COVID, VACCINI E GREEN PASS, GRIMALDI: “OBBLIGO SOLO PER ALCUNE CATEGORIE, TROVARE EQUILIBRIO”

di Azzurra Caldi

14 Luglio 2021 19:33

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Se in condizioni ideali, per raggiungere l’immunità di gregge occorre un 70% di vaccinati con due dosi, quando ci sono le varianti bisogna almeno vaccinare l’80%. Questo perché le varianti riducono l’efficacia dei vaccini. C’è uno studio israeliano che dice addirittura che per Pfizer si riduce dal 95 al 70-75%”.

Sono le parole del primario del reparto Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, nel corso di una diretta di AbruzzoWeb.

In un periodo in cui  cresce l’allerta per le varianti, in particolare la variante delta, ricoveri e decessi sembrano però non aver subito, almeno per il momento, drastiche impennate. Resta comunque il timore di una nuova ondata.

“È un piano diverso quello clinico – spiega Grimaldi – È verosimile che coloro che si sono vaccinati abbiano una forma più lieve, anche se va  sempre ricordato che anche i vaccinati possono contrarre il virus. La cosa più importante è non finire in ospedale in condizioni gravi. Siamo vicini al traguardo ma dobbiamo prestare la massima attenzione, dobbiamo continuare ad essere prudenti e rispettare le regole”.

Uno dei temi più caldi dell’ultimo periodo è poi quello dell’obbligo vaccinale o del cosiddetto Green pass “alla francese”, un’ipotesi che ha già sollevato roventi polemiche su più fronti.

“Per l’obbligo dei vaccini c’è sempre il solito problema del rapporto tra rispetto delle libertà individuali e quello della collettività – osserva Grimaldi – È un problema di carattere etico, filosofico, legale, giuridico e investe le opinioni dei singoli. Rendere i vaccini obbligatori può essere visto come una forma di coercizione eccessiva, diverso è rendere il vaccino obbligatorio per coloro che svolgono lavori la cui attività può comportare rischi anche per gli altri. Ad esempio gli operatori sanitari, gli operatori di settori pubblici, dove si sta spesso a contatto con le persone. Quello che deve prevalere è il bene pubblico, creare le condizioni migliori affinché non si metta a rischio la salute degli altri”.

“Per me green pass significa avere un pass che ti permette, essendo vaccinato, di accedere a determinati luoghi in sicurezza. Sono misure straordinarie ma quando si cominciano ad adottare in democrazia è chiaro che ci siano scontri, perché si vanno a limitare le libertà dei cittadini. Il discorso è complesso, ma sono convinto che si possa sempre raggiungere un compromesso che si basa sul buonsenso: l’obiettivo è tutelare la propria salute e quella degli altri. Un operatore sanitario che non si vaccina, io personalmente, non lo capisco”.

Per quanto riguarda gli indecisi,  molti sembrano aver paura più che degli effetti a breve termine, di quelli a lungo termine. Sono timori fondati e se non lo sono, perché?

“Parliamo di vaccini innovativi, addirittura la loro tecnologia potrebbe essere sfruttata anche per curare altre malattie, come i tumori. Non vedo al momento problemi per gli effetti a lungo termine. Mentre purtroppo, quotidianamente, vedo gli effetti negativi del covid. Vediamo anche gente che, seppur si è ammalata in forma lieve, ha complicanze con il long covid,  la persistenza della malattia, con effetti che possono essere altamente invalidanti, ecco perché consiglio anche ai giovani di vaccinarsi. Mi preoccupa che anche i giovani possano soffrire di queste complicanze sull’apparato vascolare o respiratorio. Perché purtroppo ci sono casi anche importanti tra ragazzi. È una malattia che non va presa sostanzialmente”.

E sottolinea: “Il long covid è diventato un problema sociale importante, basti pensare che negli Stati Uniti hanno stanziato miliardi per il long covid che ha manifestazioni serie, invalidanti, più di quanto si creda, perché vanno ad inficiare la qualità della vita di chi contrae la malattia”.

Infine sulle varianti: “Noi parliamo tanto di variante Delta, ma ci sono altre varianti che si affacciano e potrebbero prendere piede come questa, e addirittura potrebbero rendere anche meno efficaci i vaccini. Ci sono già studi preliminari su altre varianti, come quella partita dalle Filippine, la Kappa. Dobbiamo capire che i vaccini sono stati una grande conquista per l’umanità e in questo senso anticipare la diffusione di queste varianti”.

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