CRISI DOMPE’, “NOTIZIE ALLARMANTI DA STABILIMENTO AQUILANO”. TINARI: “EVITARE PERDITA POSTI LAVORO”

28 Luglio 2021 15:35

L'Aquila: Lavoro

L’AQUILA – “Le notizie allarmanti, sotto il profilo della perdita di posti di lavoro, che provengono dallo stabilimento aquilano della Dompè devono preoccupare tutti. A cominciare dalla classe politica, che, senza divisioni di alcun genere, è tenuta ora più che mai a scendere in campo per scongiurare questo dramma”.

Anche il presidente del consiglio comunale dell’Aquila, Roberto Tinari, lancia l’allarme sulla situazione occupazionale nello stabilimento dell’azienda farmaceutica Dompé che ha all’Aquila da molto tempo ha il suo centro produttivo. Tinari (FI) segue le preoccupate prese di posizione del consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci e dei sindacati per il mancato rinnovo di 30 contratti di somministrazione e nella considerazione che la stragrande maggioranza del personale costituito da 270 dipendenti è del territorio aquilano.

“L’azienda farmaceutica in questione ha più che raddoppiato i ricavi in 3 anni e ha ottenuto fondi per l’ampliamento del sito aquilano. Nonostante questo, 30 contratti di somministrazione non saranno rinnovati e il premio di partecipazione non sarà pagato al personale — spiega in una nota Tinari – Una situazione assurda, che non può lasciare indifferenti. Nessuno pensi che, siccome si tratta di rapporti contrattuali che non comportano dipendenza diretta dall’azienda, la cessazione di tale rapporto non crea perdita di lavoro. Qui parliamo di 30 addetti, molti dei quali con un bagaglio professionale acquisito in azienda con anni di sacrifici, e di altrettante famiglie che rischiano di trovarsi improvvisamente sul lastrico. E un apparato di dipendenti che vedono ridursi il salario, per via del mancato rinnovo dell’integrazione che prevede la premialità per il raggiungimento degli obiettivi”.

“Con i tempi che corrono, è grave – continua Tinari – Con tutte il rispetto per il prestigio di una delle principali industrie farmaceutiche internazionali, ma la motivazione resa ai sindacati secondo la quale queste decisioni hanno, come presupposto, una congiuntura economica sfavorevole, non regge. Il fatturato, come detto, è salito: quale sarebbe la situazione negativa?”.

Per il forzista, “il consigliere regionale del Pd già ha sollevato il problema, insieme ai sindacati. Ma della questione devono farsi carico tutti, con una condivisione di azioni significative che vedano coinvolti i parlamentari e le istituzioni, a cominciare da Regione e Comune. La politica deve farsi carico di affrontare la questione, a fianco delle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori, con determinazione e con la convinzione di riuscire nell’intento di salvare i salari”.

“L’abbiamo detto e ripetuto migliaia di volte: L’Aquila non è una città come tutte le altre. Tra terremoto e pandemia sono 12 anni che lotta ogni giorno per rinascere. Dare una spallata al reddito di 270 persone, tra dipendenti e somministrati, è un colpo durissimo ai danni di centinaia di famiglie e di un’intera comunità. Se ne renda conto la Dompè e non dimentichiamolo noi”.

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