CRISI GOVERNO: IL GIORNO DELLE DIMISSIONI DI CONTE,
CONSIGLIO MINISTRI E POI SALITA AL COLLE

26 Gennaio 2021 08:48

ROMA – ll presidente del Consiglio Giuseppe Conte oggi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni dopo la crisi di governo. Prima della salita al Colle, il Consiglio dei ministri convocato alle 9.00 dove il premier formalizzerà il passo indietro. La decisione, comunicata nella serata di ieri attraverso una breve nota di Palazzo Chigi, arriva dopo che nell’intera giornata si erano rincorse voci su un possibile passaggio da Mattarella già nel pomeriggio.

Ricevute le dimissioni del premier Mattarella può decidere, dopo consultazioni dei gruppi parlamentari, di conferire un mandato esplorativo ad un personaggio istituzionale (nel 2018 Mattarella lo conferì ai presidenti di Camera e Senato), o dare il mandato pieno o esplorativo al presidente del Consiglio uscente (che accetterebbe con riserva), oppure direttamente avviare proprie consultazioni al Quirinale: con i presidenti delle Camere, i rappresentanti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato ed il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

L’ultima ratio, in caso di impossibilità accertata di formare un nuovo esecutivo, è che decida di sciogliere le Camere per andare ad elezioni. Con le dimissioni, e fino al giuramento di un nuovo Esecutivo nelle mani del Capo dello Stato, il governo uscente rimane in carica per lo svolgimento degli affari correnti. Tra questi rientra l’eventuale emanazione di decreti legge in casi di necessità ed urgenza.

Saltato definitivamente il banco Udc, che non farà parte dei ‘responsabili’ o ‘volenterosi’ rimanendo nel centrodestra, Conte ha così dato una svolta allo stallo, provocata dal piccolo partito di Matteo Renzi, che se pure è dato nei sondaggi al di sotto addirittura del 3%, in parlamento ha numeri determinanti, a seguito della scissione con il Pd.

Quelle di oggi saranno consultazioni lampo – la crisi sanitaria che stiamo vivendo lo impone – dopodiché, salvo sorprese, si tenterà la strada di un Conte ter. In una manciata di ore il presidente del Consiglio dovrà trovare i numeri che ha cercato disperatamente dopo lo strappo di Matteo Renzi, senza trovarli. Un’impresa che sembrava fattibile, ma che si è poi rivelata di gran lunga più complicata del previsto.

La speranza, ora, è che il fantasma di una fine traumatica della legislatura, il ritorno al voto, e la perdita della poltrona per tanti onorevoli, a cominciare da quelli di Italia Viva, induca molti a percorrere la strada della responsabilità. “




Il passaggio per il cosiddetto Conte ter è ormai inevitabile ed è l’unico sbocco di questa crisi scellerata”, è il messaggio che arriva dalle file del M5S, compatte su Conte. Anche il Pd con il segretario Nicola Zingaretti ribadisce il sostegno a Conte per una maggioranza con “una base parlamentare ampia”. Infine Leu con Roberto Speranza: “Sono al fianco di Conte”.

Per Conte un ritorno con Renzi è da escludere, l’unica via percorribile resta quella dei ‘volenterosi’ con cui sostituire la pattuglia di renziani. Su questo, raccontano, il premier appare irremovibile.

Ma il Pd sembra non essere così indifferente alle sirene di Italia Viva. Almeno pezzi del Pd. Quando si parla di maggioranza ‘ampia’ si intende anche Iv? Ambienti parlamentari dem fanno notare che, se le dimissioni di Conte sbloccassero i nuovi gruppi a sostegno dell’avvocato, il rientro di Iv potrebbe essere gestito togliendo centralità a Matteo Renzi. Insomma, allargare la maggioranza per togliere il ‘golden share’ a Iv in Senato.

Da ambienti renziani, ci si crede poco che la maggioranza ‘ampia’ possa fare a meno del gruppo di Italia Viva. E nella serata dell’annuncio delle dimissioni di Conte, da Iv si manteneva un profilo basso. Nessun ‘festeggiamento’ o rivendicazione su chi ha vinto. “Da parte nostra né veti e né preclusioni – si spiegava all’Adnkronos -, quanto scritto nel documento firmato da tutti i parlamentari Iv valeva prima e vale ancora di più oggi. Siamo per il dialogo e per confrontarci su come dare un governo più forte a questo Paese”.

 

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