COVID, TAGLIERI, “SCHAEL NON SI PERMETTA DI ATTACCARE IL PERSONALE SANITARIO”

17 Ottobre 2020 14:09

CHIETI – “Non sono bastate tutte le criticità emerse nella gestione della fase acuta della pandemia da Coronavirus, con la costante mancanza di dispositivi di protezione individuale adeguati per il personale o le problematiche nella gestione di strutture inizialmente identificate come Covid free (vedasi l’Ospedale Renzetti di Lanciano) e poi diventanti luoghi di contagio. Adesso sembra che i vertici della Asl 02 Lanciano-Vasto-Chieti e in particolare il Direttore Generale Thomas Schael, si sarebbe perfino permesso di attaccare gli stessi operatori, che nei mesi scorsi sono stati in prima fila per aiutare i cittadini abruzzesi nella lotta contro il virus. Sarebbe addirittura arrivato a dire “questo non è l’incentivo perché hai fatto il cogl***e non facendo quello che dovevi fare …”.

È un duro attacco quello sferrato dal Vicepresidente della Commissione Sanità in quota M5S Francesco Taglieri, al direttore della Asl provinciale chietina Thomas Schael

“Un atteggiamento inaccettabile, riportato in una lettera firmata dall’Intersindacale Sanitaria Abruzzese, che raccoglie sotto di sé numerose sigle, in cui si racconta l’esito fallimentare di un tavolo convocato per accordarsi sulle premialità da distribuire ai lavoratori. Un racconto che, se confermato, rappresenterebbe una vergognosa mancanza di rispetto verso quelle persone che, anche in assenza di un equipaggiamento idoneo ad affrontare la pandemia, non si sono mai risparmiate, a costo di compromettere la propria salute”.





“Per mesi abbiamo denunciato la disorganizzazione in cui si è trovata la Asl 02, e in generale tutta la sanità abruzzese, nella gestione della fase più grave della pandemia. La mia prima richiesta di informazioni alla Giunta regionale è arrivata a gennaio, quando il Covid sembrava essere uno spauracchio circoscritto a zone molto lontane dall’Italia e dall’Europa. La risposta che mi venne data era che tutto fosse efficiente e che la macchina sanitaria regionale fosse pronta ad agire di conseguenze. Alla luce dei fatti, però, le cose sono andate in modo molto diverso. Basti pensare a ciò che è avvenuto nel territorio della provincia di Chieti. Abbiamo letto disposizioni dell’Azienda ospedaliera che, nonostante l’acutizzarsi del virus, non facevano menzione né a misure di contenimento del contagio per gli operatori, né a qualsiasi sorveglianza sanitaria. Il piano di organizzazione territoriale poi è stato più volte modificato a causa delle continue positività che emergevano anche in strutture che non sarebbero dovute essere intaccate dai casi Covid. Tuttavia, se almeno in un primo momento potevano esserci attenuanti, le disfunzioni non hanno avuto rallentamenti col passare delle settimane, e gli unici a rischiare di subirne le conseguenze sono stati i lavoratori rimasti in corsia senza mai risparmiarsi, non i dirigenti che a mio avviso non sono stati in grado di creare una macchina organizzativa funzionante. E adesso che è arrivato il momento di riconoscerne le premialità per lo straordinario lavoro portato a termine, la Asl sembra addirittura voltare le spalle al lavoratori”.

“Mi domando – conclude Taglieri – come sia possibile che il centrodestra, davanti a queste notizie, rimanga in silenzio e non chieda di fare luce sulle dichiarazioni attribuite a Schael. Perché li hanno chiamati eroi durante i mesi più difficili, se adesso fanno spallucce davanti ad accuse di questa gravità, senza chiedere chiarimenti? A quanto pare la Lega, partito di cui è esponente l’Assessore alla Sanità Nicoletta Verì, sta fallendo il proprio compito nel garantire ogni tipo di sostegno possibile agli operatori sanitari perché, se confermato quanto riportato nella lettera sindacale, non si può permettere al Direttore Generale di una Asl, la cui nomina è esclusivamente politica, di prendersela con chi ci ha rischiato la vita per tutelare gli abruzzesi. Dal canto mio, rinnovo, ancora una volta, l’invito all’Assessore Verì e al Presidente Marsilio a rimuovere il DG della Asl 02 Thomas Schael dal proprio incarico, prima che siano compiuti errori irreparabili sulla pelle di tutto il personale medico”.

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