126 POSITIVI IN REGIONE, SALGONO A 100 IN RSA DON ORIONE AVEZZANO, 7.332 NEL PAESE E 43 MORTI; CRISANTI, IPOTESI CHIUSURE A NATALE, PREMIER CONTE FRENA MA NON ESCLUDE; EMERGENZA IN EUROPA: LOCALI CHIUSI IN CATALOGNA, OLANDA, E REPUBBLICA CECA, COPRIFUOCO IN FRANCIA E GERMANIA; L'AQUILA, CONTAGIATO CAPOGRUPPO LEGA DE SANTIS, CHIUDE SAN DONATO GOLF; PIETRUCCI, ASL RISCHIA COLLASSO

COVID: RECORD CASI IN ITALIA E IN ABRUZZO, TREND FA PAURA E TORNA SPETTRO LOCKDOWN

di Filippo Tronca

15 Ottobre 2020 10:05

L’AQUILA – Ancora 126 nuovi casi di coronavirus accertati ieri, nell’ultimo bollettino, in Abruzzo, uno dei dati più alti di sempre, anche rispetto ai mesi del lock down e dell’emergenza acuta di primavera. Una situazione in linea del resto con il trend italiano e anche europeo di impennata di contagi, anche se in buona parte i postivi sono asintomatici, e il virus fa molti meno morti.  Torna lo spettro di un nuovo lockdown, nella consapevolizzata che ciò rappresenterebbe una mazzata letale per l’economia del continente.

Si è registrata ieri anche la 486esima vittima, un 76enne di Fossacesia: era ricoverato al Covid Hospital di Pescara, dove due settimane fa era morta sua moglie.

Si aggrava oggi ancora di più la già allarmante situazione del focolaio in atto nella Rsa dell’Istituto Don Orione di Avezzano (L’Aquila) che sta facendo preoccupare non poco le autorità sanitarie: dagli esami resi noti ieri nel pomeriggio, i casi di positività sono peggiorati rispetto ai 70 emersi in serata. Sono complessivamente oltre 100 i casi, di cui circa 85 anziani e la restante parte operatori sanitari.

Sui contagi alla Rsa è intervenuto il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci che ha definito il focolaio “Una miccia accesa che rischia di far saltare il fragile funzionamento della Asl dell’Aquila, già provata dall’epidemia da Coronavirus”.

Impennata di casi anche a L’Aquila città risparmiata dalla prima ondata.

Oggi dopo vari locali , ha annunciato la chiusura il San Donato golf di Preturo.  Positivi anche 17 poliziotti impegnati per il servizio d’ordine del Giro d’Italia, che ha fatto tappa in Abruzzo. Diverse scuole chiuse dopo i contagi di studenti e insegnanti, con intere classi in quarantena.

In Italia, secondo il bollettino di ieri del Ministero della Salute in 24 ore si sono registrati 7.332 casi che portano il totale a 372.799.

Il dato più alto prima di oggi dall’inizio dell’emergenza si era registrato il 21 marzo, con 6.557 casi in un giorno: in quel caso, però, i tamponi fatti furono 26.336 mentre questa volta ne sono stati fatti 152.196, il record dall’inizio dell’emergenza. Le vittime sono 43, cifra che porta il totale a 36.289 dall’inizio della pandemia. Sono 2.037 i guariti e dimessi nelle ultime 24 ore

Regioni più colpite sono  la Lombardia,  con altri 1.844 contagi e 17 morti , 818 in Campania, 657 in Veneto, 575 in Toscana, 543 nel Lazio, dove si contano altri 5 morti, e 232 contagi nella capitale Roma, 499 in Piemonte.

Inevitabilmente c’è chi ha rievocato lo spettro del lockdown, questa volta mirati e di misure ancora più stringenti rispetto a quelle disposte nel nuovo dpcm, che impone la chiusura dei locali a mezzanotte, vieta di sostare fuori di essi, pone un limite al numero di partecipanti a cene private, cerimonie ed eventi.

“Credo che un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose: si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing. Così come siamo il sistema è saturo”. ha detto Andrea Crisanti, virologo dell’università di Padova a Studio 24 su Rainews citando l’esempio della Gran Bretagna che ha deciso di fare lockdown durante le vacanze scolastiche.

