COVID TERAMO: D’ALBERTO CHIEDE ORDINANZA REGIONE SU TAMPONI DEI LABORATORI PRIVATI

27 Ottobre 2020 16:54

TERAMO – Un’Ordinanza dalla Regione per dare risposte chiare, certe ed organiche sul sistema di tracciamento dei tamponi effettuato presso i laboratori privati: a chiederlo il sindaco di Teramo, Gianguido d’Alberto.

Trascorsa una settimana dall’invio della lettera sull’attività dei laboratori privati nell’attuale fase emergenziale, che il primo cittadino, anche nella veste di presidente del Comitato ristretto dei sindaci della Asl di Teramo, aveva inviato al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessore alla Sanità Nicoletta Veri, ancora non è seguita alcuna decisione.

“E la situazione – si legge nella nota- appare sempre più in tutta la sua gravità, se si considera che aumenta la difficoltà del tracciamento dei tamponi effettuati presso i laboratori privati e del loro inserimento nel sistema di monitoraggio e controllo epidemiologico, visto che gli stessi laboratori non trasmettono i risultati al Siesp territorialmente competente”.

“Un aspetto, quest’ultimo, che aggiunge gravità alla situazione, dato che la mancanza di comunicazione, in caso di positività, non garantisce l’attivazione delle procedure per arginare la diffusione del contagio”.

Sulla scorta di tale stato dei fatti D’Alberto, di intesa con gli altri sindaci, chiede con fermezza che la Regione assuma tutte le sue responsabilità ed emani rapidamente una Ordinanza che disciplini i rapporti con i laboratori privati




Già dallo scorso 12 ottobre, nel corso della riunione dell’unità di crisi in Regione e poi nel Comitato Ristretto dei sindaci, era stata evidenziata la difficoltà del tracciamento dei tamponi effettuati presso i laboratori privati.

Ora la situazione, secondo quanto evidenziato, sarebbe fuori controllo, anche in ragione del fatto che l’incremento della diffusione dei contagi induce molti cittadini a rivolgersi appunto alle strutture private: gli esami, effettuati presso laboratori accreditati in altre regioni, non vengono riconosciuti dal sistema sanitario regionale le cui aziende, in caso di esito positivo, ripetono i tamponi ai cittadini, causando ulteriori perdite di tempo.

Va aggiunto che la messa a sistema di tutti i tamponi effettuati nei laboratori privati, con un costante monitoraggio da parte dell’autorità sanitaria pubblica e delle Asl, consentirebbe anche di prevenire ogni possibile tentativo di speculazione sulla gestione dei costi, garantendo contestualmente la sicurezza della loro esecuzione.

La questione assume maggiore rilevanza laddove è la popolazione scolastica, complessivamente intesa, che è costretta a ricorrere ai privati ed è proprio per questa ragione che Gianguido D’Alberto, condividendola posizione dai pediatri di libera scelta, chiede alla Asl di effettuare test rapidi per la scuola, al fine ridurre i tempi tra la richiesta dell’esame e il risultato.

“Se si continua ad andare avanti così, si rischia di andare fuori controllo – rimarca D’Alberto – e non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo dare risposte rapide, certe e organiche all’intero sistema, non solo, principalmente, per la tutela della salute dei nostri cittadini ma anche per la gestione complessiva della situazione, ancora disorganica frammentaria e caotica”. (i.m.)

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