STUDIO REALIZZATO DA ALDO RONCI SULLA BASE DELLE ULTIME ELABORAZIONI DI DATI BANCA ITALIA: IN ITALIA I TASSI DI VARIAZIONE DEI PRESTITI SUI 12 MESI PRECEDENTI SONO NEGATIVI

CREDITO: CRESCITA SENSIBILE IN ABRUZZO,
PICCOLE IMPRESE CONSIDERATE RISCHIOSE

7 Giugno 2020 07:00

L'AQUILA – Sportelli bancari semi-aperti per le imprese, gli artigiani e le famiglie abruzzesi: Nel IV trimestre 2019 la consistenza del credito in Abruzzo è stata di 20 miliardi e 313 milioni di euro ed ha registrato, sui 12 mesi precedenti, un incremento di 44 milioni. 

In valore percentuale l'aumento è stato dello 0,2%, valore più basso di quello nazionale che ha raggiunto lo 0,3%. 

È quanto emerge da uno studio realizzato da Aldo Ronci sulla base delle ultime elaborazioni di dati Banca d’Italia.

L’incremento del credito sui dodici mesi precedenti è però frutto di due andamenti di segno opposto in quanto il credito alle imprese flette di 170 milioni mentre quello alle famiglie consumatrici cresce di 214. In valori percentuali il credito alle imprese decresce dell’1,5%, meno di quello nazionale che flette dell’ 1,8%. Il credito alle famiglie consumatrici registra un incremento del 2,4% più basso di quello italiano che è stato del 3,2%.

Uno dei principali motivi che sta causando la restrizione nell’offerta di finanziamenti bancari alle piccole imprese dipende in buona misura dalla percentuale di debito pubblico detenuta da parte degli istituti di credito italiani. Secondo i dati della Banca d’Italia, si legge nel report, una parte molto consistente del debito pubblico (32%) è detenuta dalle banche italiane che sono dunque fortemente esposte all’indicatore di rischio rappresentato dallo spread.

Per attenuare il rischio e soddisfare gli stringenti requisiti patrimoniali imposti dalla Bce, le banche rivedono le condizioni dei prestiti e ne riducono l’erogazione per i debitori più rischiosi. Le piccole imprese vengono considerate più rischiose rispetto alle imprese di medie e grandi dimensioni e quindi sono più esposte agli effetti delle restrizioni di credito.

La dimostrazione, secondo Ronci, è data dal fatto che, ormai da parecchi anni, in Italia i tassi di variazione dei prestiti sui 12 mesi precedenti, per le piccole imprese, sono negativi e in particolare in Abruzzo, dove, almeno negli ultimi due anni, sono sempre peggiori di quelli italiani.


LE VARIAZIONI DEL CREDITO PER DIMENSIONE DI IMPRESA

Nel IV trimestre 2019 il credito alle piccole imprese subisce, sui 12 mesi precedenti, una pesante flessione di ben 63 milioni e quello alle imprese medio grandi decresce di 170 milioni. In valori percentuali il credito alle piccole imprese decresce del 2,4%, più di quello italiano che flette del 2,2%. Il credito alle imprese medio grandi annota un decremento dell’ 1,2% peggiore del 2,2% nazionale.

I DEPOSITI E IL RISPARMIO POSTALE 

I depositi e il risparmio postale in Abruzzo nel IV trimestre 2018 è stato di 26 miliardi e 606 milioni di euro, mentre nel IV trimestre 2019 è stato di 27 miliardi e 296 milioni segnando un incremento di 690 milioni di euro, da imputare per la gran parte alle famiglie consumatrici che detengono il 78% dei depositi bancari e del risparmio postale. In valori percentuali i depositi abruzzesi hanno registrato un incremento del 2,6% inferiore a quello nazionale che è stato dell’ 4,25%.

TASSI DI VARIAZIONE DEI PRESTITI SUI 12 MESI PRECEDENTI ALLE PICCOLE IMPRESE

I tassi abruzzesi di variazione dei prestiti sui 12 mesi precedenti alle piccole imprese, da due anni, flettono più di quelli italiani.

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