E sollecitato dai cronisti su questa ipotesi il premier Giuseppe C0nte ha detto: “Io non faccio previsioni per Natale, io faccio previsioni in questo momento delle misure più adeguate idonee e sostenibili per prevenire un lockdown ma è chiaro che molto dipenderà dal comportamento dei cittadini”.

“Adesso questa nuova ondata l’affronteremo con grande senso di responsabilità, con grande sensibilità, afferrando quelli che sono i valori in gioco. E smettiamola di far polemica, di fare discorsi astratti, di fare discussioni e dibattiti, qui bisogna essere concreti. C’è da tutelare la salute – ha poi aggiunto -. Se cresce il numero dei contagiati e il numero delle persone negli ospedali e in particolare in terapia intensiva andremo di nuovo in difficoltà. Dobbiamo fermare questa curva e per farlo non c’è modo migliore che rispettare le regole”.

Resta il fatto che anche altri paesi europei stanno man mano introducendo o pianificando restrizioni.

L’ultima la Germania, dove i nuovi contagi sono stati nelle ultime ore 6.638. Il precedente primato di casi in 24 ore risaliva al 28 marzo quando ne erano stati registrati 6.294. Le vittime nell’ultimo giorno sono state 33, portando il totale a 9.710.

Nel vertice di questa notte, tra la cancelliera Angela Merkel e i presidenti dei 16 Land tedeschi è stato decisa su tutto il territorio nazionale la chiusura di bar, ristoranti e negozi di alcolici dalle 23 alle 6, già in vigore a Berlino.

Il governo ha criticato l’atteggiamento morbido dei Land nel contenere i contagi, concordando nuove restrizioni anche per le feste private, con la partecipazione limitata a 10 persone, appartenenti al massimo a due famiglie. Sempre a 10 è fissato il limite di gruppi all’esterno, mantenendo sempre l’obbligo di mascherina. Vietate la prenotazione di un alloggio in un Land diverso da quello di residenza.

In Francia Emmanuel Macron in diretta tv ha annunciato il coprifuoco notturno tra le 21 e le 6 a Parigi e in altre città dove il tasso di contagio sale di giorno in giorno, per almeno quattro settimane che quasi certamente diventeranno sei.

In Spagna sono stati registrati altri 11.970 casi di coronavirus, per complessivi 908.056 contagi dall’inizio dell’epidemia, e 209 morti per un totale di 33.413.

La Comunità di Madrid è in cima alla liste dei nuovi contagi, con 2.723, pari al 22% del totale.

La situazione è da tempo critica in Catalogna e a Barcellona, in cui si sono registrati ieri 1.620 nuovi contagi e 23 morti. E’ stato dunque deciso di chiudere tutti i bar e ristoranti della regione per 15 giorni.

Per contenere l’avanzata dell’epidemia, le autorità hanno anche deciso di ridurre la capacità dei centri commerciali al 30% e quella delle palestre al 50%. Le nuove misure restrittive comprendono anche l’interruzione delle lezioni frontali nelle università e la sospensione di tutte le competizioni sportive – federate, scolastiche o private – per due settimane.

In Gran Bretagna nell’ultima settimana si sono registrati 91.106 i casi e 372 decessi,  20mila casi solo ieri. Il premier Boris Johnson ha annunciato un lockdown a tre livelli: “Un lockdown generale come in primavera – ha detto – non sarebbe la cosa giusta”, ma allo stesso tempo “non possiamo lasciare che la malattia faccia il suo corso: ciò porterebbe a molte morti e il sistema sanitario sarebbe sopraffatto». Le restrizioni potranno riguardare nelle aree più a rischio anche bar e pub, cosa che ha già scatenato forti proteste in molte parti del Paese.




Dopo gli oltre 7mila contagi in 24 ore, l’Olanda ha deciso di chiudere bar e ristoranti da ieri e per almeno quattro settimane per evitare un sovraffollamento degli ospedali, mentre lascia aperte le scuole con obbligo di mascherina: “L’istruzione è troppo importante”, ha detto il premier Mark Rutte.

Anche in Repubblica Ceca chiudono bar e ristoranti da domani al 3 novembre. Stop anche all’alcol nei luoghi pubblici.

