IL SINDACO VUOLE RIDURRE GLI ASSESSORI DEL CARROCCIO: DOMANI SCADE L’ULTIMATUM PER PRESENTARE I NOMI, C'E' IL RISCHIO DI UN CLAMOROSO RIBALTONE DOPO LE TENSIONI IN REGIONE

CRISI COMUNE L’AQUILA: CONTO ALLA ROVESCIA, BIONDI TIENE IL PUNTO, LEGA ALL’OPPOSIZIONE?

9 Ottobre 2020 08:28

L’AQUILA – Come era prevedibile che accadesse, la crisi al Comune dell’Aquila, aperta ormai lo scorso 16 luglio con la decisione del sindaco Pierluigi Biondi di sospendere le deleghe agli assessori della Lega (Fabrizio Taranta all’Ambiente, Daniele Ferella all’Urbanistica, Fabrizia Aquilia al Turismo), in risposta alle accuse del capogruppo del Carroccio, Francesco De Santis (“Mi vergogno di questa maggioranza”), la crisi, si diceva, è finita nel calderone del quadro regionale.

Già, perché i salviniani, dopo la riunione dell’esecutivo regionale, hanno deciso due cose: chiedere la testa dell’assessore regionale forzista, Mauro Febbo, che non ha appoggiato la candidatura di Fabrizio Di Stefano a Chieti, lanciando in questo modo la fatwa contro gli azzurri anche per il mancato sostegno a Tiziano Genovesi, ad Avezzano; dimostrare, in questo modo, che il partito non è disponibile a mollare nulla anche sullo scenario aquilano, dove il sindaco vuole ridurre la presenza in giunta del Carroccio da tre a due pedine, peraltro con il rispetto delle quote rosa.

Cosa che la Lega è intenzionata a non accettare, con il rischio, concreto più che mai, che possa passare addirittura all’opposizione.

Crisi apertissima, dunque, sia in Regione che al Comune, dove oggi scadrà il termine per la comunicazione dei nomi dei potenziali assessori.

Li ha chiesti il sindaco con una missiva inviata ai partiti, ribadendo la necessità di ricomporre l’esecutivo in proporzione alla “numerosità” dei gruppi.

La Lega non accetta questa visione, sostenendo che la ripartizione va fatta sulla base del consenso elettorale.

Al momento gli assessori sono 9, 10 con il sindaco, mentre le donne sono quattro.

Dopo i vari passaggi di casacca negli ultimi mesi, Fratelli d’Italia è arrivata a otto consiglieri (compreso il sindaco), nove con Daniele D’Angelo eletto con Benvenuto Presente.




Con il riequilibrio quasi perfetto tra Gruppo Liris (transitato in FdI in quota Fitto alle ultime regionali) e Gruppo Biondi, dopo gli ingressi, ultimi, di Tiziana Del Beato ed Elisabetta De Blasis, entrambe provenienti dalla Lega sebbene la De Blasis sia stata eletta con Forza Italia e abbia acquisito in quota Carroccio un importante incarico all’Asl, nella direzione generale.

Dunque Biondi ha l’esigenza di accontentare anche la componente Liris che spinge per far entrare in giunta Vito Colonna.

Nel gioco a incastro si collocano anche le società partecipate: il Carroccio detiene la presidenza dell’Ama e quella dell’ex Onpi pertanto c’è chi pensa che un assessore solo potrebbe bastare. In casa Forza Italia, con Giorgio De Matteis a dirigere le operazioni, la situazione potrebbe rimanere invariata, tenendo conto, però, del ruolo ibrido del vice sindaco Raffaele Daniele, formalmente appartenente all’Udc, ma già da qualche tempo in quota Forza Italia.

E il presidente del consiglio Roberto Tinari? Rumors lo vogliono in transito da Forza Italia a Fratelli d’Italia.

Biondi è intenzionato a confermare Carla Mannetti, sempre con Fratelli d’Italia, ma anche Fausta Bergamotto e Vittorio Fabrizi, in quota sindaco.

Saldamente al suo posto dovrebbe restare anche Francesco Bignotti di “L’Aquila Futura”, area Santangelo che potrebbe presto acquisire un nuovo consigliere.

Sono giorni cruciali, insomma, per definire i nuovi assetti. Biondi guarda lontano, a una possibile ricandidatura dopo il taglio dei parlamentari che rende complessa la strada per Roma e più probabile quella di un mandato bis.

Di certo la rottura con la Lega non agevolerebbe questo progetto, a meno di voler costruire nuove alleanze strada facendo. (red.)

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