IMPRENDITORI NON ENTUSIASTI, ALCUNI HANNO DETTO NO. 110 POSTAZIONI PER L’AREA CHIETINO-PESCARESE, L’IMMACOLATA DI CELANO TENTENNA. A SULMONA LA “SAN RAFFAELE” ATTIVA PER 46 PAZIENTI

COVID: POSTI LETTO PRIVATI, RISPOSTA TIEPIDA OK SOLO DA SPATOCCO E ANGELUCCI, TRATTATIVE

24 Novembre 2020 07:38

L’AQUILA – Posti letto Covid nelle cliniche private accreditate: c’è una riposta tiepida all’appello della Regione in questo momento di drammatica impennata, soprattutto in provincia dell’Aquila. Anzi, alcuni imprenditori hanno detto no per non sporcare le strutture impegnate a curare i malati no Covid.

Con oltre 700 persone attualmente ricoverate in ospedale (nel momento peggiore della prima fase, il 3 aprile, si era arrivati a 437), di cui 71 in terapia intensiva, l’esigenza di posti letto in Abruzzo assume i contorni dell’emergenza.

E’ per questo che il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, con l’ordinanza 100 dello scorso 9 novembre, ha lanciato un sentito invito alle case di cura private affinché, per il tramite delle Asl, possano mettere a disposizione i loro spazi per i pazienti Covid.

Per il momento una misura, questa, che ha offerto soluzioni solo nel Pescarese, con l’accordo siglato con la clinica Spatocco per 110 posti letto.

Si fa più fatica, invece, sugli altri territori: nell’Aquilano è “indiziata” l’Immacolata di Celano per 67 posti con un accordo ancora da perfezionare, mentre l’unica intesa è stata fatta con la San Raffaele di Sulmona, del gruppo dell’abruzzese Angelucci, con 46 posti, di cui 22 attivi da domani e 24 da attivare al termine delle procedure autorizzative. In ogni caso non ci saranno extra budget rispetto ai circa 120 milioni circa già previsti su base annuale per il comparto.

L’ordinanza di Marsilio ha lo scopo di integrare un altro provvedimento simile, la 95 del 30 ottobre, per fornire alle aziende sanitarie locali ulteriori strumenti per ridurre l’attuale pressione sui rispettivi presidi ospedalieri pubblici implementando, appunto, il coinvolgimento delle case di cura private accreditate.




La decisone le autorizza ad avvalersi dei privati per i pazienti che necessitano di ospedalizzazione ma non di terapia intensiva e subintensiva , “utilizzando anche i posti autorizzati senza vincolo della relativa disciplina, purchè vengano garantite le risorse organizzative e strumentali necessarie all’appropriata assistenza dei pazienti Covid”. Deroga anche gli assetti organizzativi attuali, “allo scopo di garantire l’assistenza ai pazienti Covid e mantenere, ove possibile, l’offerta sanitaria già oggetto degli accordi negoziali e nei limiti dei tetti di spesa, anche presso diverse sedi erogative, a garanzia dei livelli essenziali di assistenza”.

Una cosa va detta con chiarezza: non ci sarà un business dietro l’operazione. Infatti l’ordinanza di Marsilio stabilisce “che la remunerazione delle prestazioni rese ai pazienti Covid dovrà essere assicurata, entro i limiti dei tetti di spesa per l’annualità 2020, attraverso la corresponsione del budget mensilizzato (un dodicesimo del bud- get assegnato) indipendentemente dalla tipologia di posto letto utilizzato, in deroga ai vigenti accordi negoziali”.

I pazienti dovranno essere presi in carico dalle Asl, in accordo con il capo della task force regionale, Alberto Albani, “nel rigoroso rispetto di tutte le vigenti misure atte ad evitare la diffusione del contagio”.

La prima applicazione pratica è arrivata, come detto, dalla clinica Spatocco, che ha messo a disposizione 110 posti per la Asl Lanciano Vasto Chieti e per quella di Pescara, in virtù dell’accordo concluso con la società Synergo e la Regione Abruzzo per l’acquisto di prestazioni sanitarie di ricovero ospedaliero e di specialistica ambulatoriale per pazienti Covid-19. Una sinergia tra pubblico e privato rispetto alla quale la Asl di Chieti si è fatta parte attiva per la rapida definizione delle procedure e degli adempimenti burocratici necessari a raggiungere il risultato. Altri 58 posti saranno destinati al Covid all’ospedale di Atessa.

Difficile, invece, la situazione nell’Aquilano, il territorio che oggi ha più bisogno di ricoveri calcolando che sono in ospedale 220 persone, con una disponibilità residuo di una trentina di letti dopo le tante riorganizzazioni dei reparti.

Una prima intesa di massima sembrava raggiunta, per 67 posti, con l’Immacolata di Celano, dal 1999 proprietà dell’Ente Morale senza scopo di lucro, Associazione “Opera Santa Maria della Pace”, che associa Università Cattolica del Sacro Cuore e Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori di Milano, ma il Cda pare voler riflettere bene prima di dare l’ok. Marsilio, invece, ha assicurato che 46 posti saranno attivi, a giorni, alla San Raffaele di Sulmona, che peraltro è stata teatro di un importante focolaio Covid nei mesi scorsi.

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