COVID, VACCINI ANCORA A RILENTO PER GREEN PASS LAVORATORI; IN ABRUZZO 6 NUOVI CASI E 85 GUARITI

12 Ottobre 2021 07:56

Italia: Abruzzo

ROMA – Poco meno di 350mila nuovi vaccinati con prima dose nell’ultima settimana e circa 8 milioni di non immunizzati, di cui tanti lavoratori.

A pochi giorni dal 15 ottobre, data in cui entrerà in vigore l’obbligatorietà del green pass per dipendenti pubblici e privati, la “corsa” degli indecisi al certificato verde al momento non ingrana marce veloci.

In vista di quella data però il premier Mario Draghi dovrebbe firmare indicazioni generali, sotto forma di un Dpcm, sulle modalità dei controlli per i possessori del lasciapassare, sia nell’ambito della pubblica amministrazione che per le aziende. E non è escluso che una app – dello stesso tipo di quella utilizzate per il personale scolastico – possa essere messa a disposizione anche per gli altri settori del lavoro. Le indicazioni – così come succederà per la Pa – potrebbero prevedere controlli giornalieri e preferibilmente all’accesso in azienda, a campione (in misura non inferiore al 20% e con un criterio di rotazione) o a tappeto, con o senza l’ausilio di sistemi automatici.

Dal Governo, però, resta la fermezza su quanto già stabilito: i tempi di validità del passaporto verde a chi esegue i tamponi non cambiano e restano di 48 ore con test rapido e 72 con molecolare. Dunque nessuna “deroga” o modifica delle regole all’ultimo minuto e quindi ai non vaccinati (esenti con certificato esclusi) toccherà adeguarsi.

I nodi, spiegano soprattutto i rappresentanti delle piccole imprese, sono ancora parecchi. Molte difficoltà potrebbero spuntare nei cantieri o ditte in appalto, visto che chi è privo di pass potrebbe bloccare l’andamento di una determinata catena di lavori. Così come resta aperta la questione dei lavoratori stranieri – in particolare dell’Est – vaccinati con Sputnik, un siero non riconosciuto dall’Ema. Su quest’ultimo aspetto ci sono più ipotesi allo studio, una di queste è di effettuare una ulteriore dose addizionale con un vaccino a mRna in chi è vaccinato con sieri non riconosciuti dall’Ema. C’è poi chi pensa di installare tornelli mentre altri lamentano l’aggravio di spese che sarà determinato dai necessari controlli.

“Ogni giorno le nostre imprese dovranno adempiere all’obbligo di controlli sulla validità del green pass del lavoratore” mentre “sarebbe più semplice almeno contemplare la possibilità di una comunicazione volontaria, da parte del lavoratore, della data di scadenza della validità del proprio green pass”, afferma Giovanni Bozzini, presidente di Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa della Lombardia.

I dubbi della Cna – che chiede al Governo “una normativa più lineare e aderente” alle sfumature del mondo del lavoro – riguardano in particolare quelle “categorie di lavoratori quali trasportatori, impiantisti, venditori, operatori del settore delle imprese di pulizie, persone che per esempio non si recano tutti i giorni presso la sede aziendale, ma che raggiungono direttamente la clientela”.

Possibili novità, chiarisce il sottosegretario Andrea Costa, potrebbero arrivare soltanto nel 2022. “Sarà possibile rivedere ed eventualmente ridurre l’attuale applicazione del green pass con l’inizio del nuovo anno se i dati dell’epidemia continueranno a mostrare un trend di miglioramento, ma – precisa Costa – una valutazione più precisa sarà fatta a dicembre in concomitanza con la scadenza dello stato di emergenza che auspichiamo possa avere termine”. Per il suo collega, il sottosegretario Pierpaolo Sileri, “verranno riviste anche le regole sull’uso della mascherina”, così come “le quarantene, gli isolamenti e altro. Il green pass – ha aggiunto – sarà probabilmente l’ultima cosa che sarà tolta”.

A invocare chiarezza sono anche i gestori delle discoteche, che possono ormai ripartire al chiuso con il 50% di presenze rispetto alla capienza (75% all’aperto). Il 20-30% dei locali riapriranno dopo due anni di stop già venerdì prossimo, assicura Luciano Zanchi, presidente di Assointrattenimento di Confindustria, che però avverte: “nonostante da oggi le discoteche possano ufficialmente ripartire per decreto, c’è grandissima confusione: c’è bisogno di editare linee guida aggiornate, perché allo stato non c’è alcun protocollo di sicurezza congruo”.

I proprietari dei cinema, che tornano con la capienza al 100%, si dicono invece “ottimisti” per il nuovo corso. A far ben sperare sono di certo i dati sui contagi: sono 1.516 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore e invece ancora 34 le vittime in un giorno, in aumento rispetto alle 27 di ieri mentre il tasso di positività è all’1.32%.

Cifre che fanno riflettere Andrea Crisanti, direttore Dipartimento di Microbiologia Molecolare Università di Padova: “in Italia vi è una discrepanza tra numero di casi registrati e decessi: prendendo infatti come riferimento un rapporto di uno a mille nel nostro Paese considerando tra 30 e 40 decessi giornalieri, i casi dovrebbero essere tra i 15 e i 20mila, mentre se ne registrano tra i 2 e i 3mila in media”.

IL BOLLETTINO DI IERI IN ABRUZZO

Sono 6 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 3 e 63 anni, emersi dall’analisi di 705 tamponi molecolari e 1.195 test antigenici: il tasso di positività è pari allo 0.01%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 81.630.

Il bilancio dei pazienti deceduti non registra alcun nuovo caso e resta fermo a 2.549. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 77.666 dimessi/guariti (+85 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 1.415 (-79 rispetto a ieri). Nel totale sono ricompresi anche 416 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.

49 pazienti (invariato rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 6 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 1.360 (-79 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 20.773 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+4 rispetto a ieri), 20.785 in provincia di Chieti (invariato), 19.675 in provincia di Pescara (+2), 19.614 in provincia di Teramo (invariato), 669 fuori regione (invariato) e 114 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

 

 

 

 

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