CRISI DI GOVERNO E STRAPPO DI RENZI:
LA PAROLA AI PARLAMENTARI ABRUZZESI

PEZZOPANE "FA MALE ACREDINE CONTRO CONTE"; MARTINO, "SERVONO CERTEZZE PER UN PAESE IN GINOCCHIO"; DI NICOLA "EX PREMIER MANDA TUTTO A MONTE PERCHE' VUOLE PONTE SULLO STRETTO?"; BELLACHIOMA "CENTRODESTRA PRONTO A GOVERNARE", QUAGLIARIELLO, "NO APPOGGIO AD ARMATA BRANCALEONE", VACCA "ITALIA VIVA SI STA DISGREGANDO"

di Filippo Tronca

14 Gennaio 2021 10:29

L’AQUILA –  “Cosa ne pensa della devastante crisi che si è aperta nella maggioranza di governo del premier Giuseppe Conte, con lo strappo del leader di Italia viva Matteo Renzi che ieri ha ritirato le sue due ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti?”. “Come uscire dal pantano garantendo una guida stabile al Paese in un drammatico momento segnato dalla pandemia e dalla crisi economica e sociale?”, “Ritorno alle urne in primavera, governo istituzionale e di larghe intese, o un Conte ter con l’appoggio di eventuali “responsabili”?

Queste ed altre le domande di Abruzzoweb nelle interviste in diretta streaming, ai deputati e senatori abruzzesi.

La deputata del Partito democratico Stefania Pezzopane osserva che “Quello che fa più male è aver assistito ad una conferenza stampa dove Matteo Renzi, che è stato determinante nella costituzione di questo governo, ha espresso tutta la sua acredine, la sua insofferenza nei confronti del presidente del consiglio Giuseppe Conte. Come se questo strappo fosse motivato da ragioni meramente personali, come se non fossimo nel bel mezzo di una crisi sanitaria drammatica”, confidando nel ripensamento di non pochi parlamentari all’interno di Italia viva.

Non ha dubbi invece il deputato della Lega Giuseppe Bellachioma: “La linea della Lega l’ha dettata oggi il nostro leader Matteo Salvini: fare presto per uscire da una crisi vergognosa,  e in secondo luogo, centrodestra pronto a guidare questo Paese, per mettere mano disastri del Conte due”.

“Credo che questa crisi – prosegue Bellachioma – faccia emergere i limiti dell’intera maggioranza di centro-sinistra, non è solo responsabilità di Matteo Renzi, che mi ha sorpreso visto che questa volta è andato fino in fondo e non si è limitato alle solite minacce, per poi fare un passo indietro. Inoltre gli va dato atto che grazie alla sua presa di posizione, è stato modificato il Recovery Plan che nella prima stesura era irricevibile, faceva piangere”.

Duro il senatore del Movimento 5 stelle, Primo Di Nicola, “Faccio una domanda: può un politico normale aprire una crisi in un momento così drammatico del Paese, con i cittadini allo stremo, perché nel recovery plan non era stata prevista la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina?”, ed auspica “l’impegno di tutti i partiti dell’arco costituzionale, un’iniziativa importante, un patto per la legislatura per affrontare questa guerra devastante”.

Sulla stessa linea il deputato pentastellato, Gianluca Vacca, “Ad indurre Renzi ad aprire la crisi è una questione di nomine negli enti pubblici, sono ragioni personali, di spazio politico di sopravvivenza per un piccolo partito destinato a scomparire? Non lo so, so solo che il Paese non sta facendo certo una bella figura davanti a cittadini e davanti all’Europa. So solo che l’attività del parlamento rimarrà ferma per giorni, e dobbiamo approvare misure importantissime e urgenti”.

Tranchant la posizione del docente universitario napoletano Gaetano Quagliariello, eletto nel 2018 nel collegio uninominale L’Aquila-Teramo sostenuto dalla coalizione di centro-destra,  in quota Idea-Cambiamo: “La nostra è una posizione  dialogante, ma questo non significa non avere delle opinioni ben precise. Vorrei riavvolgere il nastro della legislatura, e ricordare che questa maggioranza è una squadra allestita per fare al serie C e ora, con la crisi pandemica, deve fare la coppa dei Campioni, serve qualcosa di diverso, serve l’unità  nazionale, non si può chiedere semplicemente l’appoggio a questa maggioranza, che solo ora, a leggere i loro hashtag, ‘Io sto con Conte’, da armata Brancaleone si è riscoperta una coalizione”.

