COVID, STOP INTERVENTI PER PAZIENTI SENZA TERZA DOSE: “ABOMINEVOLE”; PREGLIASCO: “SONO FRAGILI”

19 Gennaio 2022 15:49

Italia: Politica

MILANO – È polemica sulla denuncia lanciata ieri sera dalla trasmissione ”Fuori dal coro” in merito allo stop dell’Istituto Galeazzi di Milano agli interventi per i pazienti che non hanno ancora ricevuto la terza dose del vaccino anti covid.

Nella bufera il direttore sanitario dell’Irccs, Fabrizio Pregliasco che prova a rispondere: “Ho dato indicazione ai curanti di fare una valutazione rispetto al rischio di fragilità su diversi aspetti del paziente, tra cui anche l’eventuale scopertura vaccinale, che espone il paziente a un maggior rischio, per riorganizzare e ottimizzare le sale operatorie per gli interventi più urgenti”.

Questo è indispensabile, dice Pregliasco all’Agi, perché “Abbiamo spazi limitati” e “cento posti letto in meno, per garantire tutta l’attività per i pazienti covid. Ma ovviamente tutti gli interventi urgenti, come quelli a rischio vita, vengono garantiti a tutti. Mentre l’alluce valgo, per fare un esempio, viene posticipato nelle situazioni di fragilità o di rischio”. In realtà, gli interventi che si possono posticipare, “slittano un po’ per tutti ma si comincia con il riprogrammare quelli per i non vaccinati”.

Il caso intanto è arrivato in Parlamento.

“È vero o no che all’ospedale Galeazzi di Milano, il cui direttore è il virologo Fabrizio Pregliasco, rifiuta il ricovero dei pazienti che non hanno fatto la terza dose del vaccino anti-Covid?”, ha domandato in aula alla Camera il deputato del gruppo Misto, Cristian Romaniello, rilanciando la denuncia.

“È vero o no che al Galeazzi di Milano respingono pazienti in lista d’attesa da mesi – ha domandato Romaniello – se non possono provare di aver fatto la terza dose del vaccino? Nel servizio televisivo si parla di una disposizione scritta dalla direzione dell’ospedale che prescrive di respingere i pazienti in lista di attesa per un intervento chirurgico. Ci aspettiamo una smentita dell’ospedale Galeazzi, perché se fosse vero sarebbe una cosa abominevole e chiediamo inoltre che il ministro della Salute riferisca al più presto in Parlamento”.

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