CRISI COVID: CGIA MESTRE, A RISCHIO 300MILA MICROIMPRESE, 1,9 MILIONI POSTI LAVORO E BOOM SOMMERSO

6 Febbraio 2021 13:25

“A rischio quasi 300 mila micro imprese e 1,9 milioni di addetti”. E’ l’allarme lanciato dalla Cgia di Mestre.

“Secondo una recente indagine realizzata dall’Istat1 , sono 292 mila le aziende che si trovano in una situazione di seria difficoltà. Attività che danno lavoro a 1,9 milioni di addetti e producono un valore aggiunto che sfiora i 63 miliardi di euro”, si legge in un comunicato della Cgia -.

Il numero medio di addetti per impresa di questa platea di aziende così a rischio chiusura è pari a 6,5. Stiamo parlando di micro attività che, pesantemente colpite dall’emergenza sanitaria, non hanno adottato alcuna strategia di risposta alla crisi e, conseguentemente, corrono il pericolo di abbassare definitivamente la saracinesca. I settori produttivi più interessati da queste 292 mila attività sono il tessile, l’abbigliamento, la stampa, i mobili e l’edilizia”.

Nel settore dei servizi, invece, “si distinguono le difficoltà della ristorazione, degli alloggi/alberghi, del commercio dell’auto e altri comparti come il commercio al dettaglio, il noleggio, i viaggi, il gioco e lo sport – spiega la Cgia -. E’ evidente che non tutti questi operatori economici chiuderanno definitivamente i battenti, tuttavia con lo sblocco dei licenziamenti previsto entro la fine del prossimo mese di marzo, molti degli addetti di queste attività rischiano di trovarsi senza un’occupazione regolare”.

Il fatturato del 2020 dunque per moltissime professioni è impietoso come si evince da questi dati: attività  artistiche, palestre, piscine, sale giochi, cinema e teatri -70 per cento; alberghi e alloggi -53 per cento; bar/ristoranti -34,7 per cento; noleggio e leasing operativo -30,3 per cento;  commercio/riparazione di autoveicoli e motoveicoli -19,9 per cento.

In termini assoluti, la perdita di fatturato più importante ha interessato il commercio all’ingrosso (-44,3 miliardi di euro).

Seguono il commercio/riparazione auto e moto (-26,8 miliardi) i bar e i ristoranti (-21,3 miliardi di euro), le attività artistiche, palestre, sale giochi, cinema e teatri (-18,3 miliardi), il commercio al dettaglio (-18,2 miliardi), gli alberghi (-13,9 miliardi), le agenzie di viaggio e i tour operator (-9,3 miliardi).

E’ prevedibile infine un incremento del lavoro nero.

“E’ evidente che la crisi determinata dalla pandemia potrebbe far aumentare a dismisura l’esercito degli abusivi e dei lavoratori in nero presenti in Italia – si legge in un comunicato della Cgia -. Stando alle previsioni dell’Istat illustrate più sopra, 1,9 milioni di addetti rischiano di perdere il posto. Auspicando che la dimensione del numero di coloro che perderanno l’occupazione sia decisamente inferiore a quella prevista, l’Ufficio studi della Cgia sottolinea  che una parte di questi esuberi finirà ad ingrossare le fila dell’economia sommersa. Non saranno pochi, infatti, coloro che, dopo aver perso il posto in fabbrica o in ufficio, si rimboccheranno le maniche in qualsiasi modo, anche ricorrendo ad una occupazione in nero”.

“Stiamo parlando – prosegue la Cgia – di quelle persone che non riuscendo a trovare un nuovo lavoro accetteranno un’occupazione irregolare o si improvviseranno come abusivi.  Grazie a questa scelta riusciranno a percepire qualche centinaia di euro alla settimana; pagati poco e in contanti, tutto ciò avverrà in nero e senza alcun versamento di  imposte, di  contributi previdenziali e di quelli assicurativi”.

Ad ‘ammortizzare’ la perdita di posti di lavoro, quindi, “ci penserà l’economia sommersa – avverte la Cgia -. Gli ultimi   dati disponibili ci dicono che in Italia ci sono oltre 3,3 milioni di occupati in nero e il 38 per cento del totale è presente nelle regioni del Sud. Questo esercito di ‘invisibili’ ogni giorno si presenta nei campi, nei cantieri, nelle fabbriche o nelle case degli italiani  per prestare la propria attività lavorativa. Pur essendo sconosciuti all’Inps, all’Inail e al fisco, gli effetti economici negativi che producono questi soggetti sono molto preoccupanti. Essi, infatti, ‘generano’ 78,7 miliardi di euro di valore aggiunto sommerso”.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

    Ti potrebbe interessare: