COVID, TAGLIO CORSE AUTOBUS A PESCARA: E’ SCONTRO TRA GIULIANTE E SOSPIRI

di Azzurra Caldi

24 Febbraio 2021 07:57

Pescara: Politica

PESCARA – Il taglio delle corse degli autobus, previsto nella rimodulazione dei servizi disposta a seguito dell’istituzione della zona rossa a Chieti e Pescara, è l’occasione per un nuovo braccio di ferro tra i partiti di centrodestra, in particolare Lega e FI, forze di maggioranza della Regione Abruzzo.

L’impennata dei contagi nell’area metropolitana, particolarmente colpita in queste settimane dal propagarsi della variante inglese del covid, ha comportato una diminuzione di circa il 10% delle corse da parte della Tua, l’azienda di trasporto unico abruzzese, scatenando polemiche e reazioni da parte dei cittadini e non solo.

E mentre il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, chiede alla Tua nome della la Regione Abruzzo “di sospendere il piano di tagli delle corse degli autobus”, sottolineando che “la Tua incasserà regolarmente i contributi di ristoro dello Stato” e ribadendo che “non c’è alcuna giustificazione valida per quell’immane disagio arrecato ai passeggeri” e che si può “imputare la sforbiciata radicale all’istituzione della ‘zona rossa’” il presidente della Tua, Gianfranco Giuliante, commissario provinciale della Lega Teramo, le definisce argomentazioni strumentali, ancora più evidenti, “se si riflette sul fatto che gli stessi identici e sovrapponibili tagli sono stati già attuati per tre mesi (durante lo scorso semestre) senza che nessuno protestasse, ed eravamo zona arancione, e i cittadini, quindi, potevano girare”. E l’argomentazione “di un rimborso ‘possibile’ e sperato da parte dello Stato – incalza Giuliante – è risibile perché comunque non giustificherebbe il fatto che gli autobus debbano girare vuoti perché ‘paga’ (se paga) Pantalone”.

Giuliante risponde al presidente del Consiglio regionale a un giorno di distanza, senza poter contare nel frattempo sul sostegno da parte di altri esponenti della Lega che non hanno sollevato nessuna obiezione alla nota di Sospiri.

Secondo i rumors, nell’ultimo periodo, il rapporto tra Giuliante e il coordinatore reginale del carroccio, il deputato Luigi D’Eramo, non starebbe attraversando una fase idilliaca e si sarebbe ulteriormente incrinato dopo il caso di Giulianova, con il sindaco Jwan Costantini passato di recente alla Lega scatenando proteste e reazioni di un pezzo del partito in provincia di Teramo. Quello costituito da Pietro Tribuiani, capogruppo Lega Giulianova; Gianni Mastrilli, consigliere Lega Giulianova; Domenico Sbraccia, capogruppo Lega Teramo; Luca Di Pietrantonio, già presidente Asp Atri; Pietro Palozzo, consigliere Amp, che hanno accusato proprio il segretario regionale di operare in solitaria, relegando il Teramano a una “condizione di marginalità” senza “coinvolgere gli amministratori comunali e provinciali dei territori”.

Tornando alla questione trasporti, Sospiri sottolinea: “Quando la Regione Abruzzo ha autorizzato la riduzione del 10 per cento delle corse del trasporto pubblico locale su Pescara causa Covid-19, la stessa Regione non ha detto alla Tua di cancellare intere linee, come la 12 o la 38, privando gli utenti di un servizio pubblico, che semplicemente non può essere soppresso. È evidente che una razionalizzazione prevede un lavoro di studio a tavolino e di cesello con precisione artigiana, con la capacità di determinare un contenimento dei costi senza arrecare disagi”.

E aggiunge: “Da questa nuova consapevolezza acquisita, la Regione Abruzzo chiede formalmente alla Tua di sospendere il piano di tagli delle corse degli autobus, di riunire i propri tecnici e di rivedere quello stesso Piano, fermo restando che la Tua incasserà regolarmente i contributi di ristoro dello Stato, dunque oggi non c’è alcuna giustificazione valida per quell’immane disagio arrecato ai passeggeri dei bus del capoluogo adriatico, né la governance di Tua tenti di scaricare sulla Regione Abruzzo la responsabilità del proprio macroscopico errore”.

“Più che il cesello, su Pescara la Tua ha usato la ghigliottina, decapitando letteralmente il servizio – continua Sospiri – e non ha mai ricevuto indicazioni né autorizzazioni in tal senso. Tua ha bisogno di contrarre i costi, possiamo essere d’accordo, ma sicuramente non sarà Pescara a pagare il ritardo con cui il Governo nazionale sta compensando le perdite di fatturato dei servizi di Trasporto pubblico locale. I ristori alle aziende di Tpl, infatti, facevano parte integrante del quinto Decreto Ristori che non è stato approvato perché, nel frattempo, è sopraggiunta la crisi di Governo con la caduta del premier Conte, ma sono certo che la stessa emergenza sia una delle priorità del Governo Draghi. Non solo: attualmente Tua riceve contributi dallo Stato per circa 900 corse giornaliere del solo servizio urbano, di fatto ne sta espletando meno di 400, anzi 361 per la precisione, se ai tagli delle corse urbane aggiungiamo anche quelli delle linee extraurbane”.

Giuliante replica: “La Tua non scarica nessuna ‘colpa’ sulla Regione Abruzzo con la quale ha condiviso e condivide tale decisione… La più logica e funzionale! Apprezza il lavoro dell’Assessorato e del Dipartimento che agisce secondo scienza e coscienza e, certamente, senza il velo dell’etnocentrismo che comunque quando si critica senza conoscenza e costrutto è destinato ad avere il respiro breve”.

“Le polemiche sul taglio del 10 per cento – spiega Giuliante – sono cominciate prima della loro attuazione. Quindi il presunto disagio per i cittadini è stato denunciato ben prima ‘che venisse patito’. Pescara e provincia sono in zona rossa. Non si va a scuola, gran parte della P.A. lavora in smart working, molte attività sono chiuse. Il sindaco di Pescara ‘macina appelli’ acché i cittadini non escano se non per urgenze e multa i contravventori”.

“Sembra evidente che i cittadini ‘non girino’ così come è a tutti evidente e che, conseguentemente, la presenza sugli autobus sia irrisoria (dal 70 all’80 per cento in meno) – sottolinea Giuliante – Pescara è stata già in passato in zona rossa e la Regione aveva autorizzato fino all’80 per cento dell’abbattimento delle corse. Oggi è nuovamente in zona rossa, ma la Regione e Tua hanno concordato solo un abbattimento del 10 per cento e dopo aver monitorato le corse con minore frequenza per le quali si è comunque trovata una soluzione coprendole con una diversa gestione dei passaggi autobus (si dice che la linea 38 è stata tagliata, ma si omette di aggiungere che la linea 3 ha avuto un aumento di produzione per coprirne i tagli)”.

“Ma la strumentalità dell’argomentazione appare ancora più evidente se si riflette sul fatto che gli stessi identici e sovrapponibili tagli sono stati già attuati per tre mesi (durante lo scorso semestre) senza che nessuno protestasse…ed eravamo zona arancione e i cittadini, quindi, potevano girare. L’argomentazione di un rimborso ‘possibile’ e sperato da parte dello Stato è risibile perché comunque non giustificherebbe il fatto che gli autobus debbano girare vuoti perché ‘paga (se paga) Pantalone”.

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