LA SITUAZIONE IN ABRUZZO: AGGIORNAMENTI

SI AGGRAVA SITUAZIONE IN RSA DON ORIONE AVEZZANO: 100 I CASI POSITIVI, DI CUI 85 ANZIANI

Si aggrava ancora di più la già allarmante situazione del focolaio in atto nella Rsa dell’Istituto Don Orione di Avezzano (L’Aquila) che sta facendo preoccupare non poco le autorità sanitarie: dagli esami resi noti ieri nel pomeriggio, i casi di positività sono peggiorati rispetto ai 70 emersi in serata. Sono complessivamente oltre 100 i casi, di cui circa 85 anziani e la restante parte operatori sanitari, un numero rilevante che potrebbe mettere in ginocchio gli ospedali provinciali già a dura prova dalla impennata di contagi che si ripete ormai da giorni.

vicenda che innesca anche la prima polemica politica dopo le elezioni, con il consigliere comunale di Avezzano della Lega-Salvini Premier Tiziano Genovesi, Commissario provinciale dell’Aquila dei salviniani, e candidato sindaco, che attacca il neo sindaco Giovanni Di Pangrazio, accusandolo di “silenzio assordante”.

I tamponi negativi sono riferiti agli altri 35 ospiti che sono stati trasferiti al terzo piano per essere isolati rispetto ai malati di covid. Nel primo piano si è insediato un reparto covid con medici e paramedici che controllano da vicino e ininterrottamente le condizioni degli anziani pazienti. A tale proposito, dovrebbero essere solo 4 gli anziani ricoverati in ospedale tra cui il sacerdote che, andando in giro con la febbre, avrebbe contagiato molti ospiti. Nella struttura religiosa sono presenti circa 120 anziani e una sessantina di medici e paramedici. Un elemento a cui si aggrappano gli operatori per sperare in una soluzione poco traumatica il fatto che tra i contagiati, non ci sarebbero persone in condizioni molto gravi: secondo quanto si è appreso, sarebbero molti, la maggior parte, gli asintomatici. Intanto, è in corso una febbrile attività di tracciamento che coinvolge anche i parenti degli anziani ospiti che avrebbero frequentato la struttura fino alla chiusura di tre giorni fa decisa dai vertici della Rsa dopo i primissimi casi.

L’ALLARME DI PIETRUCCI (PD): “ASL L’AQUILA VICINA AL COLLASSO”

“C’è una miccia accesa che rischia di far saltare il fragile funzionamento della Asl dell’Aquila, già provata dall’epidemia da Coronavirus: il focolaio di contagi alla Rsa ‘Don Orione’ di Avezzano ha registrato 71 positivi tra ospiti anziani, personale di servizio e volontari. Nonostante le precauzioni adottate con il blocco delle visite e la chiusura della struttura, è presumibile che gran parte dei 71 debba essere trasferito in ospedale. Ma il Covid Hospital di Pescara non può accoglierli perché privo di personale sanitario e infermieri. E dunque il rischio è che vengano intasati tutti gli ospedali della Asl1 con in testa il San Salvatore”.

Lo scrive in una nota il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.

“E’ terribilmente triste dire “l’avevamo previsto” quando denunciammo una megastruttura incapace di funzionare. Bisogna investire in uomini e donne, potenziare il personale, la formazione professionale e tecnologica, moltiplicare controlli preventivi, tamponi e screening diffusi sul territorio. Il reparto di malattie infettive del San Salvatore ha già tutti i letti a disposizione occupati. La medicina territoriale, che ha lavorato a mani nude tra marzo e aprile, e di cui abbiamo implorato il potenziamento, è stata affiancata, a macchia di leopardo e comunque in numero insufficiente, dalle USCA – Unità Speciali di Continuità Assistenziale, squadre di medici e infermieri che, a domicilio e su segnalazione dei medici di base, intervengono nei casi di contagio dove non sia necessaria l’ospedalizzazione. Ma sono poche e non sempre funzionano”, dice.

“Le persone preoccupate – facendo file disorganizzate e interminabili al freddo – prendono d’assalto i laboratori privati per fare i tamponi, perché i protocolli ufficiali del Sistema Sanitario prevedono test differenti, più complessi, con tempistiche lunghe. E anche perché i centralini sono intasati e non sempre rispondono.
La Regione è una volta ancora in ritardo su tutto: sulla prenotazione dei vaccini anti-influenzali ma anche sulla capacità di spendere le donazioni private raccolte già all’indomani della prima ondata di contagi e che prevedono oltre 4 milioni di euro da spendere in Abruzzo per fronteggiare le necessità più urgenti.
Fondi che non sono stati ancora spesi, quando oggi – 15 ottobre – scade l’obbligo di rendicontazione”.

