANTENA E’ NECESSARIO ESEGUIRE IL TAMPONE IN SESTA GIORNATA DALL’IPOTETICO CONTATTO AVUTO. GUADAGNIAMO COSI’ 4 GIORNI.

Non si stanno facendo i tracciamenti. Lo sappiamo benissimo. Le telefonate, poche, chiedono solo se si ha o meno febbre. I tracciamenti attualmente sono “fai da te”, legati a chi comunica la propria positività sui social o a telefonate tra amici, o ad interventi dei medici di famiglia.

2^PROPOSTA
POTENZIARE AL MASSIMO LE POSTAZIONI PER IL TRACCIAMENTO, COINVOLGENDO L’ESERCITO E IL VOLONTARIATO. REALIZZARE ALMENO 20 POSTAZIONI TELEFONICHE: BASTANO DUE GIORNATE PER FORMARE I TRACCIATORI.

B) LE USCA NON STANNO FUNZIONANDO

Fino a due giorni fa sono state lasciate lavorare con soli 3 medici. Ridicolo e gravissimo. Regione Abruzzo e Asl 1 si sono fatti cogliere assolutamente impreparati. Le misure
comunicate ieri dalla Asl sono chiaramente insufficienti. Attualmente le USCA, per visitare un paziente sintomatico anche grave, impiegano più di 24 ore, se non di più: TROPPE.

SI LASCIANO PASSARE GIORNI E GIORNI PER ESEGUIRE UN TAMPONE IN SOGGETTI SOSPETTI PER SINTOMATOLOGIA SUGGESTIVA.

Questo è il modello lombardo che tanto ci è costato in termini di vite umane.

3^PROPOSTA

PORTARE AD ALMENO 30 I SANITARI DELLA ASL ADDETTI ALLE USCA, uno ogni 10.000 abitanti. RECLUTARE GLI INFERMIERI TRA I VOLONTARI DELLA CROCE ROSSA CHE HANNOSVOLTO IL CORSO
E FARE APPELLO, PER GLI AUTISTI, RIVOLGENDOSI AL SISTEMA DEL VOLONTARIATO. I MEDICI VANNO RECLUTATI TRA GLI SPECIALIZZANDI IN MEDICINA DEL TERRITORIO, MEDICINA
D’URGENZA, GRADUATORIE MEDICINA GENERALE E GUARDIA MEDICA. QUESTE COSE VANNO FATTE SUBITO.

C) OCCORRE AUMENTARE IL NUMERO DEI TAMPONI

4^PROPOSTA

ACCELERARE AL MASSIMO I LAVORI PER POTENZIARE IL LABORATORIO DELLA ASL DI L’AQUILA E CHIARIRE I TERMINI DI COLLABORAZIONE CON IL LABORATORIO DANTE LABS.

In questo momento può essere una risorsa.

D) REPERIRE IL PERSONALE

Lo avevamo chiesto mesi fa.
Quante assunzioni sono state fatte? In quali servizi sono stati collocati gli eventuali assunti?

E) LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE E’ DECISIVA

Abbiamo pochissimi vaccini. Perché?
5^PROPOSTA
ACQUISIRE IMMEDIATAMENTE I VACCINI NECESSARI E COINVOLGERE I GIOVANI MEDICI PER LA LORO SOMMINISTRAZIONE, NEL CASO IN CUI I MEDICI DI BASE NON DOVESSERO RIUSCIRE AD AFFRONTARE
QUESTA FASE DI ACCRESCIUTO LAVORO.

F) VOGLIAMO CHIAREZZA E TRASPARENZA VOGLIAMO CHIARIMENTI SULLE PESANTI DICHIARAZIONI ATTRIBUITE A VERTICI SANITARI REGIONALI CIRCA L’OSPEDALECOVID DI PESCARA.

Vertici sanitari regionali lo hanno definito quale “semplice estensione” dei reparti ospedalieri di rianimazione e malattie infettive di Pescara. Sarebbe una cosa gravissima, visto che la struttura realizzata in tempi record e con le procedure d’emergenza covid-19 ha assorbito gran parte delle risorse destinate ad affrontare una possibile emergenza e sarebbe dovuto divenire ospedale covid di riferimento regionale.

Le dichiarazioni cui si fa riferimento verranno inviate a Domenico Arcuri, al Dipartimento Protezione Civile e al ministro della Sanità Speranza per segnalare che con oltre 11mln, ad oggi, sono stati attivati, con la collaborazione della rianimazione di Chieti e Pescara, solo 11 posti letto sui 214 previsti; di cui 40 di terapia intensiva.

Lo avevamo detto in tempi non sospetti. Non basta avere i posti sulla carta! Serve il personale e un’organizzazione di vera emergenza su base regionale perché quella struttura accolga eventuali pazienti e sia in grado di operare per l’emergenza covid-19, emergenza per la quale è stato realizzato con ben, sottolineamo,11 MILIONI DI RISORSE PUBBLICHE DESTINATE A RAFFORZARE LE TERAPIE INTENSIVE E CON DONAZIONI.

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