SCUOLE, PREFETTO L’AQUILA: “RISPETTARE NORME COVID NAZIONALI”. SINDACO CARSOLI: “CASI IN AUMENTO”

12 Gennaio 2022 18:32

L'Aquila: Sanità

L’AQUILA – “Valutare con la massima accuratezza l’eventuale adozione di ordinanze”, agendo “sempre in conformità alle norme nazionali” senza “prescindere dalla disciplina di rango primario e dal “parere della competente Autorità Sanitaria”.

È l'”invito” rivolto ai sindaci della provincia dell’Aquila dal prefetto, Cinzia Torraco, intervenuta sul tema della riapertura scuole, rimandata in diversi Comuni del territorio con apposite ordinanze firmate dai primi cittadini a causa dell’impennata dei contagi Covid.

In sostanza, in una nota, il prefetto ricorda ai sindaci che a regolare eventuali chiusure sono le norme nazionali, e dalle quali diepende anche il parere delle Asl, e il Governo, nonostante i recenti appelli a rimandare il ritorno in classe, ha deciso di non ricorrere alla didattica a distanza e ricominciare subito con le lezioni in presenza.

Una scelta che ha già scatenato numerose polemiche e in provincia dell’Aquila sono diversi i sindaci che hanno posticipato la riapertura delle scuole, tra questi c’è il primo cittadino di Carsoli, Velia Nazzarro, che, nonostante l’invito del prefetto, si dice intenzionata a prolungare il provvedimento.

“È un orientamento che non capisco – spiega ad AbruzzoWeb il sindaco Nazzarro – nel nostro comune, come in molti altri, i casi di Covid sono in deciso aumento anche tra ragazzi e personale scolastico, motivo che mi ha spinto la scorsa settimana a firmare l’ordinanza per disporre la chiusura almeno fino al 15 gennaio. L’intenzione però, visto che i contagi non accennano a diminuire, è quella di prolungare la chiusura delle scuole, non possiamo permetterci di correre rischi così elevati”.

E così, nonostante il “richiamo” del prefetto, a Carsoli, comune che conta poco più di 5mila abitanti, le scuole potrebbero restare chiuse anche la prossima settimana. Il primo cittadino, però, è disposto ad accogliere in parte l’appello del prefetto che ha invitato a richiedere preventivamente il parere della Asl.

“Domani avviserò ufficialmente le Asl circa le intenzioni di prolungare ulteriormente la chiusura delle scuole – assicura Nazzarro – ma, al di là delle disposizioni nazionali, chi ha realmente il polso della situazione sono i sindaci che restano quotidianamente a contatto con i cittadini e raccolgono le loro istanze. Purtroppo i contagi sono in netto aumento e non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Una criticità che avrebbe dovuto trovare maggiore spazio anche nel dibattito nazionale, ma è stata soffocata dall’impellenza di far tornare subito i ragazzi in classe, eppure, aspettare fine gennaio sarebbe stato un buon compromesso in questa situazione così delicata”.

LA NOTA DEL PREFETTO

Come noto i decreti legge 7 gennaio 2022, n. 1, e 6 agosto 2021, n. 111, disciplinano compiutamente lo svolgimento delle attività didattiche sul territorio nazionale in costanza di emergenza sanitaria pandemica da Sars-Covid 19.

La recente giurisprudenza di merito (T.A.R. Campania, decreto n. 19 del 10 gennaio 2022), ha chiarito come “le ordinanze emergenziali si giustificano nell’ordinamento, e si fanno legge nel caso concreto, solo ove ricorra, nell’urgenza, la mancanza di altra regola che abbia previsto la fattispecie e l’abbia regolata”, ribadendo inoltre che “non residua spazio alcuno per disciplinare l’attività scolastica in stato di emergenza sanitaria, in quanto interamente e minutamente regolata dalle richiamate disposizioni di rango primario”.

Si può dunque agevolmente evincere da quanto disposto anche successivamente dal decreto, che qualsivoglia ordinanza sindacale volta a disciplinare la fruizione dei servizi educativi non potrà prescindere dalla disciplina di rango primario e, inoltre, non potrà prescindere dalla previa acquisizione del qualificato parere della competente Autorità Sanitaria, unica deputata in tal senso, in assenza del quale il provvedimento risulterebbe manifestamente carente nel profilo della motivazione atta a giustificarne l’adozione.

I sindaci del territorio provinciale, quindi, sono stati invitati dal Prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, a valutare con la massima accuratezza l’eventuale adozione di ordinanze in materia, agendo comunque sempre in conformità alle norme nazionali e facendo riferimento alle indicazioni che puntualmente vengono rese dall’azienda sanitaria locale competente.

Eventuali ordinanze già adottate in difformità alla regola generale, e in difetto delle necessarie motivazioni, risultano censurabili in sede di valutazione da parte del giudice amministrativo e, pertanto, ne appare opportuno il loro tempestivo ritiro.

 

 

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