CRIMINALITA’ ORGANIZZATA: AZIONE CIVILE, “RADICATA IN ABRUZZO, BASTA VOLTARSI DALL’ALTRA PARTE”

25 Novembre 2020 09:37

PESCARA – “Basta chiudere gli occhi, i sistemi mafiosi e criminali non vanno mai in coprifuoco. La recente operazione della Direzione Antimafia a Foggia e Bari Decimabis ha scardinato un sistema criminale, mafioso e opprimente titanico. Questo è solo uno dei capisaldi dei sistemi mafiosi, criminali e violenti presenti in Abruzzo”.

Così in una nota Azione civile Abruzzo, movimento politico fondato dall’ex pm e oggi avvocato  Antonio Ingroia.

LA NOTA COMPLETA

La recente operazione della Direzione Antimafia a Foggia e Bari Decimabis ha scardinato un sistema criminale, mafioso e opprimente titanico. Un lavoro degli inquirenQuesto è solo uno dei capisaldi dei sistemi mafiosi, criminali e violenti presenti in Abruzzo. ti che affonda le sue radici nell’operazione di due anni fa Decima Azione che coinvolse anche l’Abruzzo – si legge nella nota -. Esattamente come tante altre operazioni contro la ‘ndrangheta (che aveva stabilito il suo peso criminale su Francavilla per esempio), i clan attivi nella Capitale o, appunto, le mafie foggiane. Pensiamo a quanto emerso tra Vasto e San Salvo negli anni scorsi. Abruzzo e Puglia sono a poche ore di distanza, i contatti, gli scambi e gli affari soprattutto per lo spaccio di droghe sono costanti, una rotta Balcani-Puglia-Vasto venne citata persino in un documentario d’inchiesta internazionale in prima serata televisiva l’anno scorso”.




Questo è solo uno dei capisaldi dei sistemi mafiosi, criminali e violenti presenti in Abruzzo. L’anno è iniziato con l’inchiesta siciliana sulla mafia dei pascoli, nelle scorse settimane la procura della Corte dei Conti del Trentino è intervenuta nei confronti di due soggetti attivi nei pascoli abruzzesi. Nel mirino truffe e meccanismi truffaldini sfruttando fondi europei. Come un’altra inchiesta che dal foggiano nelle scorse settimane è approdata a Chieti. A tutto questo si aggiungono lo sfruttamento della schiavitù sessuale da parte di varie mafie, a partire da quelle nigeriane, e l’avanzare di Pescara e non solo nelle annuali classifiche de Il Sole 24 ore per reati come estorsioni, racket, usura e narcotraffico. Portati avanti da gang e famiglie egemoni da tanti, troppi anni in larga parte dell’Abruzzo (facile citare solo Rancitelli, sappiamo benissimo che interessa tutta la città e anche altri territori, come per esempio il vastese) e che nei mesi del lockdown non si sono mai fermati, hanno sempre continuato a violare ogni regola e legge, ogni disposizione contro la pandemia e la convivenza civile. Hanno continuato a spacciare, ad intimidire, ad imporre la loro presenza violenta, prepotente e arrogante”.

Personaggi indegni e vigliacchi collegati con le batterie e le famiglie foggiane, con la camorra e con i Casamonica di Roma. Che non dimentichiamo mai sono originari di Campobasso e dell’Abruzzo. Come i Di Silvio, i Di Rocco, i De Rosa, i Guarniera, i Ciarelli e così via. Durante il lockdown sono sempre stati attivi, a Vasto, Casalbordino, nel teramano, tra Pescara e l’alto chietino varie volte le forze dell’ordine hanno stroncato giri di spacciatori. È recente la notizia che un personaggio in obbligo di dimora a Casalbordino, autorizzato a recarsi in Puglia per motivi personali, in realtà è tornato con anche un carico di droga. Negli stessi giorni a Francavilla e Giulianova, nell’ambito di controlli del rispetto del coprifuoco serale e delle disposizioni anti-pandemia, le forze dell’ordine hanno fermato varie persone per possesso di droghe. E sempre a Giulianova è emersa la terribile e disumana violenza che ha subito da un appartenente al solito giro criminale già citato  una disabile, rapinata e derubata più volte da chi ha approfittato del suo non potersi difendere. È il modus operandi vigliacco e violento che durante il lockdown e nella violenta estate (tra Pescara, Lanciano e alcuni episodi minori sappiamo essere avvenuti anche vicino Vasto) appena trascorsa e da anni si ripete. Solo il 19 novembre  sono stati almeno tre i casi di controlli delle forze dell’ordine da cui è emerso che la violazione delle normative anti-covid erano funzionali a comportamenti illegali.

Questi criminali indegni, meschini e vigliacchi in quest’anno hanno cercato di alzare ancor di più la testa, violando ogni giorno il lockdown e ogni restrizione anti-contagio (arrivando anche a vantarsene sui social e non solo) e proseguendo i loro sporchi traffici. I fuochi d’artificio ripetuti da Rancitelli al vastese sono uno dei simboli di questa loro arroganza criminale. Con l’attuale zona rossa, e la prospettiva di un ancora lungo periodo di lotta contro questa maledetta emergenza sanitaria, c’è il rischio che possano approfittarsene, sfruttare l’attenzione rivolta altrove e il nostro essere rispettosi di regole e leggi.

La crisi economica sta mettendo in ginocchio il tessuto economico legale, con il rischio che venga fagocitato dai sistemi criminali. Le sfide dei mesi scorsi, come i fuochi d’artificio, e le quotidiane violazioni delle normative anti-contagio sono e stanno passando sotto silenzio. È ora di dire basta una volta per tutte, come cittadini in primis. Basta silenzi assordanti, accettazioni omertose e vigliacche e complicità di fatto. È inaccettabile che ci sia chi rimane immobile e tacito, incapace di reagire all’incancrenimento e di espellere clan, mafie e “famiglie”. Mai come ora tutto questo deve essere consegnato ad un vergognoso passato. Senza se e senza ma. Questi personaggi violenti, arroganti, prepotenti, meschini e indegni vanno tutti chiamati per nome e cognome, denunciati e contrastati.

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