CRISI COVID: ALLARME CONFINDUSTRIA, IN ABRUZZO PIL DI FINE ESTATE SCESO DEL 13,9 PER CENTO, NEI PROSSIMI MESI DIMEZZATI INVESTIMENTI

28 Ottobre 2020 09:51

L’AQUILA – La produzione, a fine estate, era inferiore di 13,9 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019, con una previsione degli investimenti, per i prossimi mesi, ridotta di almeno il 50%, che rischia di scendere ancora alla luce della nuova esplosione pandemica e delle limitazioni adottate per contenere il virus.

I dati sono snocciolati dal presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda, lancia l’allarme  sula crisi economica legata all’emergenza coronavirus.

“Occorre riconoscere la centralità dell’industria per il futuro del nostro Paese e della stessa provincia dell’Aquila. Con la crisi in atto registriamo numeri importanti,  che hanno portato indietro di 26 anni il Pil pro capite. Quanto al Recovery fund, Podda, ritiene che “i fondi in arrivo dall’Europa siano importanti per rilanciare l’economia ma la grande vera occasione da non sprecare sarà quella delle riforme. L’analisi macro-economica delle ultime settimane accende un ulteriore campanello di allarme: manca, purtroppo, la fiducia degli investitori”, evidenzia Podda, “ma sussistono problemi serissimi anche per le piccole e medie imprese e dei grandi gruppi industriali. Temiamo, come probabile, un ulteriore rallentamento”.

Quanto al blocco dei licenziamenti, Podda ha sottolineato che, “è necessario pensare all’occupabilità delle persone: proprio per questo Confindustria, il 16 luglio scorso, ha presentato un progetto di riforma degli ammortizzatori sociali”.




Tra le priorità individuate, in questo particolare momento da Podda per la tenuta del tessuto economico nazionale e della provincia dell’Aquila, vi è la rimodulazione del trattamento economico minimo, che va adeguato all’andamento dell’inflazione e il trattamento economico complessivo, che deve tener conto di alcuni fattori come la produttività, il welfare, la formazione, la previdenza e l’assistenza integrativa e, infine, il rafforzamento di Industria 4.0, una misura strategica per il rilancio del comparto produttivo. Il Rapporto sugli scenari di politica economica, stima un profondo calo del Pil pari a -10% nel 2020, con un recupero parziale nel 2021 del +4,8% : una vera e propria tempesta, causata tra marzo e aprile scorso da un doppio shock di domanda e offerta, con un rimbalzo del Pil nel terzo trimestre di quest’anno, ma previsioni pessime per il quarto trimestre, quando il livello del reddito sarà ancora inferiore di oltre il 3%, rispetto a fine 2019 e molto lontano dai massimi di inizio 2008, di circa 8 punti percentuali”.

“Per risollevare l’economia e accrescerne strutturalmente il potenziale di espansione, serve intervenire proprio dove la dinamica della produttività è bloccata. Occorre rendere più efficiente la pubblica amministrazione, aumentando e velocizzando la qualità dei servizi , imprimere una forte accelerazione agli investimenti pubblici, determinanti per la costruzione di capitale fisico, umano e di conoscenza – conclude Podda – puntando su infrastrutture tradizionali, ricerca, digitalizzazione, innovazione, formazione e sostenibilità ambientale.

 

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