SOLUZIONE IN ALTO MARE. SPACCATURA IN FRATELLI D’ITALIA: IL PARTITO DEL SINDACO CON 8 CONSIGLIERI VUOLE UNA CASELLA IN PIU’, MA IL “GRUPPO LIRIS” PREME PER COLONNA. IL CARROCCIO NON MOLLA I TRE ASSESSORI. RISCHIO DEFAULT PER IL DOPO VOTO SU TAVOLO REGIONALE E NAZIONALE 

CRISI COMUNE, RISSA SU POSTI IN GIUNTA: L’AQUILA, LEGA NON MOLLA, FDI AL BIVIO

22 Settembre 2020 08:40

L’AQUILA – È arenata e di difficile soluzione la crisi al Comune dell’Aquila, esplosa definitivamente quando il sindaco Pierluigi Biondi, (FdI), lo scorso 16 luglio ha sospeso le deleghe ai tre assessori della Lega, Fabrizio Taranta, Daniele Ferella e Fabrizia Aquilio, come risposta alle accuse formulate in consiglio dal capogruppo del Carroccio, Francesco De Santis (“Provo vergogna per questi tre anni”).

Anzi, dopo timidi avvicinamenti tra le parti, la situazione è di nuovo in alto mare: anzi, è rissa sui posti in Giunta tra Lega e Fdi, quest’ultimo a sua volta spaccato sui nomi, proprio in concomitanza con i risultati elettorali in Abruzzo dove il centrodestra ha corso spaccato nei due comuni più importanti, Chieti e Avezzano.

E la sensazione è quello che poteva essere un caso tutto interno al centrodestra e per giunta solo su scala locale, ora è diventato qualcosa in più.

Insomma, un bel rebus che oggi, nonostante i peana del coordinatore della Lega, Luigi D’Eramo (“Stiamo e saremo sempre con Biondi”), appare davvero lontano dalla soluzione.

Con un rischio in più: che L’Aquila finisca nel tritacarne del tavolo regionale dopo le elezioni, insieme ai casi Chieti e Avezzano. Con tutte le conseguenze del caso di un redde rationem che appare certo.

E con il caso L’Aquila che vista la strettissima vicinanza di D’Eramo al leader della Lega, Matteo Salvini, è già finito sul tavolo nazionale. E c’è chi scommette sul fatto che il Carroccio non sia disposto a mollare, anche a costo di andare all’opposizione.

La lite Biondi-Lega, in primis con il segretario regionale e deputato Luigi D’Eramo, è passata addirittura quasi in secondo piano. È vero, la mossa dell’altro giorno di Fratelli d’Italia, che ha annunciato due ingressi proprio alle porte delle amministrative – forse in modo tardivo -, Tiziana Del Beato ed Elisabetta De Blasis, di fatto proprio dalla Lega, ha finito per rendere plastico ciò che da tempo era ormai acclarato: Biondi è riuscito a creare un gruppo di ben otto consiglieri (compreso Daniele D’Angelo eletto con la civica “Benvenuto presente”), nove se si considera lo stesso primo cittadino, svuotando in primis il Carroccio che è rimasto con sole tre pedine: Gigi Di Luzio, Laura Cucchiarella e Francesco De Santis.

Il che, in ottica giunta, non giustificherebbe i tre assessori, con un rapporto, insomma, di uno a uno.





Fratelli d’Italia, al contempo, ad oggi conta su un elementi diretta espressione del partito (Carla Mannetti) e di due in quota sindaco (Vittorio Fabrizi e Fausta Bergamotto). Tre su nove.

Gli altri tre sono in capo alla quota Santangelo (Francesco Bignotti), a Forza Italia (Maria Luisa Ianni e Raffaele Daniele).

All’interno di Fratelli d’Italia, poi, si è riequilibrata, numericamente, una situazione che vedeva la netta predominanza del gruppo che fa capo all’assessore regionale al Bilancio, Guido Liris, ex vice sindaco aquilano, e che dalle scorse regionali ha traslocato da Forza Italia per approdare a FdI, in quota Fitto: Leonardo Scimia, Ferdinando Colantoni, Giancarlo Della Pelle e Vito Colonna.

Con Ersilia Lancia, moglie di Etel Sigismondi, coordinatore regionale dei meloniani e capo della segreteria del governatore, Marco Marsilio, Fdi, che ha fatto un passo indietro cedendo la casella di capogruppo e andando a ricoprire il ruolo di vice coordinatore provinciale.

La componente Liris, insomma, è senza rappresentanza in giunta. Non è un mistero che a premere è soprattutto Vito Colonna, che ormai considera maturi i tempi per diventare assessore, ma che non convincerebbe per nulla Biondi.

Questo aspetto, più ancora della Lega, sta bloccando tutto. Perché è vero che il Carroccio vuole difendere a spada tratta le sue tre caselle – che ritiene motivate dal risultato elettorale, rifuggendo i successivi cambi di casacca in seno all’assise -, ma  è vero anche che pur volendo sacrificarne, l’indiziata principale è Fabrizia Aquilio.

E questo questo aprirebbe la questione delle “quote rosa”. La cardiologa dell’ospedale dell’Aquila De Blasis, che è stata eletta con Forza Italia, poi è passata alla Lega con cui ha sfiorato l’elezione in Europa – in quota Lega ha anche assunto due incarichi: alla direzione generale Asl e all’assessorato regionale alla Sanità -, scalpita per entrare in giunta, promessole da Biondi.

Ma il suo ingresso non risolverebbe la questione-Colonna e non accontenterebbe il gruppo Liris che, anzi, non vede di buon occhio proprio la cardiologa che ora si occupa di ruoli dirigenziali. Peraltro anche la Del Beato dovrà essere in qualche modo “accontentata”: anche lei ha mire di giunta.

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