COVID, RT ITALIA A 1,57; ESPERTI: “SIAMO NELLA QUARTA ONDATA”. IN ABRUZZO 67 CASI E 46 GUARITI

REGIONI CHIEDONO GREEN PASS "LEGGERO"; SCUOLA: PRONTO PIANO PER RITORNO IN CLASSE

30 Luglio 2021 10:58

Italia: Sanità

L’AQUILA – Sale ancora, e per la quarta settimana consecutiva, l’indice Rt in Italia, che nell’ultimo monitoraggio segna 1,57 contro l’1,26 della scorsa settimana. Su anche l’incidenza settimanale che passa da 40 a 58 casi per centomila abitanti. E’ quanto si apprende dalla cabina di regia per il monitoraggio. Il ministro Speranza vara nuove ordinanze confermando gran parte delle misure previste per l’ingresso in Italia.

Confermata la quarantena di 10 giorni per chi viene da Paesi extra Ue mentre i certificati vaccinali della Gran Bretagna potranno essere usati in Italia per il Green pass. Sul certificato verde e il ritorno a scuola in presenza il governo si esprimerà la prossima settimana e intanto le Regioni chiedono restrizioni meno severe e più dosi di vaccino.

Secondo la cabina di regia per il monitoraggio sale anche l’incidenza settimanale che passa da 40 a 58 casi per centomila abitanti. Il ministro Speranza vara nuove ordinanze confermando gran parte delle misure previste per l’ingresso in Italia. Sul certificato verde e il ritorno a scuola in presenza il governo si esprimerà la prossima settimana e intanto le Regioni chiedono restrizioni meno severe e più dosi di vaccino.

Sono intanto 67 i nuovi casi di Coronavirus registrati ieri in Abruzzo, di età compresa tra 1 e 71 anni, emersi dall’analisi di 2.583 tamponi molecolari e 2.280 test antigenici: il tasso di positività è pari all’1.37%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a a 76.012.

Il bilancio dei pazienti deceduti non registra nuovi casi e resta fermo a 2.514. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 72.179 dimessi/guariti (+46 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 19.309 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+19 rispetto a ieri), 19.693 in provincia di Chieti (+17), 18.514 in provincia di Pescara (+16), 17.781 in provincia di Teramo (+15), 597 fuori regione (+1) e 118 (-2) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 1.319 (+20 rispetto a ieri). Nel totale sono ricompresi anche 354 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.

23 pazienti (-3 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 0 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 1.296 (+23 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Dall’introduzione del green pass, intanto, sono decollate le prenotazioni dei vaccini, 16mila dallo scorso 22 luglio, 4mila prenotazioni per ognuna delle quattro Asl.

L’Abruzzo non avrà problemi di forniture per lo sprint finale della sua campagna di vaccinazione, visto che saranno disponibili 185.000 dosi di Pfizer e 88.400 di Moderna, che sarà utilizzato per i giovani da 12 a 17 anni, a seguito del via libera dell’Agenzia italiana del farmaco.

Il target sono 56.851 i giovani, nella fascia di età compresa tra i 12 e i 19 anni, che non hanno ancora ricevuto neppure una dose, e che dovranno tornare a scuola forti dell’immunizzazione.

La fascia dai 70 ai 79 anni, a rischio decesso in caso di contagio, è già immunizzata all’83, 76, tra gli over 80 anni non hanno ricevuto nemmeno una dose 7.168 persone.

Aumenta rapidamente, in Abruzzo, la prevalenza della variante Delta, con picchi, in alcune sessioni di sequenziamento, che raggiungono il 90%.

La mutazione individuata per la prima volta in India sta togliendo sempre più spazio alla Alfa. La variante sta facendo circolare il virus in modo rapidissimo nelle quattro province: nell’ultima settimana i contagi sono stati 443, con una variazione, rispetto ai sette giorni precedenti, del +49%.

La curva del contagio è tornata ai valori di oltre due mesi fa, anche se i ricoveri sono in diminuzione, a conferma dell’efficacia dei vaccini. Il picco del 90% di prevalenza della Delta è emerso ieri dalle attività del laboratorio di Genetica molecolare – Test Covid-19 dell’università ‘d’Annunzio’ di Chieti.

