COVID: PRESIDI, “OBBLIGO VACCINO A DOCENTI SERVIREBBE PER TUTELA SALUTE PUBBLICA”

21 Luglio 2021 09:45

Italia: Politica

ROMA – “Duemila docenti non vaccinati? Numero sovrastimato. L’obbligo servirebbe perché è una misura di tutela della salute collettiva. A settembre la dad sarà inevitabile se si dovrà rispettare il distanziamento. Gli studenti vogliono vaccinarsi ma c’è un problema organizzativo, bisogna fare presto. Banchi a rotelle? Non mi risulta che stiano continuando gli acquisti”

Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla possibilità di obbligo vaccinale per i docenti. “Non so cosa voglia fare il governo –ha affermato Giannelli-. Si tratta di un tema un po’ scottante perché riguarda molte persone e quindi è giusto che prima di decidere ci pensino bene e si consultino tra di loro. Non ritengo vi sia una ritrosia da parte della categoria, i numeri di cui si parla sono sovrastimati. 200mila è un numero che risale a quando c’era una corsia preferenziale per la scuola e ci si vaccinava dichiarando la propria qualifica, poi si è proceduti soltanto per fasce d’età quindi nessuno ha dovuto più dichiarare di essere docente o meno. Dunque secondo me quel dato non è aggiornato. I nostri database in Italia non dialogano gli uni con gli altri. Secondo me l’obbligo servirebbe perché chi è a contatto con un’utenza è potenzialmente un diffusore del contagio, è una misura di tutela della salute collettiva. I ragionamenti che hanno a che fare con la collettività devono venire prima di quelli individuali”.

Sul rientro in classe a settembre. “La dad sarà inevitabile se dovremo rispettare il distanziamento, perché i mezzi pubblici non ce la farebbero a trasportare tutti gli studenti alla stessa ora e in molte scuole non si riescono a mantenere gli alunni distanziati. I pediatri hanno affermato da tempo che sarebbe positivo vaccinare i ragazzi sopra i 12 anni, anche qui è una questione organizzativa perché i ragazzi di per sé vogliono vaccinarsi. Se non si fa presto è chiaro che per metà settembre non si fa in tempo”.

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