TUTTI I DATI ELABORATI DAL SOLE 24 ORE SUI NUMERI FORNITI DAL MINISTERO DELL'INTERNO, PESCARA CITTA' CON PIU' REATI IN ASSOLUTO

CRIMINALITA’: ABRUZZO SU PODIO, L’AQUILA IN TOP 10 PER TENTATI OMICIDI E USURA

14 Ottobre 2019 18:15

L'AQUILA – Ogni giorno vengono denunciati circa 6.500 reati: le quattro province abruzzesi sono tra le prime 15 nella classifica delle 106 province italiane per usura, con L'Aquila addirittura sul podio in terza posizione, Teramo al quarto posto, Chieti al nono e Pescara al quindicesimo.

Una media, riferita al 2018, che si conferma in calo rispetto all’anno precedente (-2,4%), in linea con la flessione che prosegue dal 2013, quindi cinque anni fa. 

Continua, invece, da ormai dieci anni l’esplosione delle truffe e frodi informatiche: ne vengono rilevate, in media, 518 al giorno.

Sono questi alcuni dei principali trend che emergono dall’Indice della criminalità elaborato dal quotidiano Il Sole 24 Ore in base ai dati forniti dal dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno e relativi al numero di delitti commessi e denunciati l’anno scorso.

Sono 18 le tipologie di reato prese in esame dal quotidiano: la città abruzzese con il numero più alto di reati in termini assoluti è Pescara, che si attesta al 27esimo posto, seguita da Teramo alla 49esima posizione, Chieti all'89esimo posto e L'Aquila al 101esimo.

Emerge, però, un dato positivo: in percentuale, infatti, i reati sono in calo in Abruzzo rispetto all'anno precedente, ma scendendo nel dettaglio Pescara è tra le prime 10 sia nella classifica delle estorsioni, in cui si attesta all'ottavo posto, sia per i reati legati alla droga, in cui il capoluogo adriatico è decimo in Italia.

Un quadro non edificante neanche per i tentati omicidi, classifica in cui L'Aquila è al settimo posto, e per gli omicidi volontari, che vedono Chieti in 17esima posizione.






A livello nazionale sono in crescita – e quindi in controtendenza con la flessione generale – anche gli illeciti connessi allo spaccio di stupefacenti (+2,8%), che emergono con 76 denunce ogni ventiquattrore, e le estorsioni (+17%) che tornano ad aumentare, invertendo la rotta degli ultimi anni, con 27 episodi al giorno.

Un dato che si espone a una doppia lettura: più denunce, infatti, significa più vittime che hanno fatto appello alla giustizia, abbattendo il muro dell’omertà che spesso circonda questi crimini.

Per quanto riguarda le altre tipologie di delitto, rispetto al 2017 si evidenzia la flessione di omicidi (-10%), furti (-6%), rapine (-7%) e associazioni per delinquere (-15%). Risultano in calo netto anche le denunce per usura (-38%) e gli incendi (-53,9%).

La discesa generale si può imputare a diversi fattori: la diffusione di sistemi di allarme e videosorveglianza che scoraggiano i malintenzionati, gli accordi territoriali tra le autorità per una maggiore presenza di agenti sul territorio, le reti tra commercianti e Prefetture oppure la diffusione, soprattutto in alcune parti del Paese, delle garanzie assicurative (in alcuni casi, infatti, si tende a denunciare solo in caso di copertura per l’accertamento dei danni). Questi dati, infatti, fotografano solo gli illeciti “emersi”. Restano nell’ombra i fenomeni di microcriminalità, anch’essi diffusi sul territorio, che per diversi motivi sfuggono ai controlli oppure la cui comunicazione da parte delle vittime non è affatto scontata.

Analizzando nel dettaglio i dati delle 106 province, la maglia nera per numero di reati riportati nel corso del 2018 spetta a Milano che, con 7.017 denunce ogni 100mila abitanti, mantiene la leadership poco lusinghiera fotografata già nei due anni precedenti, registrando però un calo (-5,2%) su base annua. Subito dietro: Rimini e Firenze, rispettivamente con 6.430 e 6.252 illeciti rilevati. A Firenze, in particolare, spetta un record negativo: è il territorio che ha registrato il più elevato incremento annuo di delitti, pari a 9,5%, decisamente in controtendenza con il trend nazionale.

L’altra faccia della medaglia è quella dei territori meno esposti alla criminalità: Oristano, ultima con 1.493 denunce ogni 100mila abitanti, Pordenone (2.126) e Benevento (2.138). Province in cui il numero dei reati denunciati non solo è basso, macontinua a scendere: se Pordenone e provincia, infatti, hanno messo a segno un calo del 2,8%, in linea con la media nazionale, a Oristano e Benevento si è andati oltre con un -8,2% e un -10,9 per cento.

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