COVID, “PROCEDERE SUBITO CON TERZA DOSE VACCINO”: SI STUDIA L’ESTENSIONE

20 Ottobre 2021 20:10

Italia: Sanità

ROMA – Dare un nuovo impulso alla campagna di somministrazione della terza dose del vaccino.

Con oltre dieci milioni di scorte nei magazzini dei vari territori, l’inverno alle porte e nuove varianti che incombono, il Governo punta ad accelerare l’inoculazione del cosiddetto booster: “considerata l’attuale ampia disponibilità di vaccino e la perdurante elevata potenzialità di somministrazione”, si proceda “con immediatezza ad effettuare i richiami vaccinali in parallelo a tutte le categorie indicate, fermo restando il solo vincolo del rispetto dell’intervallo temporale di almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario”, scrive in una circolare il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo alle Regioni.

E la platea di coloro che potranno beneficiarne – sempre più attraverso medici di base e farmacie – potrebbe presto allargarsi ad altre settori del lavoro e, in particolare, fasce d’età, come i cinquantenni.

Ad ipotizzarlo è il ministro per la Salute, Roberto Speranza, il quale alla Camera annuncia che – oltre a residenti nelle Rsa, personale sanitario, ultrasessantenni e fragili di ogni età – si valuterà la terza dose “eventualmente anche per altre categorie che oggi sono fuori”.

Se il Governo esulta per i risultati raggiunti finora – “in Italia la campagna procede più spedita della media Ue”, spiega soddisfatto il premier Mario Draghi – si aprono nuovi obiettivi per riportare il Paese alla normalità già dopo il 31 dicembre 2021, data in cui scadrà lo stato di emergenza. Tra i propositi c’è quello di immunizzare il 90% di over 12 entro fine novembre mentre la terza dose – sempre che ci sia il parere positivo del Cts – potrebbe essere estesa, appunto, agli over 50.

“La tempistica sulla quale si sta ragionando è di prevedere l’allargamento della platea di coloro che dovranno ricevere il booster tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo anno”, spiega il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, secondo il quale si può “guardare a fine anno come limite temporale in cui si può arrivare al 100% delle capienze che ancora non sono arrivate a questa percentuale”.

Dall’addio alle mascherine, fino ad una riduzione dei settori in cui è obbligatorio il Green pass, sono tante le ipotesi in vista del 2022. Ma per ora prevale la linea della prudenza, così come evidenzia lo stesso Draghi: “il Regno Unito abbandonata ogni cautela si trova di fronte a 50mila contagi giornalieri e 200 morti ieri – dice – Questo ci insegna che non usciremo da questa situazione in un istante. Anche nell’uscita bisognerà farlo con gradualità”.

In attesa di raggiungere almeno gli altri due milioni e mezzo di italiani ancora scettici e centrare il prossimo obiettivo del 90% di over 12 vaccinati (al momento si è all’85,76% di primi shot), sono finora 700mila le terze dosi effettuate. Ma non basta e bisogna mettere a punto un nuovo sistema di inoculazioni.

A rispondere alla richiesta di chiarimento delle Regioni su tempistica e modalità da rispettare è il Commissario Figliuolo: “l’occasione – scrive nella circolare – è propizia per richiamare l’opportunità di un ricorso sempre più sistematico e strutturato alla medicina del territorio, con il coinvolgimento più ampio possibile dei pediatri di libera scelta, dei medici di medicina generale e dei farmacisti”. Un coinvolgimento che punta ad assicurare “la massima capillarità” in una fase in cui si procederà anche alla vaccinazione antinfluenzale.

Al momento i numeri restano stabili: sono 3.702 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore e sono invece 33 le vittime in un giorno. Il tasso di positività è allo 0,76%, con cifre stabili anche riguardo ai ricoveri in terapia intensiva (355 attualmente in Italia con 25 ingressi giornalieri). Tra le regioni, un balzo sui contagi lo fa il Veneto, che registra 455 nuovi ammalati nell’ultimo bollettino, mentre due nuove zone rosse sono state decise in Calabria in provincia di Crotone, così come aumentano gli alunni positivi al virus nelle scuole umbre.

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