COVID: PICCO NASCITE PREMATURE PERIODO PANDEMIA, NUMERO RADDOPPIATO DURANTE LOCKDOWN

16 Novembre 2020 17:04

ROMA – Nel corso della pandemia sono aumentate le nascite premature. Lo dimostrano i dati della Società italiana di neonatologia (Sin) alla vigilia della Giornata mondiale della prematurità. Il picco c’è stato durante il lockdown: nel momento della prima ondata (con un’analisi conclusa il 27 luglio) i nati pretermine da madri positive al Covid sono stati il 19,7%. Andando a vedere, invece, i dati compresi al 15 settembre, la percentuale si è abbassata 14%. Stando al Registro nazionale Covid-19, è una quota superiore più del doppio della media ordinaria. Infatti, in Italia nascono ogni anno oltre 30.000 prematuri, cioè il 7% del totale.

Il presidente della Società italiana di neonatologia (Sin), Fabio Mosca, lancia un appello a non interrompere la relazione tra mamma e figlio nei primi giorni di vita durante la pandemia Covid-19: “Le cure intensive mirate a garantire la sopravvivenza nei neonati pretermine, a supportare la ventilazione, ad assicurare l’apporto nutrizionale nel modo più adeguato, a proteggere dalle infezioni, non bastano più: è un nostro preciso impegno proteggere anche la relazione madre-bambino e la genitorialità – spiega – Il ricovero in Terapia intensiva neonatale (Tin) comporta il rischio di separazione tra il genitore e il bambino, che è aumentato nell’emergenza Covid-19, per esigenze cautelative di contenimento del contagio. Dobbiamo sostenere il più possibile la cosiddetta ‘Zero separation’, cioè garantire la vicinanza genitori-neonato, anche nel difficile periodo che stiamo vivendo”.




La Sin, già all’inizio della pandemia, insieme a Vivere Onlus Coordinamento delle Associazioni dei Genitori, aveva supportato i reparti di Terapia intensiva neonatale con indicazioni volte a mantenere l’apertura H24 e a non rinunciare al contatto pelle a pelle, indicando le regole da seguire per prevenire l’infezione da Coronavirus. “In questo periodo di emergenza sanitaria lo sforzo deve essere teso a bilanciare la prevenzione e il contenimento della possibile infezione da Covid-19 con le esigenze assistenziali del neonato, garantendo il diritto di avere i genitori accanto e quello dei genitori di essere vicini al loro figlio – dice Mosca – Questo è riconosciuto dalla Carta dei Diritti del Bambino nato Prematuro che sottolinea che l’accesso al reparto, garantito ai genitori 24 ore su 24, è un aspetto ineludibile dell’assistenza al nato pretermine”

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