COVID: RT A 0,9, ABRUZZO RESTA ARANCIONE, SITUAZIONE RESTA CRITICA IN PROVINCIA L’AQUILA

IERI 15 VITTIME, CONTO SALE A 2.067, CAPOLUOGO PRIMO PER CONTAGI, 25 IN UN GIORNO, AD AVEZZANO 14, INCIDENZA A 215 SU 100MILA ABITANTI, A 250 E' ZONA ROSSA, OGGI CABINA DI REGIA, PASQUA SARA' BLINDATA

26 Marzo 2021 09:38

L’AQUILA – Con un indice di trasmissione del contagio all0 0,9 l’Abruzzo allestito del monitoraggio settimanale della cabina di regia del ministero sarà pressoché con certezza confermata in zona arancione. In una situazione che vede il virus allentare la morsa

A preoccupare però è l’aumento dei contagi in provincia dell’Aquila, ieri i nuovi contagi registrati sono stati 107, in provincia di  Chieti 81, in provincia di Pescara 42, in provincia di Teramo 99. Il complessivo regionale è di 311 casi.

ll bilancio dei pazienti deceduti registra 15 nuovi casi e sale a 2.067, di età compresa tra 39 e 93 anni: 2 in provincia di Chieti, 1 in provincia dell’Aquila, 1 in provincia di Teramo e 11 in provincia di Pescara.

La città più colpita è ancora una volta L’Aquila con 25 casi seguita da Lanciano, 19 casi e Avezzano, 14 e Vasto. solo 10 i contagi a Pescara, dove si sta uscendo da una emergenza drammatica solo qualche settimana fa.

Ieri la metà dei contagi in provincia dell’Aquila ha riguardato Marsica: oltre ai 14 casi di Avezzano,  a Pescina sono stati 9, a Balsorano 5, a Sante Marie 4.

Quello che preoccupa è però che il provincia dell’Aquila l’incidenza, ovvero i contagi per 100mila abitanti resta molto alta, a a 215,3 seppure in lieve calo ma vicina alla soglia critica di 250 oltre cui scatta in automatico la zona rossa. In provincia di Chieti sale a 176, a Pescara scende ancora a 133 a Teramo a 136,2.

Gli attualmente positivi sono in Abruzzo sono 10.487 e scendono di 164: 621 pazienti (-14) sono ricoverati in terapia non intensiva e 79 (-3, con 3 nuovi accessi) sono in terapia intensiva. I guariti sono 50.987 (+459).

La cabina di regia sull’emergenza Coronavirus convocata oggi dal premier Mario Draghi per discutere del nuovo decreto Covid dovrà confrontarsi con quasi 24 mila tamponi positivi e altri 460 morti nelle ultime 24 ore.

Numeri sempre drammatici – ormai anomalo quello delle vittime rispetto ad altri grandi Paesi europei – che condizionano le ipotesi di riaperture dopo Pasqua, alla scadenza del provvedimento ora in vigore, il 6 aprile.

Il decreto legge con le nuove misure dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri nei primi giorni della prossima settimana, forse martedì. In ballo ci sono il ritorno a scuola, che il premier e alcuni ministri vorrebbero anche in zona rossa, il ripristino del sistema originario dei colori – compreso il giallo sospeso in questo periodo -, con le decisioni sugli spostamenti tra regioni e sulle attività produttive. Una strategia per le prossime settimane che vede confrontarsi linee molto diverse all’interno dell’esecutivo di Draghi. Guarda più lontano il presidente Sergio Mattarella, secondo cui “ci attende un periodo di ricostruzione, impegnativo ma ricco di opportunità per ripensare i modelli di sviluppo su cui si fondano le nostre società e renderli più sostenibili e dinamici”.

Intanto le regioni si preparano a un altro weekend blindato, tutte in zona rossa o arancione come da decreto (con la Sardegna ex bianca e ora arancione), mentre oggi il monitoraggio settimanale dovrebbe permettere il passaggio alla fascia arancione del Lazio.

In bilico il Veneto, la Lombardia dovrebbe restare nella zona rossa mentre la Toscana spera di uscire dall’area di massima restrizione. In Valle d’Aosta, invece, si ipotizza di anticipare la zona rossa già da sabato, con un Rt balzato a 1,75 (quasi due contagiati per ogni infetto) e 291 positivi su 100 mila abitanti (la soglia massima prima del rosso automatico è di 250). Sono al vaglio misure per limitare gli spostamenti e gli assembramenti nel fine settimana.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: