COVID: IN ITALIA SCENDE INCIDENZA CONTAGIO.
IN ABRUZZO LIEVE AUMENTO MA SOTTO MEDIA

23 Agosto 2021 08:09

Regione: Sanità

ROMA – Contagi settimanali in diminuzione. E’ quanto emerge dai nuovi dati pubblicati oggi da Agenas sull’incidenza dei casi di Covid in Italia mostrano una tendenza al ribasso.

L’Abruzzo però con 60,20 registra un lieve aumento, ma è sotto la media nazionale dei 73,75 casi. In Sicilia, dove invece la crescita dei casi è decisa e l’incidenza è nettamente la più alta in Italia.

I dati rilasciati da Agenas riguardano la settimana che va dal 16 al 22 agosto e vedono un’incidenza inferiore ai 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti – la prima soglia da sorpassare per entrare in zona gialla – solamente in 5 Regioni: Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia.

A livello medio si passa da 74,34 a 73,75 casi.

Vediamo il dato Regione per Regione con i rispettivi aumenti o cali tra parentesi: Abruzzo 60,20 (in aumento); Basilicata 60,19 (in calo); Calabria 84 (in aumento); Campania 58,07 (in calo); Emilia-Romagna 84,47 (in calo); Friuli-Venezia Giulia 48,50 (in calo); Lazio 67,57 (in calo); Liguria 72,47 (in aumento); Lombardia 32,51 (in calo); Marche 71,20 (in calo); Molise 22,63 (in calo); Bolzano 62,52 (in aumento); Trento 50,24 (stabile); Piemonte 35,09 (in calo); Puglia 45,91 (in calo); Sardegna 144,26 (in calo); Sicilia 186,27 (in netto aumento); Toscana 118,48 (in calo); Umbria 86,99 (in calo); Valle d’Aosta 60,78 (in netto aumento); Veneto 75,05 (in calo)

Agenas, in particolare, fornisce sia i dati sull’incidenza settimanale, sia gli aggiornamenti sui posti letto occupati in area medica e in terapia intensiva,. Si tratta dei valori che determinano il passaggio dalla zona bianca alla zona gialla.

Gli ultimi dati, comunque, non condannano alla zona gialla ancora nessuna Regione, fatta eccezione per la Sicilia. Continua a essere critica la situazione in Calabria e Sardegna, dove comunque il passaggio in giallo è tutt’altro che scontato nei prossimi giorni.

In Abruzzo sono intanto 117 i nuovi casi positivi, di età compresa tra 2 e 87 anni.

Dei casi registrati, 28 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 15 in provincia di Chieti, 22 in provincia di Pescara e 41 in provincia di Teramo; 11 sono residenti fuori regione o con residenza in accertamento.,

Nessun decesso registrato, mentre resta invariato il numero di guariti.

2348 gli attualmente positivi (+117), 61 ricoverati in area medica (+2), 12 in terapia intensiva (invariato), 2275 in isolamento domiciliare.

In Italia sono intanto 5.923 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 7.470.

Sono 23 invece le vittime in un giorno, in calo rispetto alle 45 di ieri.

Sono 175.539 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 255.218. Il tasso di positività è del 3,3%, rispetto al 2,9% di ieri.

Sono 472 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, 6 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 33. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.767, rispetto a ieri sono 34 in più.

 RISCHIO ZONA GIALLA, I DATI DEI RICOVERI

Quanto ai ricoveri, i dati Agenas sono aggiornati al 22 agosto e vedono, a livello nazionale, un’occupazione del 5% dei posti letto in terapia intensiva e del 7% in area medica. I dati più preoccupanti sono quelli della Sicilia, considerando le soglie stabilite per il passaggio in zona gialla: il tetto è del 10% per le intensive e del 15% per l’area non critica.

Oltre alla Sicilia vanno tenuti d’occhio i numeri di Calabria e Sardegna, con qualche minima preoccupazione anche per Lazio, Toscana e Umbria. Ecco i dati Regione per Regione, considerando che la prima percentuale è quella delle terapie intensive e la seconda dei reparti di area medica: Abruzzo 7% – 5%; Basilicata 0% – 10%; Calabria 7% – 14%; Campania 4% – 9%; Emilia-Romagna 6% – 6%; Friuli-Venezia Giulia 5% – 3%; Lazio 7% – 8%; Liguria 5% – 5%, Lombardia 3% – 5%; Marche 5% – 5%; Molise 3% – 3%; Bolzano 2% – 5%; Trento 0% – 5%; Piemonte 2% – 2%, Puglia 5% – 6%; Sardegna 10% – 12%; Sicilia 9% – 19%; Toscana 8% – 7%; Umbria 7% – 8%; Valle d’Aosta 0% – 6%; Veneto 5% – 3%.

COSTA, “OBBLIGO GREEN PASS A DIPENDENTI PA E RIAPRIRE UFFICI”

“Sull’obbligatorietà del Green pass penso a tutte quelle attività dove c’è da garantire la continuità di un servizio, per esempio gli operatori Trasporto pubblico locale, i dipendenti dei market e dei servizi essenziali, ma anche i dipendenti degli uffici comunali e pubblici dovranno tornare alla normalità e in presenza: hanno la responsabilità di garantire un servizio al Paese e a contatto con il pubblico. Non è possibile che in alcuni territori siano ancora chiusi e in smartworking”, ha annunciato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, all’Ansa, in vista della conversione del decreto legge sul Green pass a settembre.

BIANCHI: OPERATORI SENZA GREEN PASS SARANNO SOSPESI

Il governo non torna intanto indietro sul ritorno a scuola in presenza e il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ribadisce che gli operatori scolastici senza green pass verranno sospesi.

A margine di un convegno al Meeting di Cl, a Rimini, Bianchi ribadisce la linea dell’esecutivo per il ritorno in classe a settembre: “Sono qui per confermarvi che tutto il Governo sta lavorando per un ritorno in presenza. Noi siamo convintissimi di questo, abbiamo lavorato su questo già da primavera, abbiamo portato in presenza tutti i bambini e i ragazzi, abbiamo fatto tutti gli esami di maturità e abbiamo tenuto aperto le scuole anche in estate. In questo momento stiamo investendo una quantità di risorse, oltre due miliardi, come mai si è visto”.

Il punto su cui si sofferma Bianchi parlando con i cronisti è proprio quello del green pass obbligatorio per gli insegnanti e il personale scolastico: “Abbiamo un set di regole chiare, che abbiamo ovviamente dato seguendo le indicazioni del Cts; indicazioni che dicono in maniera molto evidente che tutti coloro che hanno un Green pass sono dentro la scuola, saranno presenti all’inizio della scuola a settembre, invece coloro che non hanno un Green pass, come dice la norma attuale, ovviamente saranno sospesi”. Secondo Bianchi questo sistema è “facilmente controllabile grazie al green pass, quindi stiamo operando per questo: i bambini e i ragazzi nuovamente a scuola”.

Ciò che chiede il ministro dell’Istruzione è un aiuto da parte di tutti, dalle famiglie agli studenti passando proprio per il personale scolastico: “Questo si fa solo con la partecipazione di tutti, non è solo una questione del governo: è tutto il paese che si rimette in movimento partendo dalla sua scuola. Questo è il significato della mia presenza qui a Rimini: avere coraggio, il coraggio di un paese, il coraggio di tutta la scuola”. Il green pass non sarà invece reso obbligatorio per gli studenti perché – spiega Bianchi – “abbiamo avuto fiducia nei nostri ragazzi e ce lo dimostra la risposta straordinaria che i ragazzi stanno dando: fra i 16 e i 19 anni siamo già a un grande livello, sopra il 60%, sotto li stiamo vaccinando tutti e qui il commissario Figliuolo sta facendo un grande lavoro”.

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