IL CAMBIO FEBBO-D’AMARIO RAFFORZA GLI AZZURRI. LA LEGA HA PERSO LA CASELLA STRATEGICA DELL’ASSESSORE ESTERNO. VERSO LA FINE DELLA QUERELLE-L’AQUILA

CRISI REGIONE, I RETROSCENA DELLA SOLUZIONE: OK DI D’ANNUNTIIS, ASTOLFI VERSO L’ADDIO A FI

28 Ottobre 2020 07:54

L’AQUILA – Il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Itaia, ha giocato d’anticipo e prima della seduta di consiglio regionale prevista sull’argomento ha sciolto i nodi sulla ricomposizione della giunta, così da evitare imbarazzi ulteriori rispetto a quelli già vissuti nelle scorse settimane.

Alla fine, dunque, la querelle sulla crisi di maggioranza si è risolta così come si era deciso a Roma: Forza Italia, a cui la Lega aveva dichiarato guerra chiedendo la testa dell’assessore Mauro Febbo, accusato di aver tradito il centrodestra alle amministrative di Chieti, sostenendo Bruno Di Iorio e non il salviniani Fabrizio Di Stefano,

Forza Italia, si diceva, ha tenuto botta e addirittura sul piano politico è uscita rafforzata. Ma si annuncia una bufera da parte di territori in rivolta.

Comunque, Marsilio ha tenuto il punto, rispettando il patto tra leader nazionali, e ha inserito il teatino Daniele D’Amario, appena uscito dal consiglio, come assessore esterno, con Febbo tornato tra i banchi del consiglio.

Una staffetta al contrario rispetto a quella di inizio legislatura. E se gli “azzurri” hanno tenuto l’assetto con un semplice cambio di ruoli, peraltro conservando le deleghe pesanti che aveva Febbo (Cultura, Turismo, Attività produttive e Sviluppo), la Lega ha dovuto sacrificare Piero Fioretti, assessore esterno che, in quota dell’allora segretario Giuseppe Bellachioma, in fase di formazione della giunta aveva battuto la concorrenza dell’aquilano Gianfranco Giuliante, poi ricompensato con la presidenza di Tua, l’azienda unica di trasporto regionale.

Ora il Carroccio ha dovuto far digerire a Fioretti l’improvvisa fuoriuscita, peraltro stabilita sul tavolo romano, con la promessa di una futura compensazione. Ma la Lega si è vista “scippare” la casella dell’esterno e ha dovuto pescare dal novero della propria compagine consiliare, con l’ingresso di Pietro Quaresimale che cederà lo scranno da capogruppo ad Emiliano Di Matteo. In consiglio entrerà Simona Cardinali, prima dei non eletti nel collegio di Teramo.

La partita, però, è destinata a non chiudersi. Le fibrillazioni principali arrivano da Forza Italia Teramo, in particolare da Gabriele Astolfi, il coordinatore provinciale che alle scorse regionali ha totalizzato oltre 4.400 preferenze e che già pregustava l’ingresso in consiglio se in giunta fosse entrato il teramano Umberto D’Annuntiis, attuale sottosegretario.




In realtà secondo i rumors delle ultime ore, sarebbe stato lo stesso D’Annuntiis ad avallare l’operazione-D’Amario: l’ex sindaco di Corropoli si è messo a disposizione anche per conservare l’egemonia territoriale e ha favorito la conclusione della querelle senza che fosse convocato un direttivo atteso da più parti.

Il problema è che la componente teramana continua ad essere in fibrillazione e medita un clamoroso passaggio in blocco a Fratelli d’Italia, partito del governatore che sotto traccia sta portando avanti un reclutamento piuttosto massiccio per rafforzarsi. Anche se appare peregrina, allo stato, l’ipotesi di un doppio ingresso Febbo-Sospiri: il primo rimarrà coerente alla sua linea, il secondo sconta l’antico veto della Meloni.

Nella seduta di consiglio convocata per ratificare il ritorno di Febbo tra gli scranni, la maggioranza si è presentata compatta, ma non ha sostanzialmente replicato alle dure accuse dell’opposizione che ha insistito molto sul tema della lotta per le poltrone in una fase di grave crisi economica e sanitaria.

Marsilio si è limitato alla scarna comunicazione del provvedimento, mentre dal canto suo D’Amario, non a caso, ha ringraziato anche i vertici nazionali di Forza Italia, nonché il presidente della Regione Marsilio e il coordinatore regionale di Forza Italia Pagano “per aver individuato nella mia persona le qualità necessarie per ricoprire deleghe importanti come quelle delle attività produttive, dell’industria e del turismo e cultura.

Si tratta di una grande responsabilità alla quale dedicherò il mio massimo impegno, indispensabile anche per dare continuità all’ottimo lavoro svolto finora da Mauro Febbo che andrò a sostituire. Ringrazio per la solidarietà i miei colleghi e amici consiglieri regionali di Forza Italia , presidente Sospiri e sottosegretario D’Annuntiis con i quali intendo condividere le mie responsabilità di governo.”

Il coordinatore Nazario Pagano al momento tira un sospiro di sollievo. La soluzione della crisi in Regione spiana la strada anche alla fine delle tensioni all’Aquila, dove la Lega dovrebbe rientrare in giunta con due assessori.

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