ABRUZZO ZONA ROSSA: TEST RAPIDI ANTIGENICI NELLE FARMACIE, ORDINANZA ENTRO LUNEDI’, IL PUNTO DI MARSILIO

19 Novembre 2020 16:05

L’AQUILA – “Un accordo accordo importante che formalizzeremo a breve, speriamo di poter firmare l’ordinanza al più tardi entro lunedì. Non è stato facile mettere insieme le esigenze e i meccanismi organizzativi della Regione, del Ministero e delle farmacie per poter rendere possibile questa iniziativa”.

Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nel corso della conferenza stampa per fare il punto della situazione sull’emergenza Coronavirus nel secondo giorno della “zona rossa”, ha annunciato l’accordo tra la Regione, Assofarm e Federfarma che porterà nelle farmacie abruzzesi test rapidi alla portata di tutti per rilevare la presenza del virus. Tanti gli argomenti toccati, dalla scuola alla cassa integrazione, dal fondo perduto per le imprese al sostegno alle famiglie, dalla campagna di vaccinazione e, appunto, i test rapidi in farmacia.

“Si potrà quindi andare in farmacia a fare il test antigenico rapido, che con altissima affidabilità certifica la negatività del soggetto, nel caso in cui invece certifichi la positività verrà effettuato il test molecolare ma intanto permette uno screening per aiutare a tenere sotto controllo l’andamento dell’epidemia. Saremo tra i primi a mettere in campo questo strumento e a diffonderlo. L’Abruzzo ha chiesto un quantitativo molto importante di questi test e non appena disponibili potremo distribuirli alle farmacie”.

Sulla decisione di istituire la zona rossa: “Meglio iniziare subito la cura con la zona rossa per abbassare la curva dei contagi, fare spazio negli ospedali e uscire prima possibile da questa situazione di emergenza. Abbiamo superato la soglia critica del livello di occupazione dei posti delle terapie intensive. I nostri medici ci hanno chiesto, attraverso il comitato tecnico scientifico, di adottare misure più restrittive perché con l’attuale ritmo dei contagi gli ospedali rischiano di non poter garantire il diritto alla salute, bene primario. Le misure previste con la zona arancione non si sono rivelate efficaci, rischiavamo di travolgere tutto il sistema”.

Il presidente si è soffermato sulla questione scuola e sui disagi per le famiglie: “La scuola è un argomento che spacca in due famiglie, culture politiche, categorie e mondo scientifico. Sostengono spesso tesi contrapposte. I più piccoli sono potenzialmente meno trasmissibili al contagio ossia si contagiano meno e si ammalano poco. Privarli della socialità e dell’apprendimento in presenza , secondo gli esperti, non è un bene. Sono più fragili dal punto di vista dello sviluppo psico-fisico e cognitivo. Sarebbe un danno troppo grande. Avremmo danneggiato anche le famiglie, lì dove non è previsto il congedo parentale e il buono baby sitter per i più piccoli. Avrebbero dovuto arrangiarsi”.

Sugli strumenti a sostegno delle famiglie e delle imprese forniti i dati sulla cassa integrazione: al 6 novembre le istanze autorizzate sono 13.841 che riguardano 33.812 lavoratori per un numero di ore pari a 6.950.515 ed un importo totale di oltre 56milioni.

“La Regione – ha precisato Marsilio – non eroga la cassa integrazione direttamente . Noi abbiamo trasmesso tutto al ministero del lavoro e all’Inps e quest’ultimo dovrà erogare. Per il fondo perduto abbiamo stanziato altri 30 milioni oltre ai 20 previsti in prima istanza. Entro Natale verrà completato il pagamento per lo scorrimento dell’intera graduatoria fino ai 20 milioni e poi stiamo attrezzando gli uffici per soddisfare le ulteriori richieste di accesso alla risorsa straordinaria stanziata dalla Regione. Erogheremo fondi sino alla fine della lista dei beneficiari del fondo perduto. Mai adottata una misura così importante come sostegno economico alle imprese che si trovano oggi a fronteggiare la straordinarietà determinata dall’emergenza Covid-19. Che si aggiunge ai 12 milioni per le imprese che hanno effettuato investimenti, ai 12 milioni per le 18mila famiglie in difficoltà. Uno sforzo economico e sociale molto importante”.




Per quanto riguarda la situazione di emergenza negli ospedali, in particolare nella provincia dell’Aquila: “Ogni giorno nella Asl dell’Aquila si aprono nuovi reparti, continuiamo a lavorare per reperire spazi, oggi i cantieri sono quasi tutti consegnati. L’Aquila è uno degli ospedali con interventi più importanti, poche settimane fa abbiamo inaugurato il Delta 7, fermo dal sisma del 2009, più il G8, lo stesso avviene in altri reparti. Questa curva del contagio non è un’onda normale e il tutto in un breve arco di tempo. In un mese c’è stato un vero e proprio flagello. Neanche le migliori sanità del mondo sono in grado di gestire questa epidemia, i nostri dirigenti e i nostri medici stanno tenendo, anche con grandissime difficoltà. L’arte della polemica è molto facile. Le file fuori dal pronto soccorso sono una costante delle cronache anche in tempi di pace, figurarsi in questa situazione. Troppo facile scandalizzarsi ora, noi stiamo lavorando”.

Sui vaccini antinfluenzali: “Al di là delle polemiche che qualcuno continua ad esercitare, tutte le Regioni hanno difficoltà a reperire le dosi. Noi abbiamo acquistato un numero di dosi di vaccino antinfluenzale molto importante e più alto rispetto agli scorsi anni. Ma fino all’anno scorso la campagna vaccinale cominciava a novembre. Quest’anno abbiamo cominciato un mese prima, ad ottobre, e abbiamo già vaccinato 183mila persone”.

Sono stati messi a confronto i dati relativi allo scorso anno con quelli parziali relativi a questa prima fase di vaccinazione sottolineando come, con una campagna iniziata con un mese di anticipo rispetto allo scorso anno, il numero di vaccini non sia ancora sufficiente ma esistono difficoltà di approvvigionamento per tutte le regioni italiane. A L’Aquila nel 2019, nell’intera campagna antinfluenzale i vaccini somministrati erano 45.649, oggi 36.500, a Pescara lo scorso anno 59.200 oggi 45mila, a Chieti nel 2019 furono 65. 175, oggi 48.685, a Teramo addirittura 25.500 lo scorso anno e quest’anno il numero è quasi raddoppiato.

Poi l’appello “a tutti i nostri anziani: restate il più possibile in casa, state isolati, non frequentate persone. Si tratta della popolazione più esposta e più fragile. La popolazione ultra 75enne è quella che se si ammala rischia di finire con alta probabilità non solo in ospedale, ma in terapia intensiva. E la gran parte dei decessi avviene in quella fascia di età. Proteggiamo i nostri anziani ed evitiamo situazioni di promiscuità”.

“La pressione sulle strutture sanitarie – ha sottolineato il governatore – sale giorno dopo giorno. Solo oggi ci sono stati nove accessi in più in terapia intensiva. Quando ci siamo resi conto di aver superato le soglie critiche del 30% e del 40% dell’occupazione di posti letto rispettivamente di terapia intensiva e nei reparti, i nostri medici ci hanno chiesto, attraverso il Gruppo tecnico scientifico (Gts), di attuare misure più restrittive, perché gli ospedali rischiano di non poter più garantire il diritto alla salute. Se abbiamo adottato misure più restrittive è per fare in modo che il contagio venga contenuto e poi debellato. Spero nella collaborazione di tutti per arrivare al blocco della circolazione del virus”.

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