GIORNATA CONVULSA IN CONSIGLIO REGIONALE. RUMORS: A BREVE DECISIONE DI MARSILIO. D’AMARIO FUORI E QUARESIMALE SOTTOSEGRETARIO. OGGI ATTIVITÀ ISTITUZIONALE E POLITICA INFLUENZATE DAL POST ELEZIONI. SALVINIANI SI GIOCANO FACCIA: DAL NUOVO ESECUTIVO LEGA RIBADITA RICHIESTA TESTA ASSESSORE REGIONALE DI FORZA ITALIA, ACCUSATO DI AVER TRADITO NELLA CONSULTAZIONE DI CHIETI

CRISI REGIONE: LEGA NON MOLLA PRESA SU FEBBO, PROSSIMA CACCIATA ASSESSORE RIBELLE? TOTO NOMI

20 Ottobre 2020 16:00

L’AQUILA – La Lega non molla la presa sul ribelle Mauro Febbo, partita nella quale si gioca la faccia negli equilibri di potere in seno al centrodestra al Governo della Regione dal febbraio dello scorso anno, che vede finora i salviniani soccombere e non toccare palla rispetto agli alleati di Fdi e Fi.

Anche nell’esecutivo regionale di stamani, il summit della discordia e delle polemiche perché convocato in modalità online, in concomitanza con le riunioni delle commissioni e della seduta del Consiglio regionale, il partito azionista di maggioranza del centrodestra, con 10 consiglieri su 17 e 4 assessori su 6, ha chiesto all’unanimità e con forza la testa dell’assessore regionale alle Attività produttive, Turismo e Cultura, il forzista Mauro Febbo, “reo” di aver spaccato, insieme al gruppo comunale azzurro, e di aver appoggiato al primo turno delle elezioni di Chieti, dove era candidato il leghista Fabrizio Di Stefano, una lista civica trasversale guidata da Bruno Di Iorio, nella quale c’erano pezzi di centrosinistra.

Dai rumors circolati nelle ultime ore, il governatore abruzzese, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, avrebbe ceduto alla richiesta, formulata per la seconda volta oggi, dopo la mozione firmata da consiglieri ed assessori due settimane fa.

Un documento non consegnato nelle mani del presidente della Giunta che, comunque, conosce i contenuti che gli sarebbero stati illustrati dal coordinatore abruzzese, il deputato aquilano Luigi D’Eramo.

Parlamentare che, personalmente e insieme al suo partito, sono al centro della attenzione e degli attacchi e, proprio per questo, bisognosi di dare una sterzata, una svolta, ad una gestione politica ed amministrativa finora insoddisfacente, complice una classe dirigente complessivamente non all’altezza e non entrata ancora in assetto. In queste ore circolano ipotesi, le più disparate, sul nuovo assetto, sulla cui quadra non c’è accordo, visto che Marsilio e Fi avrebbero fatto una controproposta.

Al posto di Febbo potrebbe entrare in giunta Umberto D’Annuntiis, sottosegretario alla presidenza della Giunta con delega ai Trasporti ed uomo vicino a Marsilio tanto che nei mesi scorsi si è parlato, con insistenza, di un suo passaggio a Fdi.

Con Febbo di nuovo in consiglio regionale andrebbe a casa Daniele D’Amario, forzista di Chieti, che è subentrato al posto dell’uomo forte della politica teatina, come permette la legge elettorale.

Il posto di D’Annuntiis sarebbe preso dal capogruppo della Lega, Pietro Quaresimale, ex sindaco di Campli, che scalpita da mesi per avere un ruolo nell’esecutivo abruzzese.

A guidare i consiglieri regionali salviniani sarebbe l’ex consigliere di centrodestra Emiliano Di Matteo, ora vice capogruppo.




Sempre stando ai rumors, Marsilio potrebbe anche “approfittare” del momento per fare un vero e proprio rimpasto, comprese le deleghe, la cui redistribuzione era stata chiesta anche dalla Lega. Anticipando così un tagliando che era previsto per il prossimo mese di febbraio, alla scadenza dei due anni di amministrazione.

Ma il percorso indicato non sarebbe proprio liscio: infatti, alla Lega sarebbe stato chiesto il sacrificio dell’assessore salviniano Piero Fioretti, entrato in giunta come tecnico, per non lasciare senza lavoro D’Amario che Fdi e Fi vorrebbero recuperare come assessore esterno.

D’Eramo ha risposto picche: “non posso sfiduciare un mio assessore per risolvere un problema ad un partito, Forza Italia, che a Chieti ed Avezzano si è messo contro la coalizione e, in particolare, contro la Lega”.

Ascrivibili ad ipotesi irrealizzabili quelle circolate in queste ore, secondo cui ci sarebbe stato uno scambio alla pari tra il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e l’assessore Febbo, entrambi consiglieri regionali azzurri: il primo nuovo assessore e il secondo a dirigere l’assemblea regionale.

In queste ore ci dovrebbe essere la soluzione che però in seno ad un gruppo di illuminati di centrodestra, potrebbe essere la base di altri problemi e scontri: infatti, la maggioranza, dopo la perdita di Marianna Scoccia, eletta nell’Udc e passata alla opposizione, ha 17 consiglieri contro i 14 delle minoranze.

Se i forzisti, che sono tre, si dovessero sfilare piccati dall’affronto della cacciata di Febbo, uomo tra l’altro molto combattivo ed orgoglioso, ci sarebbe serissimi problemi di governabilità visto il risicatissimo margine.

E comunque l’impressione, anche in seno ai più illuminati del centrodestra, è che ormai la piega conflittuale con una immagine di produttività non proprio positiva agli occhi della collettività, è destinata a caratterizzare questa coalizione che squadra non è mai stata.

Con la Lega destinata a pagare le conseguenze amministrative e politiche più gravi perché con il 27,5 per cento dei consensi conseguiti il 10 febbraio del 2019, l’elettorato ha assegnato un ruolo guida di governo ai salviniani. b.s.

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