COVID: VARIANTE SUDAFRICANA FA PAURA, L’ITALIA STOPPA L’ARRIVO DA 8 PAESI

26 Novembre 2021 13:42

Mondo: Cronaca

ROMA – È stata identificata in Sudafrica una nuova variante (B.1.1.529) del virus SarsCoV2 che desta preoccupazione, non essendo ancora noto il suo impatto.

Il Sudafrica ha un tasso di vaccinazione di appena il 24% della popolazione totale e si ipotizza che le tante mutazioni si siano accumulate in un contagiato immunodepresso che ha lottato con il coronavirus per settimane o mesi.

Il National Institute of Communicable Diseases sudafricano ha riferito che la presenza della variante è stata documentata con il sequenziamento in 22 casi positivi, per lo più giovani, ma se ne segnalano già molti altri da vari laboratori del Paese. In totale sono almeno una sessantina i casi accertati a livello mondiale, tra cui quattro in Botswana e uno a Hong Kong in un viaggiatore di ritorno dal Sudafrica.

Si sa che presenta numerose mutazioni della proteina Spike che potrebbero teoricamente aumentarne la trasmissibilità e la capacità di eludere gli anticorpi. La variante, secondo un bioinformatico, potrebbe chiamarsi Nu.

La nuova ordinanza firmata oggi dal ministro della Salute Roberto Speranza vieta l’ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato anche in Malawi, oltre che in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini.

L’ordinanza è in vigore fino al 15 dicembre. Le persone che si trovano nel territorio nazionale e che nei 14 giorni antecedenti all’ordinanza hanno soggiornato o transitato in questi Paesi, si legge nel provvedimento, “anche se asintomatiche sono obbligate a comunicare immediatamente l’avvenuto ingresso nel territorio nazionale all’azienda sanitaria competente, a sottoporsi a test molecolare e ad isolamento fiduciario per 10 giorni, con obbligo di effettuare un ulteriore test molecolare al termine del periodo di isolamento”. E la Commissione Ue annuncia che proporrà a breve una misura analoga, già adottata ieri dalla Gran Bretagna e Israele.

La Germania per ora si limita a sospendere i voli dal Sudafrica, come anche la Francia. Anche Israele, dove è stato rilevato il primo caso di variante sudafricana in un israeliano di ritorno dal Malawi e altre 2 persone anch’esse sono considerate casi sospetti, ha dichiarato ‘Paesi rossi’ Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia e eSwatini.

Oltre allo stop dei voli è stato stabilito anche il fermo agli ingressi in Israele dei cittadini di quei Paesi ed è stata introdotta la quarantena per chi rientra, compresi i vaccinati. “Siamo a un passo dallo stato di emergenza”, ha annunciato il premier Naftali Bennett. Due casi sospetti sono rilevati anche in Belgio.

Speranza ha spiegato che “I nostri scienziati sono al lavoro per studiare la nuova variante B.1.1.529. Nel frattempo seguiamo la strada della massima precauzione”. Intanto da Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen fa sapere che “la Commissione europea proporrà, in stretto coordinamento con gli Stati membri, di attivare il freno di emergenza per interrompere i viaggi aerei dalla regione dell’Africa meridionale a causa della variante B.1.1.529” del coronavirus.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) la sta monitorando e ha annunciato che si terrà a Ginevra una riunione di esperti. L’obiettivo è di chiarire se siamo di fronte ad una variante di “interesse” o di una variante di “preoccupazione”. Ma ci vorranno diverse settimane per sapere cosa significa potenzialmente in termini di contagiosità e l’impatto su diagnosi, terapie e vaccini.

Anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sta studiando lo sviluppo della situazione e pubblicherà un documento di valutazione delle minacce.

Dal canto suo anche l’azienda farmaceutica Pfizer sta studiando la nuova variante di Covid-19 e conta di avere i primi risultati “al più tardi entro due settimane”. La questione determinante, infatti, è capire se la nuova variante di coronavirus possa eludere i vaccini. Secondo la sua diffusione è un fattore “molto preoccupante”, ha detto il ministro della Sanità britannico Sajid Javid riferendo alla Camera dei Comuni. “Devo sottolineare che questa è una situazione in rapido mutamento e permane un alto grado di incertezza”, ha aggiunto.

“Una parziale elusione della risposta immunitaria è probabile, ma è altrettanto probabile che i vaccini offriranno ancora alti livelli di protezione contro il ricovero e la morte”. È invece uno dei passaggi salienti della pagina di domande e risposte sulla nuova variante B.1.1.529 approntata dal National Institute for Communicable Diseases (NICD) sudafricano, l’istituto pubblico di riferimento sulle malattie infettive. “Attualmente non sono stati riportati sintomi insoliti a seguito dell’infezione con la variante B.1.1.529 e, come con altre varianti – afferma l’Istituto – alcuni individui sono asintomatici”.

 

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