COVID: SEGNALI DI MIGLIORAMENTO IN ABRUZZO, SCENDONO CASI ATTIVI

1 Dicembre 2020 18:18

PESCARA – Segnali di miglioramento dell’emergenza sanitaria in Abruzzo: dopo mesi in costante e rapido aumento, scende il numero degli attualmente positivi. Al netto dei decessi e di 387 guarigioni, le persone al momento malate sono quattro in meno e scendono a 18.188. Diminuiscono anche i pazienti ospedalizzati, che sono 773, cioè 17 in meno rispetto a ieri, ma resta invariato il dato sulle terapie intensive.

I nuovi casi sono 396, in calo, ma si registrano 13 decessi che fanno salire il bilancio delle vittime a 906. I nuovi casi sono emersi dall’analisi di 3.901 tamponi: è risultato positivo il 10,15% dei campioni. È uno dei dati migliori delle ultime settimane: dal 27 ottobre in poi i contagi quotidiani erano scesi una sola volta al di sotto delle 400 unità, il 6 novembre (395). Dei nuovi positivi, il più giovane ha quattro mesi e il più anziano 97 anni. Quelli con età inferiore ai 19 anni sono 63. I tredici decessi – sette sono avvenuti nei giorni scorsi e sono stati comunicati solo oggi dalla Asl Avezzano Sulmona L’Aquila – riguardano persone di età compresa tra 68 e 99 anni: 11 in provincia dell’Aquila, uno in provincia di Teramo e uno in provincia di Chieti.




Tra le località con più nuovi casi ci sono L’Aquila (42) e Avezzano (18). Sette i contagi recenti a Pescara e Chieti, solo tre quelli emersi a Teramo. A livello provinciale, il maggior incremento, +244, si registra nell’Aquilano, dove il totale sale a 9.211. Seguono il Chietino (+87, totale 5.450), il Teramano (+48, 7.590) e il Pescarese (+40, 5.714). A questi dati si aggiungono 248 pazienti residenti fuori regione (+2) e 207 (-25) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. Delle persone al momento malate, 697 pazienti (-17) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 76 (invariato) in terapia intensiva. Il dato sui pazienti in rianimazione, analogo a quello del 3 aprile, giorno peggiore dell’emergenza primaverile, è il secondo più alto in assoluto dopo il record di 77 raggiungo sabato. Sono 173 i posti letto di terapia intensiva a disposizione delle quattro Asl. Ai 94 esistenti già prima dell’emergenza, si sono aggiunti i 66 previsti dal piano di riordino della rete ospedaliera Covid-19 ed altri 13 predisposti negli ultimi giorni. Al momento, del totale dei posti di rianimazione disponibili – senza considerare i 29 presenti tra l’Ematologia di Pescara e le cliniche private convenzionate, pure a disposizione in caso di assoluta emergenza – è occupato il 43,93% delle unità, a fronte di una soglia di allarme pari al 30%. Tutti gli altri pazienti, 17.415 persone (+13 rispetto a ieri), sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. I guariti salgono ad 9.326.

Il presidente della Regione, Marco Marsilio, torna sulla questione del passaggio da zona rossa ad arancione: “Insieme agli altri presidenti – dice al termine della riunione tra il ministro Francesco Boccia e le Regioni – ho chiesto una valutazione più possibile e più ancorata ai dati reali, piuttosto che restare vincolati a un calendario rigido che può produrre esiti paradossali e penalizzazioni ingiustificate. Su questo tema il confronto con il Ministro Speranza proseguirà nei prossimi giorni in vista della scadenza dell’ordinanza ministeriale vigente”.

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