COVID, PREGLIASCO: “CASI IN CALO DA META’ LUGLIO MA OCCHIO A NUOVA VARIANTE”

5 Luglio 2022 18:12

Italia - Sanità

ROMA – “Ovvio che non possiamo mai essere sicuri, ma speriamo che succeda in Italia quanto già accaduto in Portogallo e che vede adesso un abbassamento della curva. Direi quindi che avremo una crescita fino a metà luglio e poi un’onda di discesa”.

Lo spiega all’Agi il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, in relazione all’aumento dei casi Covid che oggi hanno superato i 130 mila giornalieri.

“Vediamo che sta per arrivare una nuova variante la BA.2.75 che sembra avere una maggiore capacità di aggancio ai recettori e una maggiore contagiosità, dobbiamo stare attenti – dice – La speranza, salvo varianti ‘carogna’, è che siamo in una fase di transizione di andamento endemico, quindi onde, come un sasso in uno stagno, di sempre minore intensità e altezza”.

È stata individuata in India la nuova sottovariante di Omicron, la BA.2.75 o comunemente chiamata “variante indiana”.

Otto sono le mutazioni sulla proteina Spike, che pare possano aumentare la capacità del virus di infettare le persone, anche quelle vaccinate o già guarite. La sottovariante BA.2.75 è stata rilevata principalmente in India, Maharashtra, Karnataka e Jammu e Kashmir, secondo i dati caricati su Nextstrain, una piattaforma di dati genomici open source. È stata rilevata anche in Australia, Germania, Canada e Nuova Zelanda.

Tom Peacock, scienziato dell’Imperial College di Londra, sempre in prima linea nel monitorare l’evoluzione della pandemia, ha dichiarato su Twitter che BA.2.75 deve essere “tenuta sott’occhio”.

In particolare per via delle mutazioni “G446S” e “R493Q” che destano particolare preoccupazione. Queste mutazioni portano a cambiamenti significativi nella struttura della proteina Spike, facendo diventare il virus più abile nello sfuggire agli anticorpi prodotti dopo un’infezione o la vaccinazione.

Sebbene manchino ancora dati sulla sottovariante BA.2.75, diversi scienziati indicano che è improbabile che causi infezioni gravi. E questo in particolare “grazie” alla mutazione G446S che sappiamo essere meglio riconosciuta dai linfociti T, le cellule killer del virus. La cattiva notizia sarebbe quindi legata al fatto che BA.2.75 potrebbe contagiare più persone, reinfettandole, e questo è ciò che preoccupa gli scienziati che hanno ampiamente dimostrato che la circolazione incontrollata del virus provoca più varianti. I dati delle prossime settimane saranno fondamentali per confermare questi primi elementi sulla nuova sottovariante.

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