COVID VASTO: AL SAN PIO TOLTI REPARTI E CHIRUGIA, SINDACO MENNA CONTRO RIMODULAZIONE DELLA REGIONE

9 Novembre 2020 12:29

VASTO – “Un ospedale senza interventi chirurgici non è più un ospedale”.

Come si legge sul quotidiano Il Centro, i contagi sono in crescita e stanno mettendo in progressiva difficoltà la sanità del Vastese, con l’adeguamento dell’ospedale San Pio deciso dalla Regione e l’eliminazione o l’accorpamento dei reparti, tra cui quello di Chirugia, che non piacciono al sindaco Francesco Menna.

“Il presidente della Regione, Marco Marsilio, e l’assessore alla sanità Nicoletta Verì, affermano di aver rimodulato i reparti per rispondere meglio all’emergenza Covid, ma hanno cancellato le ‘aree grigie’ destinate ad accogliere pazienti sospetti. Contraddicendo quanto deciso in precedenza, hanno stabilito di ridare i posti alla Medicina e alla Geriatria, annullando i posti letto di Chirurgia, Ortopedia, Oculistica, Urologica e Otorino. In pratica non si opera più e i lavori di ristrutturazione dei reparti che hanno subito i crolli non vedono la luce da mesi. A Medicina ridaranno a breve 28 posti letto, ma hanno tolto un medico e non c’è nuovo personale. Milioni di euro per l’ospedale Covid di Pescara che, a questo punto, non si sa a cosa servirà, mentre quello di Atessa, che doveva essere presidio Covid, non si capisce ancora cos’è diventato. In pratica l’ospedale di Vasto è ospedale Covid senza ne risorse né garanzie per i lavoratori”, dichiara Menna.




Il comitato “Io sto con l’ospedale” suggerisce intanto al direttore generale Asl, Thomas Schael, di utilizzare anche il presidio di Gissi a supporto del San Pio. Il sindaco di Vasto non usa giri di parole per descrivere la trasformazione del San Pio voluta dalla Regione. “Un ospedale senza interventi chirurgici non è più un ospedale”.

“In considerazione di un probabile aumento dei contagi – affermano Giuseppe Tagliente, Arnaldo Tascione, Antonietta Ottaviano e Raffaele Villani -, che potrebbe “intasare” il San Pio e portare al blocco totale degli interventi, abbiamo proposto di tornare a utilizzare momentaneamente l’ospedale di Gissi come struttura di supporto, spostando lì i pazienti stabilizzati di Medicina e di Geriatria. La decisione, da assumere con la Regione, consentirebbe di riguadagnare ambienti e posti letto senza interrompere le attività chirurgiche o di day surgery”.

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