COVID: TEST RAPIDI PER “SALVARE” MATRIMONI. CRISI SETTORE, “RIVEDERE CONCETTO INUTILITA'”

di Stefania Pazienza

11 Gennaio 2021 07:28

PESCARA – “Un test rapido che in 20 minuti ci consentirebbe di conoscere lo stato di salute di ogni nostro invitato e la successiva possibilità di accedere alla cerimonia, o un evento, in piena tranquillità credo sarebbe un’arma vincente per ripartire già in primavera.  È giunto il momento di dare voce ad un settore che da solo riesce a garantire la sopravvivenza di moltissime categorie, il concetto di inutilità di festeggiamenti in un momento di emergenza dovrà essere sorpassato, non bisogna pensare ai matrimoni e agli eventi come qualcosa di superficiale, in quanto dietro quella giornata apparentemente frivola lavorano centinaia e centinaia di aziende”.

I tamponi rapidi potrebbero essere la chiave di volta  per far ripartire uno dei settori che maggiormente ha risentito della pandemia Covid, quello dei matrimoni e degli eventi in generale, ne è convinta Noemi Bellante, 31 anni, event & wedding planner di Pescara, professionista nel settore dell’organizzazione di matrimoni ed eventi da circa sei anni.

“L’arrivo del Covid-19 ha colto tutti impreparati, soprattutto noi organizzatori così come tutte le attività che ruotano attorno ai matrimoni e agli eventi – spiega ad AbruzzoWeb – Inizialmente non era chiara la situazione, tant’è vero che poco prima del lockdown di marzo, sono stata proprio a Milano per un evento. Poi però, a pandemia dichiarata, sono iniziate settimane di incertezza e stress; quasi tutti hanno preferito posticipare matrimoni ed eventi importanti al 2021, trascorrendo quindi mesi ad assistere i miei sposi con una nuova pianificazione del loro matrimonio nonostante il clima di tristezza generale. Tuttavia l’idea di spostare l’intero evento al nuovo anno sembrava l’unica soluzione possibile, ad oggi non esiste però nulla che possa garantire alle future coppie di sposi tranquillità – sottolinea la giovane weddingplanner – trovo surreale che dopo quasi un anno dall’inizio della pandemia, non si sia pensato a qualcosa che possa regolamentare l’intero settore. Non pretendiamo che centinaia di persone vengano accalcate in piccole strutture, bensì credo si possa creare qualcosa che dia la possibilità a l’intero comparto di ripartire nel pieno rispetto delle regole”.

La pandemia e il lockdown hanno colpito fortemente il business dei fiori d’arancio. Secondo i dati riportati da Federmatrimoni ed eventi privati, da marzo ad oggi sono stati cancellati più di 65mila matrimoni, e circa 200mila eventi di altra natura. A rimetterci sono state le 50mila imprese e partite IVA, i 300mila lavoratori tra impiegati stabili e stagionali che operano nel settore. Weddingplanner, ristoratori, atelier, fiorai, fotografi, musicisti, pasticceri, e molti altri ancora. Una realtà in costante mutamento, in cui stanno cercando di trovare equilibrio supportando le aspettative dei clienti e le normative – per il momento assenti-  che regolamentano l’intero settore.

“Con l’avvio della campagna vaccinale e dei test rapidi – osserva Bellante – potremmo mettere in sicurezza i nostri invitati e nella primavera rimettere in moto il nostro lavoro. Mi chiedo perché ad oggi non si sia pensato di utilizzare mezzi certificati per ripartire in sicurezza e serenità”.




Un aiuto in tal senso potrebbe arrivare a giorni dalla circolare del ministero della Salute a firma del direttore della Prevenzione Gianni Rezza, che riguarda una mini rivoluzione sui test rapidi e la loro importanza. La positività al Covid potrà essere certificata anche da test antigenici – i cosiddetti tamponi rapidi – che danno il risultato nel giro di 20 minuti. Non servirà più dunque il tampone molecolare di conferma di fronte ad una positività a quello antigenico se non in determinati casi. I tamponi rapidi entreranno nel conteggio del bollettino pubblicato dal ministero della Salute, che fotografa l’andamento dei contagi a fianco dei tamponi molecolari considerati finora l’unico test affidabile per verificare la positività al Covid. Dopo diversi mesi di sperimentazione, e dopo il via libera degli Ecdc (Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie) e della commissione Ue e al loro utilizzo, anche l’Italia ha deciso di promuoverli. Tuttavia la circolare dovrà dettagliare i casi in cui i test saranno considerati diagnostici (cioè in grado di certificare da soli la positività) e quelli in cui servirà la conferma del tampone molecolare.

Tra le svariate sfumature di questo comparto si nasconde un altro settore duramente colpito: quello del Destination Wedding Italia, ossia il turismo legato ai matrimoni delle coppie straniere che scelgono proprio l’Italia per dirsi “Sì, lo voglio” un comparto che da solo valeva circa 540 milioni di euro, e che ad oggi si stima sia in perdita totale.

“Chiediamo alle forze politiche della maggioranza un atto di responsabilità: varino il decreto Ristori 5 e solo dopo si apra la crisi di governo. Non entriamo nei delicati meccanismi politici, ma pretendiamo che chi ha l’onore di guidare il Paese si assuma l’onere di intervenire per garantire la sopravvivenza di migliaia di imprese che in assenza di aiuti sono destinate a chiudere. Se ciò non avverrà, o se il decreto Ristori, come i precedenti, sarà impostato senza tenere in considerazione le istanze delle categorie sarete naturalmente responsabili delle drammatiche conseguenze per migliaia di imprese e lavoratori”, chiedono in una comunicazione destinata ai membri dell’esecutivo e ai leader della maggioranza gli associati di Federmep, associazione che rappresenta imprese e liberi professionisti del settore matrimoni ed eventi privati, e i dai soci di numerose associazioni della filiera.

“Negli ultimi dieci mesi gli operatori del nostro settore hanno registrato cali di fatturato che superano l’80%. Nelle ultime settimane – spiega la presidente di Federmep Serena Ranieri – il governo ci ha garantito che con il prossimo decreto Ristori il nostro settore avrebbe ricevuto aiuti adeguati. Oggi assistiamo preoccupati alle fibrillazioni nella maggioranza, che potrebbero far slittare i ristori. Prendano atto che il rinvio causerebbe la chiusura di migliaia di imprese del settore matrimoni ed eventi, ma non solo. Il nostro è un appello a tutte le forze politiche perché votino lo scostamento di bilancio e al Governo perché vari il decreto Ristori 5 raccogliendo le sollecitazioni che nei mesi hanno ricevuto. Dopo, solo dopo, aprano se vogliono la crisi”.

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