IL COORDINATORE REGIONALE PAGANO E' SOTTO ASSEDIO: DOMANI IL DIRETTIVO DECISIVO, TUTTI CONTRO IL TICKET D'AMARIO-FEBBO

CRISI REGIONE, FI IN FRANTUMI: DOPO TERAMO ANCHE PESCARA E L’AQUILA VOGLIONO ASSESSORE, OGGI SOLUZIONE?

26 Ottobre 2020 07:43

L’AQUILA – Adesso il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, è accerchiato. L’ingresso in giunta di Daniele D’Amario come esterno, al posto del defenestrato Mauro Febbo, su cui già è stata incassata un’intesa tra leader nazionali, ha mandato in frantumi il partito che è atteso questa mattina da un direttivo decisivo che si preannuncia infuocato e foriero di scelte clamorose.

Ha cominciato la componente teramana, che pensava di poter mandare in giunta l’attuale sottosegretario Umberto D’Annuntiis, ex sindaco di Corropoli, così da aprire la strada in consiglio a Gabriele Astolfi, il coordinatore provinciale teramano ed sindaco di Atri, forte di oltre 4.400 preferenze alle scorse regionali. E invece no.

Dopo che il governatore Marco Marsilio ha dato seguito al diktat della Lega di cacciare Febbo, accusato di “tradimento” per aver sostenuto alle elezioni di Chieti Bruno Di Iorio e non il candidato del Carroccio, Fabrizio Di Stefano, poi sconfitto da Diego Ferrara, sul tavolo nazionale Pagano ha portato la richiesta di un assessore esterno.

Un modo per riportare Febbo in consiglio e l’attuale capogruppo D’Amario in giunta. A discapito dell’esterno in carica, il leghista Piero Fioretti, che pur tra mille mal di pancia si è messo a disposizione del partito.

A Teramo, però, Forza Italia ha fatto scattare la rivolta.

“Ricordiamo che Forza Italia – hanno scritto gli amministratori teramani – alle ultime elezioni regionali ha ottenuto in Provincia di Teramo il 12% circa dei voti, percentuale più alta rispetto a tutte le altre Province, con la Provincia di Chieti che si è attestata al solo 8%. La scelta di Forza Italia per la composizione della prima Giunta Regionale non tenne in considerazione tale risultato premiando territorialmente la Provincia di Chieti con la designazione di Mauro Febbo ad Assessore Regionale e con conseguente penalizzazione dei candidati consiglieri della Provincia di Teramo De Annuntiis, non entrato in Giunta, e di Gabriele Astolfi, primo dei non eletti di Forza Italia con 4500 voti, impossibilitato a subentrare in surroga. In considerazione della linea politica seguita dal partito locale di Forza Italia alle elezioni amministrative di Chieti che ha sancito la vittoria del centrosinistra, non comprendiamo quali motivazioni inducano il Coordinatore Regionale Nazario Pagano a premiare nuovamente la Provincia di Chieti”.




La protesta, però, non si è limitata a Teramo. Anche Pescara e L’Aquila reclamano il posto in giunta. Nel capoluogo adriatico la richiesta è di far entrare Marina Febo: “Su sollecitazioni di molti colleghi amministratori della provincia di Pescara che hanno sostenuto, insieme al nostro gruppo, la candidatura alle elezioni regionali dell’avvocato Marina Febo, vice presidente del consiglio comunale di Spoltore, abbiamo deciso di rendere pubblica la richiesta rivolta ormai da più di una settimana a Forza Italia di rispettare i patti assunti all’indomani del voto regionale” hanno scritto in una nota Andrea Sborgia e Giancarlo Febo, consiglieri comunali di Spoltore a nome del gruppo.

“Infatti, dopo aver attribuito gli incarichi ai propri eletti, è stato concluso un accordo, avallato dai vertici nazionali, tra il nostro gruppo spoltorese – scrivono i due – la candidata Febo risultata prima dei non eletti nel collegio pescarese, il coordinatore regionale Pagano, il presidente del consiglio regionale Sospiri e l’ex assessore regionale Febbo in base al quale Marina dovrebbe entrare in consiglio regionale a seguito di uno scambio Sospiri-Febbo e un avvicendamento con il consigliere D’Amario a metà legislatura. Le ragioni alla base della decisione sono state in primis di equilibrio territoriale tra Chieti e Pescara, di riconoscimento del contributo elettorale di Marina, determinante per ottenere il seggio nella provincia di Pescara che diversamente avrebbe perso rappresentatività nell’assise regionale, della coerenza politica, delle qualità morali e capacità professionali maturate in un brillante percorso lavorativo europeo considerati elemento distintivo e un valore aggiunto”.

“La crisi regionale in atto – prosegue la nota – ha anticipato questo termine perché è verosimile e auspicabile che non si ripeta un nuovo rimpasto nei prossimi mesi. Pertanto, abbiamo chiesto che l’ingresso di Marina sia consentito ora nella ridistribuzione degli incarichi all’interno di FI. Pagano ci ha completamente ignorati e sta rimescolando le carte in modo arbitrario, addirittura promuovendo D’Amario – che avrebbe dovuto lasciare il posto a Marina fra pochi mesi – in un candidato assessore con deleghe tra le più importanti che, per entrare, deve addirittura far estromettere un collega di altro partito! Una forzatura incomprensibile, tutt’altro che risolutiva, che genera attrito tra partiti, logora i rapporti in un momento ove la squadra dovrebbe lavorare all’unisono per affrontare l’epidemia Covid e sta minando la fiducia dei cittadini alle prese con problemi seri, di salute ed economici”.

Dulcis in fundo è arrivata anche la richiesta dell’Aquila, firmata dal deputato eletto sul territorio, il pescarese Antonio Martino: “Questa è un’occasione che, creata per motivi politici, ha ancora qualche ora di tempo per essere sfruttata, la provincia dell’Aquila merita l’assessore in questa area liberale di Forza Italia per riequilibrare quello che è successo nelle regionali dello scorso anno”.

“L’Aquila – ha incalzato Martino – è l’unica provincia senza consigliere regionale, questa potrebbe essere un’opportunità per dare un assessore alla provincia del capoluogo, che difenda il territorio aquilano e che costruisca insieme ai tanti dirigenti sul territorio l’area liberale del futuro. Se il metodo romano, come mi è stato riferito, è quello di mettere l’assessore esterno sicuramente la provincia dell’Aquila ha un palmares di nomi da cui poter attingere”.

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