COVID: “PROVINCIA CHIETI A BASSO RISCHIO”, PRIMI DATI DRIVE-IN E TEST SIEROLOGICI

8 Settembre 2020 13:55

Chieti - Sanità

CHIETI – “I numeri ci dicono che al momento il territorio della provincia di Chieti non è ad alto rischio virologico, ma prolunghiamo l’attività dei drive-in fino al 23 settembre e speriamo che arrivino i non virtuosi, i vacanzieri di ritorno che non hanno rispettato le regole”.





Più che un annuncio è un invito quello del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, che ha disposto il prolungamento dell’attività delle postazioni mobili di Ortona e Atessa per l’esecuzione di tamponi alle persone che rientrano o sono già rientrate in Abruzzo da altre regioni, oltre che dai Paesi a più alto contagio da Coronavirus.

“Confortano i primi report sulle attività di prevenzione svolte, sia in merito alla partecipazione sia all’esito dei test – aggiunge -: in una settimana sono stati eseguiti 2.730 test sierologici sul personale della scuola, di cui 27 risultati positivi, mentre ai drive-in sono stati effettuati 1.335 tamponi. In generale i casi positivi identificati di persone in rientro in provincia di Chieti sono 7 e 10 i migranti ospitati nei centri di accoglienza, con un’età media delle persone testate di 37 anni. Dati sicuramente incoraggianti, che non devono però farci abbassare la guardia”.





“Per questo – continua – andiamo avanti con l’intento di garantire soprattutto un margine di sicurezza al mondo della scuola per la ripresa delle lezioni, chiedendo a tutto il personale, docente e non, di sottoporsi al test sierologico, che è possibile fare fino al 17 settembre attraverso il proprio medico di medicina generale o il Distretto sanitario di appartenenza. Ma mi rivolgo soprattutto ai ragazzi, i quali magari approfittano di questi ultimi giorni per scampoli di vacanza fuori regione: vadano a fare il tampone in uno dei nostri drive-in, che rappresentano un’opportunità per mettere al sicuro la loro salute e quella delle persone vicine, con una modalità agile e nella più totale riservatezza.”

“Mi appello, perciò, a quanti hanno trascorso anche solo qualche giorno fuori regione a recarsi a Ortona o Atessa per sottoporsi al test, ma anche alle persone che hanno frequentato luoghi o locali affollati, partecipato a feste, cerimonie, uscite in gruppo e, più in generale, a quanti hanno avuto comportamenti a rischio”, conclude Schael.

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