Passando sul fronte dell’opposizione, il deputato di Forza Italia, Antonio Martino, spiega che per uscire dalla crisi “c’è la strada segnata dalla Costituzione: il premier Conte deve andare dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dimettersi, trovare una maggioranza alternativa o una quadra con Renzi. E se nulla di tutto ciò avverrà allora l’unica strada è il ritorno alle urne. Una campagna elettorale non ce la possiamo permettere, è vero, ma il ritorno al voto, per l’irresponsabilità di Renzi, sarà inevitabile in assenza di alternative”. Tenendo a precisare: “la nostra azione è improntata al senso di responsabilità, siamo pronti alla chiamata alle armi, se ci saranno le condizioni, ma non isolati dal centrodestra, assieme a Lega e Fratelli d’Italia.  Una cosa è certa, nessuna possibilità da parte nostra di recitare individualmente il ruolo di responsabili, passando dall’altra parte della barricata, a cominciare ovviamente dal sottoscritto”.

Sul suo profilo facebook suona la carica il deputato aquilano della Lega Luigi D’Eramo:
“Il Governo di incapaci è al capolinea. La Lega è pronta”, e ancora:  “C’è una crisi sanitaria, crisi economica, crisi di Governo, l’Italia è in ginocchio a cosa pensa il centro sinistra? A togliere dalla carta d’identità dei minori le parole padre e madre! Vergognatevi!”, riferendosi all’iniziativa della ministra degli Interni Luciana Lamorgese che intende introdurre la dicitura ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’ sulla carta di identità dei minori under14 e anche sui moduli per l’iscrizione scolastica.

Contattato da Abruzzoweb, il deputato di Italia viva Camillo D’Alessandro, ha spiegato che potrà rilasciare dichiarazioni e concedere interviste solo nel pomeriggio, dopo le riunioni con i suoi colleghi di partito, mai come ora nell’occhio del ciclone, e davanti a scelte cruciali.

DI NICOLA, “NUOVO CONTRATTO DI GOVERNO, E BASTA RICATTI DA PARTITI DEL 2%”

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“Faccio una domanda: può un politico normale aprire una crisi in un momento drammatico del Paese, con i cittadini allo stremo, perché nel recovery plan non era stata prevista la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina?”

Parole dure quelle di Primo Di Nicola senatore abruzzese del Movimento 5 stelle e giornalista, che ritiene l’ipotesi del ritorno al voto non percorribile per ragioni oggettive vista la drammatica contingenza pandemica ed economica. E fa un appello alla responsabilità, premessa per un nuovo contratto di governo e una nuova maggioranza anche al di là del perimetro del centrosinistra.

“Per decenza istituzionale  – precisa però Di Nicola – ritengo che l’unico presidente del Consiglio possibile è in questo momento ancora una volta Giuseppe Conte, messo in discussione con discutibili motivazioni e strumentali da Renzi. Ritengo che ci serva l’impegno di tutti i partiti dell’arco costituzionale, un’iniziativa importante, un patto per la legislatura per affrontare questa guerra devastante. Ci sono molti parlamentari che stanno riflettendo, posizionati in quella zona di confine tra maggioranza opposizione. Serve insomma un patto di legislatura un ritorno alla serietà un governo non si potrebbe reggere con il voto estemporaneo di singoli parlamentari”

E poi ancora un siluro a Italia viva.

“Non è più accettabile che una forza politica come Italia viva data dai sondaggi al 2%, nata  all’interno del parlamento da una scissione, possa mettere in crisi un governo e un’intera maggioranza. Serve una riforma elettorale, rivedere le soglie di sbarramento troppo basse. Questo vale nel presente ma anche per il futuro del Paese”.

BELLACHIOMA, “CENTRODESTRA PRONTO A GOVERNARE”

“La linea della Lega l’ha dettata oggi il nostro leader Matteo Salvini: fare presto per uscire da una crisi vergognosa,  e in secondo luogo, centrodestra pronto a guidare questo Paese, per mettere mano disastri del Conte due”.

Così nell’intervista streaming ad Abruzzoweb il deputato della lega Giuseppe Bellachioma.

“Credo che questa crisi – prosegue Bellachioma – faccia emergere i limiti dell’intera maggioranza di centro-sinistra, non è solo responsabilità di Matteo Renzi, che mi ha sorpreso visto che questa volta è andato fino in fondo e non si è limitato alle solite minacce, per poi fare un passo indietro. Inoltre gli va dato atto che grazie alla sua presa di posizione, è stato modificato il Recovery Plan che nella prima stesura era irricevibile, faceva piangere”.

Detto questo, prosegue Bellachioma, il ritorno al voto resta sì l’opzione migliore, ma allo stato attuale difficilmente praticabile.

“Vero è che a maggio si voti in altri Stati, ma per come è messa l’Italia è difficile capire come, visto che siamo nel bel mezzo di una probabile terza ondata, nel pieno di una campagna di vaccinazioni. Che campagna elettorale si potrebbe fare? E poi comunque visto che vincerà senza dubbio il centro-destra, non credo che l’attuale maggioranza consideri praticabile questa opzione, tenuto conto che c’è stato il dimezzamento dei parlamentari che potranno ambire a tornare ad occupare un seggio”.

Pertanto, tira le fila del ragionamento Bellachioma: “L’opzione preferibile sarebbe che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dia un incarico di governo al nostro leader Matteo Salvini. Un Conte ter sarebbe disastroso. Oppure un’altra strada è quella di un governo politico alto profilo, istituzionale, con forti personalità che in tre o quattro mesi faccia le cose davvero urgenti e indifferibili per poi tornare alle urne entro giugno, oppure se non ci saranno le condizioni dal punto di vista sanitario, superato il semestre bianco, dopo l’elezione del nuovo presidente della Repubblica”.




STEFANIA PEZZOPANE, “FA MALE ACREDINE DI RENZI CONTRO CONTE”

“Quello che fa più male è aver assistito una conferenza stampa dove  Matteo Renzi, che è stato determinante nella costituzione di questo governo, è emersa tutta la sua acredine, la sua insofferenza nei confronti del presidente del consiglio Giuseppe Conte. Come se questo strappo fosse motivato da ragioni meramente personali, come se non fossimo nel bel mezzo di una crisi sanitaria drammatica”.

Il commento della deputata aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane, che nell’intervista streaming con Abruzzoweb tiene a difendere l’operato di questo governo quanto mai a rischio, che sottolinea” sta traghettando il paese in un mare in tempesta e la crisi più aspra è difficile del dopoguerra”.

E aggiunge: “ovviamente tutte le ipotesi sono in campo, compreso il ritorno al voto se non ci sarà forse energia di tornare insieme. Ma chi invoca il voto alla leggera vorrei ricordare che significherà farlo nel momento in cui va provato il recovery Plan in una campagna elettorale da condurre nel pieno della terza ondata di epidemia. È tutto molto paradossale, perché il gioco dei paradossi ha preso il sopravvento su Renzi”.

E incalza: “sono rimasta colpita che le due ministre di Italia Viva dimissionate senza dire una parola, visto che ha parlato solo Renzi”.

Ma assicura Pezzopane che c’è anche un’altra strada da percorrere, quella di trovare i numeri sufficienti in Parlamento, anche con cambi di campo dei renziani.

“Voglio ricordare che l’appello responsabili Conte l’ha già fatto in passato e opportunamente chiedendo un appoggia a tutte le forze politiche in un momento così difficile. La parlamentarizzazione della crisi consentirà in particolare ai parlamentari di Italia viva in quei molti che queste ore mostra un estremo malessere di dire la loro.  Di prendere posizione anche in dissenso dalla linea del loro leader”.

MARTINO “RENZI IRRESPONSABILE, OGGI SALTATO OK A RISTORI ATTTIVITA’ PRODUTTIVE”

“Che fare? C’è la strada segnata dalla costituzione il premier Giuseppe Conte deve andare dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dimettersi, trovare una maggioranza alternativa o una quadra con Matteo Renzi. E se nulla di tutto ciò avverrà allora l’unica strada è il ritorno alle urne. Una campagna elettorale non ce la possiamo permettere, ma il ritorno al voto, per l’irresponsabilità di Renzi, sarà inevitabile in assenza di alternative”.

Così Antonio Martino deputato di Forza Italia eletto nella circoscrizione aquilana e imprenditore, intervistato da Abruzzoweb nelle ore della drammatica crisi in cui piombato il governo Conte bis.

“Una crisi che sta già provocando un grave danno al Paese – spiega Martino -: oggi la Camera si è sciolta e dovevamo approvare importanti ristori per le attività produttive colpite dalla pandemia e dal lockdown. Quelle tra l’altro contenute nel decreto Natale e ancora al palo…”.

Parole dure su Matteo Renzi, “la sua è stata in effetti una scelta incomprensibile, dettata da personalismo, anche i bambini hanno capito che le sue sono richieste strumentali, il suo obiettivo è solo quello di frenare l’ascesa di Conte”.

E aggiunge, in merito alla contrarietà di far ricorso allo strumento europeo del Mes, “Non vedo perché bisogna dire no al Mes se servirà anche facendo un debito per rafforzare finalmente il nostro sistema sanitario”.

Alla domanda: Forza Italia è pronta a sostenere un governo di larghe intese?” Martino risponde: “la nostra azione è improntata al senso di responsabilità, siamo pronti alla chiamata alle armi, se ci saranno le condizioni, ma non isolati dal centrodestra, assieme a Lega e Fratelli d’Italia.  Una cosa è certa, nessuna possibilità da parte nostra di recitare individualmente il ruolo di responsabili, passando dall’altra parte della barricata, a cominciare ovviamente dal sottoscritto”.

VACCA “DA RENZI GESTO ASSURDO, TRA I SUOI MOLTI IN DISSENSO”

“Mi immagino cosa possa pensare di questa crisi assurda, un cittadino che è in difficoltà per le misure di contenimento, chi attende i ristori, chi ha la sua attività chiusa da mesi, come possano sentirsi gli italiani che assistono a questo spettacolo senza capirne il motivo, senza capire cosa vuole  Matteo Renzi. Del resto anche noi  facciamo difficoltà capire. Stiamo vivendo una crisi di governo senza una ragione valida, in uno dei momenti più delicati della storia del Paese e dell’umanità”.

Così nell’intervista in diretta streaming su Abruzzoweb, il deputato del Movimento 5 stelle, Gianluca Vacca.

“Ad indurre Renzi ad aprire la crisi è una questione di nomine negli enti pubblici, sono ragioni personali, di spazio politico di sopravvivenza per un piccolo partito destinato a scomparire? Non lo so, so solo che il Paese non sta facendo certo una bella figura davanti a cittadini e davanti all’Europa. So solo che l’attività del parlamento rimarrà ferma per giorni, e dobbiamo approvare misure importantissime e urgenti”.

Su una possibile  via d’uscita: “Sicuramente Conte verrà in parlamento, la crisi non va dimenticato, riguarda  numericamente una piccola parte della maggioranza. Ci sono tanti parlamentari non del Pd dell’M5s e di Leu pronti a dare un sostegno, e anche tanti di Italia viva che meditano di staccarsi da Renzi. Vedremo, l’importante è fare presto, il Paese non può aspettare”.

QUAGLIARIELLO, “UNITA’ NAZIONALE, NON APPOGGIO AD ARMATA BRANCALEONE”

“La nostra è una posizione  dialogante, ma questo non significa non avere delle opinioni ben precise. Vorrei riavvolgere il nastro della legislatura, e ricordare che questa maggioranza è una squadra allestita per fare al serie C e ora, con la crisi pandemica deve fare la coppa dei campioni, serve qualcosa di diverso, serve l’unità  nazionale, non si può chiedere semplicemente l’appoggio a questa maggioranza, che solo ora, a leggere i loro hashtag, ‘Io sto con Conte’, da armata Brancaleone si è riscoperta  una coalizione”.

Così nell’intervista in diretta streaming su Abruzzoweb, il docente universitario napoletano Gaetano Quagliariello, eletto nel 2018 nel collegio uninominale L’Aquila-Teramo sostenuto dalla coalizione di centro-destra,  in quota Idea-Cambiamo.

“E’ senz’altro una crisi anomala – prosegue Quagliariello -,  per la cornice in cui è nata, nel mezzo di una crisi economica e sanitaria, di una campagna di vaccinazione estremamente difficile, nel mezzo della partita decisiva dell’utilizzo dei fondi europei”.

Alla domanda: “Conte l’ha chiamata? Le ha chiesto un supporto?”, Quagliariello risponde: “Da Giuseppe Conte non mi aspetto nulla e Conte non si aspetta nulla da me. Noi resteremo a fare opposizione corretta e dialogante, se non ci sarà un cambio di scenario. Se Conte troverà i numeri per andare avanti, andrà avanti. La via maestra, però, dal punto di vista costituzionale, è quella di tornare al voto”.

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