COVID, “TERZA DOSE ANCHE A INSEGNANTI”: ROAD MAP DEI NUOVI RICHIAMI. SALE INDICE RT

DOPO ANZIANI, FRAGILI E PERSONALE SANITARIO, ENTRO L'ANNO POSSIBILE ALLARGAMENTO PLATEA; SI VALUTA OBBLIGO PER ALTRE CATEGORIE, COSTA: "DECIDEREMO IN BASE AI DATI". BOLLETTINO: 4.598 POSITIVI E 50 DECESSI

27 Ottobre 2021 19:19

Italia: Abruzzo

ROMA – Dopo gli 80enni e i più fragili, siano gli insegnanti ad avere la priorità assoluta per la terza dose: la richiesta arriva oggi dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenuto alla inaugurazione dell’anno scolastico nel Castello Svevo di Trani. E subito accoglie il plauso dei dirigenti scolastici e delle maggiori sigle sindacali.

In ogni caso, dopo anziani, fragili, medici e infermieri, personale e degenti delle Residenze sanitarie e mondo della scuola, sulla terza dose si prospetta il possibile allargamento
della platea entro l’anno: a confermarlo, oggi, è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che avanza anche l’ipotesi di un allargamento dell’obbligatorietà del vaccino ad
altre fasce della popolazione.

“Noi come governo non abbiamo mai escluso l’ipotesi di obbligo vaccinale: lo abbiamo già introdotto per alcune categorie e, quindi, valuteremo nelle prossime settimane, in base ai dati, eventualmente se introdurlo per altre fasce ancora”, dice.

Anche per la terza dose dunque, probabilmente si procederà per fasce di età: dopo gli over 60, potrebbe toccare ai cinquantenni, la categoria più numerosa che ha fatto 8,3 milioni di vaccini. Se la terza dose verrà allargata agli over 50 anni già a novembre e dicembre, il totale delle persone vaccinabili da qui a fine anno sarebbe di 7,6 milioni di persone. Anche in Vaticano è iniziata la somministrazione della terza dose di vaccino contro il Covid19, dando la priorità agli ultra sessantenni e alle persone con fragilità. Papa Francesco, ultraottantenne, sarebbe stato tra i primi a riceverla.

Intanto il generale Francesco Paolo Figliuolo fa sapere che oltre 46,5 milioni di italiani, che rappresentano oltre l’86% della popolazione over 12, si è vaccinata. “La campagna sta continuando, il nostro obiettivo è sfondare la quota dell’86% e andare al 90%”, afferma.

A scendere in campo sono anche i governatori. “Ho l’impressione che entro la fine dell’anno verrà estesa la terza dose a chi ha meno di 60 anni”, commenta il presidente del Veneto Luca Zaia. “Ho parlato con il ministro Speranza e ho chiesto di poter procedere direttamente alla terza dose per tutti i cittadini senza particolari distinzioni”, fa sapere il governatore pugliese, Michele Emiliano.

Insomma la terza dose è vista come una barriera per scongiurare un incremento consistente dei contagi ora in rialzo.

Oggi in Lombardia è stato il primo giorno di apertura alle prenotazioni per gli over 60 e le persone con elevata fragilità che hanno ricevuto la seconda dose da almeno sei mesi. Sono stati 23.230 gli over 60 lombardi che, solo nella giornata odierna, si sono prenotati per la terza dose del vaccino. Dal nord a sud della penisola, le farmacie sono pronte a vaccinare le persone contro l’influenza e contro il Covid, anche col terzo richiamo, che già si può prenotare: a fare il punto, oggi, è Federfarma sul suo sito.

Ma il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, mette in guardia: “Il sistema delle farmacie e dei medici di famiglia è pronto a farsi carico della somministrazione della terza dose solo se i numeri sono ben diluiti nel tempo e contenuti. Ma se dobbiamo continuare a fare grandi numeri in poco tempo come avvenuto finora, gli hub restano la soluzione migliore: vedo molto difficile che farmacie e medici possano reggere 500 mila somministrazioni al giorno”.

Intanto i numeri dell’epidemia di Covid-19 in Italia tornano a salire: l’indice di contagio Rt è sopra 1 sia a livello nazionale sia in molte regioni, i casi registrati nelle ultime 24 ore sfiorano i 4.600 e negli ultimi giorni si rileva un aumento dei ricoveri nei reparti ordinari.

È il quadro di una situazione che richiede un’ “enorme attenzione”, come rileva il fisico Enzo Marinari, dell’Università Sapienza di Roma, e che nonostante i progressi importanti nella campagna di vaccinazione lascia stimare che siano più di 50.000 i casi positivi invisibili perché asintomatici, secondo i calcoli dell’Associazione Italiana di Epidemiologia.

I dati del ministero della Salute indicano che i nuovi casi positivi sono stati 4.598, contro i 4.054 del giorno precedente, individuati per mezzo di 468.104 test, fra molecolari e antigenici rapidi, contro i 639.745 di 24 ore prima. Di conseguenza il tasso di positività è aumentato in un giorno dallo 0,6% all’1%.

Stazionaria la situazione dei decessi, che in 24 ore sono passati da 48 a 50. Per quanto riguarda i ricoveri, si continua a osservare un leggero decremento per quelli nelle terapie intensive, nei quali si trovano attualmente 341 pazienti, ossia lo stesso numero del giorno precedente nel saldo tra entrate e uscite; lieve flessione in un giorno degli ingressi giornalieri, passati da 37 a 27. Le cose vanno diversamente nei reparti ordinari, dove i ricoverati sono complessivamente 2.615, 11 in più in 24 ore.

L’Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas) rileva che dal 25 al 26 ottobre in questi reparti il numero di posti letto occupati per casi di Covid-19 è aumentato dal 4% al 5%. Una percentuale, rileva l’Agenas, comunque lontana da livelli critici.

Nelle regioni gli aumenti più marcati si segnalano in Calabria (che passa dall’8% al 9%) e in Lombardia (dal 2% al 4%). Per quanto riguarda l’incremento giornaliero dei casi nelle regioni, il ministero della Salute segnala che il più consistente si registra in Campania, con 592; incrementi importanti si rilevano inoltre in Veneto (539), Lombardia (513) e Lazio (503); seguono a distanza Emilia Romagna (307) e Toscana (302).

Analisi di esperti indicano che l’indice di contagio Rt sta risalendo nella maggior parte delle regioni. In almeno 18 avrebbe superato 1, indica il sito CovidTrends, che calcola il Covindex, il parametro sovrapponibile all’indice Rt e aggiornato sulla base del rapporto fra nuovi casi positivi e tamponi. Se a livello nazionale il Covidex è pari a 1,24, nelle regioni i valori variano dall’1.43 dell’Umbria all’1,04 del Piemonte, secondo i valori aggiornati al 27 ottobre. Quello che emerge da tutti questi dati è una situazione molto delicata e che “richiede un’enorme attenzione” per evitare che i numeri peggiorino, osserva Marinari.

“La risalita del numero dei casi postivi è molto rapida: nell’arco di una settimana abbiamo visto un aumento molto forte, di oltre il 40%”, ha osservato. “Non si vede ancora un analogo segnale forte per i ricoveri nelle unità di terapia intensiva e per i decessi, ma sappiamo che questi segnali arrivano a tre-quattro settimane di distanza dall’aumento dei casi positivi”, ha aggiunto.

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