MAGGIORANZA CENTRODESTRA SPACCATA DA OLTRE DUE MESI: DEM E ALTRI ALLEATI AL LAVORO, SI PROFILA IL DUALISMO GIOVANI-VECCHIA GUARDIA. CONSIGLIERE REGIONALE IN POLE, MA DEPUTATO PD E LOLLI POTREBBERO SCENDERE IN CAMPO. INCOGNITA-CIALENTE, A SINISTRA SPUNTA LA INVERARDI. POLO DI CENTRO, IDEA TORDERA

CRISI COMUNE L’AQUILA: FERMENTO CENTROSINISTRA, PARTE OPERAZIONE 2022, SFIDA PIETRUCCI-PEZZOPANE?

28 Settembre 2020 07:53

L’AQUILA – Non solo in Regione: anche nel comune dell’Aquila il Centrosinistra ha fatto scattare la operazione elezioni 2022. Con il centrodestra spaccato in mille rivoli, una divisione che ha segnato le elezioni amministrative di Chieti e Avezzano, dove la coalizione è andata al ballottaggio del 4 e 5 ottobre nonostante le potenzialità maggiori,  e con una situazione esplosiva all’Aquila, dove dopo oltre due mesi non c’è verso di risolvere la crisi nata da un duro scontro tra la Lega e Fratelli d’Italia, il partito del siindaco, Pierluigi Biondi, il Centrosinistra ha accelerato le strategie per le elezioni della primavera del 2022.

Per non farsi trovare impreparata se il redde rationem nella maggioranza Biondi, dovesse far precipitare la situazione.

E da quanto emerge dalle grandi manovre in atto si profila uno scontro generazionale, in particolare in seno al Pd, nella scelta del candidato sindaco: tra i giovani, guidati dal 44enne consigliere regionale dem Pierpaolo Pietrucci, e la vecchia guardia, capitanata dal 60enne deputato Stefania Pezzopane.

Ma benché il ragionamento sia solo agli albori, il dualismo rischia di provocare già nell’immediato tensioni e malumori. Infatti, è certa la prospettiva di uno scontro, ormai atavico, tra la vecchia guardia e la cosiddetta “nuova generazione”.

In questo senso a scaldare i motori sembra soprattutto Pierpaolo Pietrucci, tornato in consiglio regionale dopo la nomina, e le conseguenti dimissioni, di Giovanni Legnini a commissario per la ricostruzione per i terremoti del Centro Italia 2016-2017 e subito apparso in rotta di collisione con il Pd, da cui aveva minacciato l’uscita per fondare una associazione e aprirsi al civismo.

Progetto, che avrebbe avuto probabilmente anche un senso sulla città dell’Aquila, che per ora appare in stand-by. D’altronde, Pietrucci ha rivolto un appello anche all’ultimo avversario delle primarie nel capoluogo, il 52enne Americo Di Benedetto, che nel 2017 lo ha superato per 600 voti, salvo poi perdere la battaglia elettorale proprio contro Biondi.

I due, che apparivano in grande antitesi, sembrano ora aver trovato un certo feeling, ma è tutta da valutare una possibile alleanza in chiave amministrative dell’Aquila.

Quel che è certo è che Pietrucci, attivissimo anche alla presidenza del circolo tennis “Peppe Verna”, non ha mai nascosto la sua volontà di guidare la città, per la quale sarebbe disposto anche a lasciare lo scranno in consiglio regionale, faticosamente riconquistato dopo non aver centrato la rielezione per pochi voti alle elezioni del febbraio 2019 (sono state ben 4.760 preferenze): una candidatura da affrontare magari con un progetto alla Legnini, ovvero piuttosto svincolato dai partiti.

Più incerta la volontà di Americo Di Benedetto, oggi saldamente in consiglio regionale con “Legnini presidente” forte delle oltre 4 mila preferenze ricevute, che negli ultimi mesi in più circostanze si è trovato costretto a smentire il suo appoggio al sindaco Biondi – “salvato” in occasione dell’approvazione del bilancio di fine anno – nonché l’indiscrezione sulla possibile costruzione di un polo moderato e centrista con “Il Passo Possibile” come motore.

Finora le sirene di un approdo a “Italia Viva” si sono rivelate stonate, ma AdB non sembra ugualmente intenzionato a riprovare la scalata al Comune, dopo aver perso nel 2017 in modo assai rocambolesco al ballottaggio dopo aver vinto nettamente al primo turno.

Alle velleità, vere o presunte, dei giovani, si contrappongono quelle, di fine carriera, della vecchia guardia.





In questo senso si parla molto delle possibili candidature dell’attuale deputato del Pd Pezzopane, a lungo data come favorita in questa particolare corsa, ma anche, soprattutto di recente, di quelle dell’ex parlamentare, sottosegretario e vice presidente della Giunta regionale, il 70enne Giovanni Lolli e dell’ex sindaco e parlamentare, il 68enne Massimo Cialente, pur se con scenari differenti.

La Pezzopane considera lo scranno da primo cittadino come un approdo naturale dopo essere stata in Regione, alla presidenza della Provincia e in Parlamento. Ben che vada, l’attuale legislatura nazionale finirà a marzo 2023, mentre le elezioni aquilane sono previste per la primavera del 2022.

Un timing decisamente favorevole per tentare la discesa in campo, qualora fossero quelle le intenzioni.

Discorso diverso per Lolli, che dopo essere stato presidente vicario della regione dopo le dimissioni dell’allora governatore, Luciano D’Alfonso, 55 anni, eletto senatore del Pd, potrebbe tentare di saldare il suo debito con la città.

È indubbio, infatti, che il suo no alla candidatura alle ultime amministrative – nonostante un corteggiamento pressante – abbia condizionato e non poco l’intero centrosinistra.

Lolli, che ha appena compiuto 70 anni, dopo essersi sostanzialmente “ritirato” dalla politica attiva, potrebbe decidere di cimentarsi con questa sfida. Che, automaticamente, escluderebbe Pietrucci, da sempre il suo “delfino”, sostenuto in ogni circostanza possibile.

Infine c’è l’incognita-Cialente: l’ex sindaco è sempre attivissimo sulle problematiche locali, spesso e volentieri con critiche sferzanti nei confronti dell’attuale primo cittadino Biondi. Anche se formalmente nega, Cialente è attratto dall’ipotesi di un terzo mandato, dopo aver gestito i due più drammatici della storia recente della città, quelli del post terremoto.

Fin qui il Pd.

Attenzione, però, perché l’ala più a sinistra della coalizione sta lavorando a una carta a sorpresa, che potrebbe essere rappresentata dall’ex rettrice, Paola Inverardi, che ha ben fatto alla guida dell’Ateneo. Una candidatura “tecnica” che potrebbe intercettare trasversalmente anche altri ambienti.
In conclusione ci sono possibili outsider. Uno potrebbe essere Rinaldo Tordera, ex manager Asl provinciale dell’Aquila, amministratore di Asm (nominato da Cialente) e dg della Carispaq, dato per papabile alla guida di un raggruppamento centrista e moderato. Il suo nome era tornato in auge per la presidenza dell’Accademia delle Belle Arti, poi andata al docente Fabrizio Marinelli. b.s.

 

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