COVID: SI’ A TAVOLATE ALL’APERTO, IN 6 AL CHIUSO. RISOLTO CASO RISTORANTI, ITALIA PIU’ “BIANCA”

3 Giugno 2021 19:46

Italia: Sanità

ROMA – Un terzo del Paese con 12 milioni di italiani in zona bianca da lunedì prossimo e l’estate alle porte con nuovi graduali allentamenti delle misure anti-Covid.

Archiviata la questione sul numero di commensali al ristorante – con un’ordinanza ministeriale che non prevede alcun limite all’aperto e un massimo di sei persone al chiuso – si resta in attesa di eventuali esperimenti pilota sulle discoteche, dello slittamento del coprifuoco a mezzanotte il 7 giugno e dell’arrivo del green pass europeo per viaggiare in libertà, forse anche prima di luglio.

Nelle prossime ore il monitoraggio dovrebbe decretare l’entrata nell’area di rischio più bassa anche per Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto. Queste ultime si aggiungerebbero a Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Dal 14 giugno, invece, potrebbe toccare a Lombardia, Lazio, Piemonte, Puglia, Emilia-Romagna e Provincia di Trento (che hanno da questa settimana già ottimi dati) mentre dovranno aspettare il 21 giugno Sicilia, Marche, Toscana, Provincia di Bolzano, Calabria, Basilicata e Campania. Ultima ad entrare in zona bianca, sempre secondo le stime, sarà la Valle d’Aosta presumibilmente il 28 giugno.

E gli effetti dell’allargamento delle maglie non sembrano per fortuna pesare negativamente sui territori: nel Molise, in zona bianca da due settimane, il governatore Toma riferisce che l’incidenza è scesa a 11,8 in sette giorni. La regione è anche la prima è la prima zona verde italiana in Ue e tra le prime sette in tutta Europa, secondo la nuova mappa aggiornata sui contagi stilata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Il resto del Paese è classificato come arancione (meno di 50 casi per 100mila e tasso pari al 4% o superiore), tranne la Calabria, Basilicata e Valle d’Aosta in rosso (tra i 50 e i 150 ogni 100mila). Anche nell’ultimo bollettino i contagi continuano a scendere: nelle ultime 24 ore sono i nuovi malati di Covid sono scesi sotto i duemila (precisamente 1.968), con tasso di positività al 2% e 59 i morti, registrando per il sesto giorno consecutivo una cifra sotto la quota delle cento vittime.

“Le cose vanno meglio, ora occorre proseguire in un percorso di gradualità, perché è giusto riaprire ma passo dopo passo visto che un passo troppo lungo ci potrebbe far pagare un prezzo”, spiega il ministro della Salute, Roberto Speranza. In effetti anche sul caso dei commensali ai tavoli nei locali il Governo e le Regioni hanno trovato alla fine la quadra con un compromesso: nessun limite all’aperto e un massimo di sei al chiuso o comunque di due nuclei familiari. Questa una delle nuove regole per la zona bianca, che – spiega il ministro per le Autonomie Martiastella Gelmini – “è un ‘premio’, non avrebbe avuto senso mantenere le stesse regole previste per la zona gialla. Torniamo alla normalità”. E il rappresentante dei governatori, Massimiliano Fedriga, rilancia sull’opportunità di valutare l’abolizione di limiti all’aperto anche per le zone gialle proponendo un tavolo tecnico nazionale.

Resta da affrontare il tema delle discoteche. A breve il Cts potrebbe valutare la proposta lanciata dai gestori per fornire osservazioni su due sperimentazioni a Milano e Gallipoli, dove l’accesso di duemila persone in ogni locale potrebbe restituire un test significativo: ma in un verbale di aprile lo stesso Cts si era già pronunciato “in merito alla possibilità di prevedere che le regioni possano intraprendere sperimentazioni per spettacoli dal vivo” con una deroga al numero massimo di mille persone, purché in “presenza di misure di sicurezza aggiuntive”. Tuttavia il sindacato italiano delle sale da ballo annuncia “disobbedienza civile” se non arriverà alcuna risposta: “Apriremo comunque tutte le attività”, dicono i gestori. La loro idea per ripartire ovunque è quella di proporre un accesso con green pass, dunque se si è guariti, se si è fatto il tampone oppure effettuato il vaccino.

Sul tema delle dosi ai giovani – in particolare per i richiami – il generale Francesco Figliuolo ha chiesto il massimo della flessibilità nelle prenotazioni: “Noi sappiamo che i vaccini Rna danno la possibilità di somministrare la seconda dose entro 42 giorni, in quel range bisogna essere flessibili, così come tra le 4 e le 12 settimane con il vaccino Astrazeneca”, spiega il Commissario, che riapre anche all’ipotesi avanzata dalle Regioni sui vaccini in vacanza: “siamo a piena diposizione – dice – e faremo in modo che la logistica saprà correre ed essere flessibile, e quindi dare la possibilità di andare incontro alle esigenze dei nostri cittadini”.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: