COVID, SPERANZA: VERSO QUARTA DOSE VACCINO PER ALTRE FASCE D’ETA’

5 Luglio 2022 19:51

Italia - Sanità

ROMA – Allargare in autunno la quarta dose ad altre fasce di età, per ora prevista solo per ultraottantenni e fragili mentre in alcuni Paesi si registra una nuova sottovariante di Omicron.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato un ampliamento della platea delle persone vaccinabili con il secondo booster, al quale sta lavorando in vista della campagna di vaccinazione autunnale. Tra le ipotesi ci sarebbe quella di un’estensione del richiamo agli over60, ma potrebbe includere anche i cinquantenni.

Nel frattempo aumentano i vaccini anti-Covid disponibili per i più giovani: l’azienda Novavax ha annunciato che la Commissione Europea ha approvato l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio condizionata estesa per Nuvaxovid negli adolescenti in Europa di età compresa tra i 12 e i 17 anni, dopo il parere positivo dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema).

Continuano intanto a crescere anche i contagi: in 24 ore sono 132.274 i nuovi casi (ieri erano stati 36.282), secondo i dati del Ministero della Salute, rilevati per mezzo di 464.732 tamponi, tra antigenici e molecolari. Il tasso di positività è al 28,4%, stabile. Crescono anche le vittime che sono 94, 35 in più. Sono 323 i pazienti ricoverati in terapia intensiva – 20 in più -, mentre nei reparti ordinari ci sono 8.003 ricoverati, in aumento di 355. Sale poi di un punto in 24 ore, tornando al 12%, la percentuale di posti nei reparti ospedalieri di area non critica occupati da pazienti con Covid-19, stabili invece al 3% le terapie intensive, rileva l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali).

Il virus corre veloce anche in Francia: secondo il nuovo ministro della Salute, François Braun, sono oltre 200mila i casi in un giorno, il numero più alto delle ultime settimane.

“Siamo in un’epoca di ripresa anche nel nostro Paese dei contagi, che stanno crescendo – ha detto Speranza – e sappiamo benissimo che quando il numero dei contagi cresce in maniera così larga, anche se la percentuale di ricaduta sui nostri presidi sanitari è più limitata rispetto al passato grazie alla campagna di vaccinazione, hai comunque una ricaduta con cui fare i conti”.

Ma ha anche precisato che quello di oggi è uno scenario differente dal passato: “Siamo arrivati ad avere 4.000 persone in terapie intensiva, oggi ne abbiamo circa 300, quindi siamo in una fase diversa e abbiamo strumenti diversi per gestire la pandemia. Ma è chiaro che gli ospedali devono avere flessibilità, quindi qualora servissero posti letto siamo pronti ad affrontare la sfida”.

Intanto si guarda alla nuova sottovariante di Omicron – BA.2.75 – segnalata in India il 2 giugno scorso, che è “in apparente rapida crescita”, segnala in un tweet il virologo Tom Peacock, dell’Imperial College di Londra.

“In Italia non è stata rilevata”, afferma il genetista Massimo Zollo, coordinatore della Task force Covid-19 del Ceinge. “È presto per poter dire oggi che la variante diventerà predominante: occorrono dati che oggi non abbiamo, né possiamo immaginare”, spiega il genetista, per il quale “era sicuro che nuove varianti sarebbero arrivate e che potranno arrivarne altre, non essendoci più alcuna restrizione”.

Per l’infettivologo Matteo Bassetti, “vale la pena tenere d’occhio, ma senza allarme,” la nuova sotto-variante “in quanto potrebbe essere ancora più contagiosa della Omicron 5 e avere un’elevata capacità di infettare, le persone guarite e vaccinate”. Intanto c’è attesa per l’arrivo dei vaccini aggiornati. Secondo Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), quello bivalente a mRNA aggiornato sul ceppo Ba.1 potrebbe “essere approvato” per settembre. Per quelli aggiornati su Ba.4 e 5 bisognerebbe aspettare l’inverno. E per Palù andrebbe somministrato “a tutti gli over60 a prescindere dalla presenza o meno di patologie. Del resto è quello che si fa con il vaccino antinfluenzale”.

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