CRISI GOVERNO, CONTE CHIEDE LA FIDUCIA ALLE CAMERE. “CACCIA APERTA” A DEPUTATI E SENATORI

15 Gennaio 2021 09:31

ROMA – Il governo Conte alla prova delle Camere, con un voto sul filo di lana. Lunedì a Montecitorio e martedì a palazzo Madama, Giuseppe Conte si presenterà per chiedere la fiducia sulle sue comunicazioni, dopo il ritiro del sostegno da parte di Matteo Renzi e Italia Viva.

Quello che si apre sarà dunque un week end di trattative serrate, alla ricerca dei singoli ‘costruttori’, con il premier e le forza di maggioranza impegnate a ricompattare e allargare la base parlamentare del governo, le forze di opposizione riunite in un vertice che dovrebbe confermare la richiesta di elezioni e Iv pronto a difendere il fortino dei suoi gruppi dai tentativi di dividerli. Intanto ieri sera il Consiglio dei ministri, il primo senza la delegazione delle ministre di Iv, ha varato uno scostamento di bilancio da 32 miliardi per alimentare il nuovo dl ristori (con nuovi aiuti e la proroga della Cig), il rinvio al 31 gennaio della consegna delle cartelle esattoriali e il rinvio di un mese della digital tax. Conte, sempre ieri, dopo un colloquio con Sergio Mattarella ha chiesto di andare a riferire alle Camere per chiedere la fiducia sulle sue comunicazioni, un passaggio formale per parlamentarizzare la crisi politica aperta da Renzi.

Con lui compatti M5s, Pd e Leu, che hanno attaccato duramente il leader di Iv e hanno lanciato un appello “alla luce del sole” ai responsabili perché sostengano il governo. Ora è dunque “caccia aperta” a deputati e senatori che finora non hanno votato la fiducia per ottenere il loro sì, mentre si moltiplicano le lusinghe anche ai parlamentari di Iv perché non seguano Renzi sulla strada dell’opposizione a Conte. Il leader di Iv non recede dalle sue posizioni: “Magari avranno la vittoria numerica, ma io ho scelto una strada politica, Conte ha scelto l’azzardo”.

Poi lancia un aut aut: “Non mi pare che abbia i numeri. Se li avrà, auguri. È la democrazia. E la democrazia è sacra. Resta un fatto: se non prende 161 voti, tocca a un governo senza Conte”. Il ricorso ai responsabili per proseguire l’esperienza del governo Conte non convince però del tutto alcuni esponenti dem e grillini e nella riunione dei gruppi M5s ieri otto deputati e cinque senatori avrebbero posto il tema di un cambio di passo anche all’interno del Movimento. La soluzione a cui il premier sta lavorando sarebbe quella, se incassasse la fiducia, di dar vita a un gruppo parlamentare autonomo.

Il centrodestra si riunisce nuovamente stamane dopo aver chiesto ieri al Capo dello Stato che si proceda con tempi rapidi e si vada al voto. Matteo Salvini è chiaro: “Che Conte giochi il tutto e per tutto pur di tirare a campare non è un bene per l’Italia”. Poi spiega: “ho i brividi pensando alle offerte da suk che saranno fatte a questo e a quello”, “credo che sarebbe stata una vergogna prima del Covid, ma un governo minestrone in piena epidemia è ancora più assurdo”.




“In un Paese normale Conte si sarebbe già dimesso” dice Salvini che assicura come dal centrodestra “non ci saranno uscite” ma anzi “siamo in contatto con delusi da M5s” che potrebbero essere “in arrivo”.

Per il leader del Carroccio he Conte giochi il tutto e per tutto pur di tirare a campare “non è un bene per l’Italia – dice in un’intervista al Corriere della Sera- Io mi auguro però che il garante della Costituzione non lo permetta. Per giunta, sarebbe un governo ancor più raffazzonato”. Il leader della Lega dice di avere i brividi “pensando alle offerte da suk che saranno fatte a questo e a quello. Ma io ricordo quello che Mattarella stesso disse a me e all’intero centrodestra: vi conferirò l’incarico se riuscirete a portarmi numeri veri e seri per un governo vero e serio – spiega – Non quelli di tre tizi in ordine sparso”.

Salvini non pensa che dal centrodestra verrà alcun responsabile: “L’alleanza si è dimostrata compatta e in assoluta sintonia. E questo è un fatto positivo, prima che per noi, per gli italiani: esiste una forza pronta a governare il Paese”. Una maggioranza con i Responsabili “sarebbe stata una vergogna prima del Covid, ma un governo minestrone in piena epidemia è ancora più assurdo. Con tutto il rispetto, sentire i Tabacci e i Mastella, per loro stessa ammissione, fare telefonate di reclutamento non si può vedere proprio. Come non si potrebbe vedere il ritorno di Conte e dell’Azzolina attaccati a due voti”.

Comunque “gli unici di cui mi fido sono gli italiani che certamente sceglieranno un Parlamento più dignitoso”. L’Italia vera “è quella dei 100.000 ristoratori, artigiani e commercianti che oggi aprono per sopravvivere, non quella dei 100 parlamentari disposti a tutto per tirare a campare”. Fra gli altri temi dell’intervista anche Trump: “Trumpiano per me non è un’offesa. Se fossi stato un americano, avrei certamente votato per lui. Poi, certo, è successo quello che sappiamo, inaccettabile per un paese civile. Una settimana di sciocchezze rischia di cancellare quattro anni di economia fiorente e di pace, Trump di certo non ha bombardato nessuno”.

 

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