COVID TERAMO: PRIMO DRIVE-IN A SCAPRIANO, D’ALBERTO CHIAMA A RACCOLTA MEDICI E OPERATORI SANITARI

18 Novembre 2020 18:34

TERAMO – “Regolarità e ordine nel drive-in tamponi a Scapriano questa mattina, screening riservato prevalentemente alle scuole. Ma tutti i Sindaci abbiano la possibilità di garantire alle proprie comunità un servizio sanitario in questo momento vitale. È il momento della comunità; i professionisti della Sanità scendano tutti in campo, senza se e senza ma”. Sono le parole del sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, che in una nota sottolinea la sua posizione nella “guerra” contro il Covid-19.

“Si sono svolte con regolarità, tempestività e ordine le operazioni al drive-in per i tamponi, questa mattina a Scapriano. L’amministrazione comunale si è mossa in sinergia con la Asl, fornendo il supporto logistico, organizzativo e di vigilanza che ha consentito l’esecuzione delle operazioni in tempi brevi – riferisce – Anche sulla scorta dell’esempio di stamane, appare però sempre più necessario che vi sia un potenziamento di questa attività di diffusione degli screening e di monitoraggio dei tamponi sul territorio, sia per quanto riguarda il capoluogo che per l’intera provincia” e inoltre ricorda D’Alberto di “aver sempre sollecitato la necessità che si determinassero comprensori territoriali dove poter effettuare tamponi ed evitare l’intasamento, come è accaduto per il centro di Casalena”.

“È fondamentale – secondo il primo cittadino – che nessun territorio resti scoperto o indietro e che tutti i sindaci abbiano la possibilità di garantire alle proprie comunità un servizio sanitario in questo momento vitale, perché in grave ritardo e perché è grande la richiesta. È ciò che il Comune di Teramo ha sollecitato con forza, nei giorni scorsi, mettendosi a disposizione anche e soprattutto per intercettare le urgenze delle categorie più fragili. Non a caso l’esecuzione di tamponi odierna, era prevalentemente riservata allo screening delle scuole. Siamo però ancora in attesa dei tamponi rapidi; siamo consapevoli delle difficoltà di personale ed organizzative per la Asl, ma ciò non toglie che dobbiamo intensificare l’azione”.




“E poi c’è un aspetto che diventa sempre più pressante: chiamare a raccolta in modo forte e responsabile tutti gli attori sanitari del territorio, medici di base e pediatri in primis, che devono scendere in campo per dare il loro irrinunciabile contributo alla costruzione dell’anello di protezione, rafforzare l’azione di monitoraggio e controllo ma anche per dare certezza all’assistenza sanitaria domiciliare nei confronti delle persone positive che sono in casa. Tutti sono chiamati a raccolta – ribadisce il sindaco D’Alberto – dall’organizzazione della Asl agli operatori sanitari ai Coc dei Comuni, per interagire e dare le risposte necessarie ai cittadini. Già molti, tantissimi, lo stanno facendo ma ora è il momento che tutti si sentano coinvolti”.

E continua: “spesso si sente evocare la ‘guerra’ contro il Covid; bene: in guerra non ci si può abbandonare a formalismi eccessivi o addirittura, come ci è stato riferito, alla sospensione delle proprie responsabilità nel fine settimana. Tutti hanno bisogno della nostra responsabilità e quando essa è ancora più grande e centrale non può mancare. Insieme si costruisce un anello di protezione, un fronte territoriale strutturato, che possa costituire un argine e garantire il tracciamento del monitoraggio, aspetti vitali, tra l’altro, per tutelare la tenuta dei presidi ospedalieri e del sistema ospedaliero. Nessuno si può chiamare fuori, tutti dobbiamo scendere in campo, dal cittadino al professionista. È il momento della comunità della quale ognuno è parte vitale e, se vogliamo, garante”, conclude. (i.m.)

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