“Mi chiedo se non sarebbe stato utile impegnarli nel potenziamento della medicina generale di base attraverso un incremento proprio delle USCA ad esempio (la cui istituzione compete alle Regioni) che dove funzionano con il congruo numero di personale medico, infermieristico e DPI, come nella “solita” Emilia-Romagna, hanno fatto la differenza durante la prima fase della crisi e contribuiscono tuttora a decongestionare gli ospedali”, aggiunge Pietrucci.

“Nel Distretto Sanitario della nostra ASL il problema grave è proprio la mancanza del personale infermieristico che rallenta e rende meno efficace l’azione, pur di alto livello, dei medici domiciliari, costretti da soli a fronteggiare le delicate operazioni logistiche necessarie per una visita domiciliare a un paziente Covid. La superficialità e l’inadeguatezza della sanità regionale si mostra incapace di contenere i flussi di ritorno del Covid 19, pur ampiamente previsti mesi fa. E’ necessario correre ai ripari immediatamente, per evitare di trovarsi in una situazione analoga a quella della Lombardia. E soprattutto per fare in modo che l’Abruzzo resista all’onda d’urto che ci aveva risparmiato in primavera”, conclude.

L’AQUILA: CAPOGRUPPO LEGA DE SANTIS POSITIVO

“Come immaginavamo il tampone è risultato positivo al Covid19. Sto cercando di rintracciare tutti quelli con cui ho avuto rapporti negli ultimi giorni prima dell’isolamento”.

Lo rende noto Francesco De Santis, capogruppo al comune dell’Aquila della Lega e collaboratore politico dei salviniani in Regione. Dove si è registrato un caso positivo che ha poi indotto a rimandare la seduta di consiglio regionale di martedì scorso.

“Per fortuna mio fratello è negativo e non viviamo nella stessa casa – spiega ancora -. Non sentendo praticamente nessun sapore da tre giorni, quando finiranno questi domiciliari non vedo l’ora di fare colazione al bar, mangiare un’amatriciana in trattoria, prendere caffè e gelato in Piazza Duomo, fare un aperitivo lungo il corso stretto e mangiare una pizza fuori”.

Infine nonostante tutto l’appello: “Viviamo normalmente, mettiamoci sì la mascherina ma non facciamoci paralizzare dal terrore che non ce n’è alcun motivo. È un’emergenza come tante altre già affrontate, si condivide insieme e si supererà senza troppi problemi. Non permettiamo alla paura di blindarci in casa, e non permettiamo ad un Governo di scappati di casa di ipotizzare anche solo per scherzo di ‘Lockdown a Natale’. Non pazziemo!”

REGIONE: MARSILIO DISPONE STRETTA SU VISITA NELLE RSA

Nuova stretta sulle visite alle Rsa e strutture socio-assistenziali. L’ordinanza dispone il divieto di accesso di familiari e conoscenti alle strutture residenziali socio-sanitarie e socio assistenziali pubbliche, private e convenzionate operanti nella Regione Abruzzo.
Le  visite di familiari e conoscenti possono essere autorizzate in casi eccezionali (ad esempio situazioni di fine vita) dalla Direzione della struttura, previa appropriata valutazione del rapporto rischi/benefici.

Le persone autorizzate dovranno comunque essere in numero limitato e osservare tutte le precauzioni raccomandate per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2; – nel caso di accesso alla struttura, è comunque assolutamente necessario impedire l’accesso a persone che presentino sintomi di infezione respiratoria acuta, anche di lieve entità, o che abbiano avuto un contatto stretto con casi di COVID-19 sospetti o confermati negli ultimi 14 giorni.

Si invita inoltre a promuovere, da parte delle strutture, relazioni a distanza tra ospiti e familiari mediante sistemi di video chiamata o di comunicazione a distanza con frequenza almeno bisettimanale. Le disposizioni della presente ordinanza hanno decorrenza immediata e sono valide sino a diverso provvedimento.

 

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