Due giorni fa, invece, dalle attività di sequenziamento dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo sono emersi altri 17 contagi riconducibili alla Delta, su un totale di 21 campioni: la prevalenza è superiore all’80%.

In Abruzzo, secondo i numeri ufficiali, sono oltre 250 i casi riconducibili alla Delta, ma l’ipotesi degli esperti, visti i tanti asintomatici in circolazione e considerato che non tutti i tamponi possono essere sequenziati, è che il fenomeno reale sia molto più ampio.

A poco meno di una settimana dall’entrata in vigore del Green Pass, le Regioni provano intanto a mediare con il governo per un alleggerimento delle misure proposte e, contemporaneamente, chiedono un aumento delle dosi di vaccino in modo da poter raggiungere quanto prima la tanto attesa immunità di gregge.

Nel frattempo, archiviata la delicata intesa del governo sul tema giustizia, ci si prepara ad affrontare due temi ritenuti fondamentali nei prossimi mesi: scuola e trasporti. Per questo il ministero dell’Istruzione ha preparato il piano 2021/22 che inizialmente sarebbe dovuto essere presentato oggi in Conferenza unificata e che, invece, è slittato alla prossima settimana. Due le parole d’ordine: lezioni in presenza e adesione alla campagna vaccinale.

Particolare attenzione anche alle proteste anti-Green Pass che si moltiplicano in tutta Italia. Il corteo di manifestanti no-vax ieri sotto la casa del sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, ha ricevuto condanne bipartisan, con il primo cittadino tornato a ribadire che “vaccinarsi è un dovere”: “Se pensavano di intimidirmi – le sue parole – hanno avuto l’effetto contrario”.

E proprio il Green Pass è al centro del confronto tra governo ed enti locali. Le Regioni, tramite il governatore della Toscana Eugenio Giani, fanno sapere di essere in contatto con Palazzo Chigi per “un alleggerimento delle misure”. Ma c’è chi, come il presidente della Liguria Giovanni Toti, ammette di non avere alcuno scrupolo, in caso di necessità, a chiedere il certificato verde “per ogni luogo di questo Paese, trasporto, lavoro e scuola”. Il collega dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, propone invece di estendere il pass anche alle discoteche e sale da ballo. Un’operazione che consentirebbe non solo la riapertura dell'”unico settore ancora chiuso” ma anche di porre maggiore attenzione al contingentamento evitando le “troppe feste private senza controlli”.

Al momento, ha annunciato oggi il ministro della Salute Roberto Speranza, i Green pass scaricati sono 41,3 milioni, con una crescita di 1,2 milioni al giorno: “Il Green pass – ha detto – può aiutarci a rendere più sicuri i luoghi dov’è applicato e aiuterà a limitare le restrizioni”.

Sul tavolo c’è anche la questione degli italiani all’estero, vaccinati con sieri non riconosciuti dall’Ema e quindi impossibilitati a ricevere il Green Pass. È lo stesso Speranza a spiegare che il problema dovrebbe essere risolto a breve, già “la prossima settimana”, come auspicato da diversi esponenti politici e dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, nei giorni scorsi.

Sembra invece in dirittura d’arrivo la pianificazione per l’avvio del nuovo anno scolastico. Il ministero dell’Istruzione ha pronto il nuovo piano che ricalca, per gran parte, le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, per consentire ai ragazzi di riconquistare la “dimensione relazionale e sociale”. Restano obbligatorie le mascherine, il cui utilizzo scongiurerà anche l’obbligo del distanziamento nelle aule. Il tutto per garantire il rientro in presenza, punto cardine dell’intero documento. “La ripresa in presenza e in sicurezza della scuola – ha spiegato il ministro Speranza – è l’obiettivo del governo, e il governo non farà mancare iniziative forti per garantire tale obiettivo”.

Fondamentale, si legge nelle 15 pagine che compongono il documento, sarà anche la “piena adesione” del personale, docente e non, alla campagna vaccinale. Campagna che sembra convincere i giovani. La curva di inoculazioni tra gli under 18 è sempre più in crescita, con un ritmo simile a quello degli under 30 anche se il 65% dei minorenni – circa 3 milioni di ragazzi secondo i dati del Gimbe – ancora non ha ricevuto alcuna dose. In totale sono 31,5 milioni gli italiani completamente vaccinati e 35,6 milioni le prime dosi somministrate.

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