CPR IN ABRUZZO SPACCA IL CENTRODESTRA: LA LEGA DICE NO, “GIA’ OSPITATI FIN TROPPI SBARCHI”

22 Settembre 2023 15:30

Regione - Politica

L’AQUILA – “L’Abruzzo ha ospitato fin troppo tra sbarchi e ricollocamenti di migranti, nessun CPR nella nostra regione”.

La Lega con una nota del capogruppo in Consiglio Regionale, Vincenzo D’Incecco, e del portavoce del partito, Francesco De Santis, dice no a Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), degli immigrati irregolari in Abruzzo. Di fatto smarcandosi dal governo di centrodestra, sostenuto dalla Lega, che nel suo piano prevede, come ribadito dal ministro Matteo Piantedosi, un Cpr in ciascuna regione dove non è presente, dunque anche in Abruzzo.





Ed anche dal presidente della Regione Marco Marsilio, di Fdi, candidato presidente alle elezioni di marzo 2024, che pur sostenendo che le localizzazioni le sceglie il governo, non ha detto no, come hanno fatto altri governatori, ad un Cpr nella sua regione, ritendo queste strutture essenziali per gestire l’emergenza migranti e aumentare i rimpatri.  In questi giorni è emersa l’ipotesi di un Cpr nell’aeroporto di Preturo, frazione ad ovest dell’Aquila.

“La capacità di ospitalità di una piccola regione come l’Abruzzo è ormai al collasso. I nostri comuni, le nostre strutture, i nostri sindaci, i nostri cittadini hanno accolto e affrontato per anni le ricollocazioni di migranti. Perfino durante i mesi difficili del Covid ci ritrovavamo a dover fronteggiare smistamenti sconsiderati di centinaia di richiedenti asilo nelle periferie dell’Aquila e di Pescara o, peggio, in decine di piccoli comuni”, si legge nella nota leghista.

“E nonostante i grandi sforzi fatti finora, – proseguono i due esponenti leghisti – sembrerebbe che ci si stia attivando ancora per cercare un sito idoneo in Abruzzo per un CPR. Ma come si può pensare di costruire enormi Centri per il Rimpatrio in Abruzzo? Luoghi destinati a radunare al loro interno centinaia, se non migliaia, di immigrati irregolari. Una scelta non condivisibile che rischia di mettere in ginocchio la nostra regione con l’occupazione ingiusta di infrastrutture strategiche come aeroporti e aree destinate alla logistica e alle emergenze. Torniamo ai Decreti del Ministro Salvini, la soluzione non può essere quella di far pagare alle nostre comunità l’invasione di clandestini in atto”.





Di fatto una presa di distanza, quella dei leghisti abruzzesi, dal governo di Giorgia Meloni, che ha accelerato i tempi per l’attivazione dei nuovi Cpr, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del cosiddetto Decreto Sud. Strutture in cui un cittadino straniero può essere trattenuto in attesa di esecuzione di provvedimenti di espulsione o rimpatrio.  I  Cpr diventano “di diritto opere destinate alla difesa e alla sicurezza nazionale“, dove i migranti irregolari presenti in Italia potranno essere trattenuti fino a un massimo di 18 mesi, con proroghe di 3 mesi convalidate dal giudice su richiesta del Questore. Questo nel caso in cui l’accertamento dell’identità e della nazionalità” o “l’acquisizione di documenti per il viaggio presenti gravi difficoltà”. La durata massima del trattenimento in regime di detenzione amministrativa scatterà nel caso di “mancata cooperazione da parte del cittadino straniero” o “ritardi nell’ottenimento della necessaria documentazione dai Paesi terzi”.

E intanto si fa il check-up delle strutture adatte a ospitare i nuovi Cpr: caserme, aree militari o anche civili dismesse situate in zona scarsamente popolate, che però andranno ristrutturate e messe in sicurezza. Il punto principale che interessa le Regioni è “dove sorgeranno i nuovi Cpr”. Al momento non è stato stilato alcun elenco, anche se il ministro Piantedosi, ha assicurato che ci sarà “almeno una struttura per Regione”.

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