COVID: RIAPERTURE SUBITO, DRAGHI FRENA. IN ABRUZZO 9 MORTI, MA GIU’ CONTAGI E RICOVERI

12 Maggio 2021 08:49

ROMA – La decisione sulle riaperture e il coprifuoco ristretto dalle 22 almeno alle 23 come pure sui parametri che definiscono i colori delle regioni, sarà presa nella cabina di regia di lunedì prossimo. A frenare le richieste di allentamenti immediati, già da venerdì, da parte di centrodestra e di Italia viva nel vertice di ieri è stato il premier Mario Draghi.

Come spiegato dal ministro della Salute Roberto Speranza e dei tecnici del Comitato tecnico scientifico (Cts), per avere infatti un quadro reale dell’andamento dell’epidemia bisogna attendere almeno 21 giorni dal 26 aprile, quando il governo ha reintrodotto le zone gialle, abolito il divieto di spostamento tra Regioni, permesso di riaprire ai bar e ristoranti con tavoli all’aperto.

Intanto anche in Abruzzo si consolida il calo dei contagi: solo 79 i nuovi casi di Coronavirus nelle ultime ore, con un tasso di positività è pari all’1.2%.

Si registrano però 9 vittime, l’incremento più consistente dal 17 aprile, quando le vittime erano state 14, con bilancio complessivo che sale a 2.447. I nove decessi, due dei quali relativi ai giorni scorsi e comunicati solo ieri dalle Asl, riguardano persone di età compresa tra 72 e 93 anni: quattro in provincia dell’Aquila, una in provincia di Chieti, una in provincia di Pescara, due in provincia di Teramo e una residente fuori regione. Le sette vittime più recenti sono una 72enne di Collelongo, un 73enne di Lanciano, una 75enne e un 89enne di Teramo, una 77enne di Sulmona, un 87enne di Montesilvano e una 93enne di Campomarino, in Molise.

Il dato estremamente positivo è però che gli ospedalizzati tornano ai livelli di metà ottobre, a quota   279: 254 pazienti in terapia non intensiva, 24 in meno rispetto a lunedì, e 25 in terapia intensiva, quattro in meno con zero nuovi accessi.

Procede a pieno ritmo la campagna di vaccinazione: ieri sono state 10.542 somministrazioni, con 175.641 vaccinati in Abruzzo con prima e seconda dose, 4.715 in più rispetto a lunedì. A questo ritmo l’immunità di gregge sarebbe raggiunta il 2 settembre.

Nel nuovo cronoprogramma stilato dal commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo, l’Abruzzo dovrà garantire 10mila vaccini al giorno nei prossimi 10 giorni, per poi arrivare a 15mila e anche a 20mila a giugno, quando ci saranno più vaccini a disposizione.  Oggi saranno consegnati 44mila nuovi vaccini Pfizer.

Restano aperte, intanto, le prenotazioni per gli over 50. La piattaforma delle Poste è stata presa d’assalto: in due giorni sono oltre 50mila le prenotazioni.

LE IPOTESI DI RIAPERTURE

IL COPRIFUOCO

L’ipotesi più probabile è che il coprifuoco venga posticipato (da lunedì 24 maggio) alle 23, come del resto chiedono le Regioni. Lega, Forza Italia e Matteo Renzi però spingono per la mezzanotte. Un vero e proprio braccio di ferro il cui epilogo verrà deciso in cabina di regia. Di certo Draghi non inizierà neppure e discutere dell’abolizione del tutti a casa perché si darebbe al Paese l’idea che l’epidemia è finita, innescando «comportamenti inappropriati».

LOCALI, ORARIO PIÙ LUNGO

Il posticipo del coprifuoco porterà con sé un allungamento dell’apertura serale di bar e ristoranti con tavoli all’aperto. «Non avrebbe senso lasciare le cose così, sarebbe quasi un atteggiamento punitivo», confermano al ministero della Salute. Dunque, se il tutti a casa slitterà alle 23, i locali potranno restare aperti fino a quell’ora. Oppure alle mezzanotte se il coprifuoco verrà portato alle 24.

LOCALI AL CHIUSO

Le Regioni, ma anche il centrodestra e Italia viva, spingono per anticipare la riapertura di bar e ristoranti al chiuso. Attualmente la data della liberazione è fissata per il primo giugno, ma grazie al miglioramento del quadro epidemiologico e all’avanzamento della campagna vaccinale (circa 24,5 milioni di italiani hanno ricevuto almeno una dose), è possibile che venga concessa la ripartenza di questi locali (inclusa la possibilità di consumare il caffè al bancone) da lunedì 24 maggio.

CENTRI COMMERCIALI

Dopo le proteste di ieri in gran parte del Paese e il pressing di mezza maggioranza, in ambienti di governo è dato per scontato il via libera ai centri commerciali e agli outlet a partire dal week-end del 22-23 maggio. Escluso che l’apertura possa scattare da questo fine settimane.

MATRIMONI E CERIMONIE

La ripartenza del settore del wedding non è imminente. L’ipotesi più probabile è che il governo si limiti a fissare una data, presumibilmente il 12 o il 19 giugno. Ciò permetterà alle coppie di pianificare il matrimonio e la cerimonia: due eventi che per il Cts sono ad alto rischio a causa del sommarsi di ristorazione e feste.

PALESTRE E PISCINE

Da sabato potranno riaprire le piscine all’aperto. Ma è forte la pressione sul governo affinché venga anticipata la data di riapertura delle palestre (attualmente fissata per il 1° giugno) e contestualmente dare il via libera alle piscine al chiuso, nel rispetto dei protocolli già vidimati dal Cts.

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