CRISI REGIONE, PER FI SI APRE FRONTE PESCARESE: ”PAGANO CI IGNORA, DEVE ENTRARE LA FEBO”

25 Ottobre 2020 16:07

PESCARA – Dopo il fronte teramano, in rivolta per la possibile esclusione dalla giunta del sottosegretario alla Presidenza, Umberto D’Annuntiis, in Forza Italia si apre anche un altro squarcio, quello pescarese.

“Su sollecitazioni di molti colleghi amministratori della provincia di Pescara che hanno sostenuto, insieme al nostro gruppo, la candidatura alle elezioni regionali dell’avvocato Marina Febo, vice presidente del consiglio comunale di Spoltore, abbiamo deciso di rendere pubblica la richiesta rivolta ormai da più di una settimana a Forza Italia di rispettare i patti assunti all’indomani del voto regionale” hanno scritto in una nota Andrea Sborgia e Giancarlo Febo, consiglieri comunali di Spoltore a nome del gruppo.

“Infatti, dopo aver attribuito gli incarichi ai propri eletti, è stato concluso un accordo, avallato dai vertici nazionali, tra il nostro gruppo spoltorese – scrivono i due – la candidata Febo risultata prima dei non eletti nel collegio pescarese, il coordinatore regionale Pagano, il presidente del consiglio regionale Sospiri e l’ex assessore regionale Febbo in base al quale Marina dovrebbe entrare in consiglio regionale a seguito di uno scambio Sospiri-Febbo e un avvicendamento con il consigliere D’Amario a metà legislatura. Le ragioni alla base della decisione sono state in primis di equilibrio territoriale tra Chieti e Pescara, di riconoscimento del contributo elettorale di Marina, determinante per ottenere il seggio nella provincia di Pescara che diversamente avrebbe perso rappresentatività nell’assise regionale, della coerenza politica, delle qualità morali e capacità professionali maturate in un brillante percorso lavorativo europeo considerati elemento distintivo e un valore aggiunto”.

“La crisi regionale in atto – prosegue la nota – ha anticipato questo termine perché è verosimile e auspicabile che non si ripeta un nuovo rimpasto nei prossimi mesi. Pertanto, abbiamo chiesto che l’ingresso di Marina sia consentito ora nella ridistribuzione degli incarichi all’interno di FI. Pagano ci ha completamente ignorati e sta rimescolando le carte in modo arbitrario, addirittura promuovendo D’Amario – che avrebbe dovuto lasciare il posto a Marina fra pochi mesi – in un candidato assessore con deleghe tra le più importanti che, per entrare, deve addirittura far estromettere un collega di altro partito! Una forzatura incomprensibile, tutt’altro che risolutiva, che genera attrito tra partiti, logora i rapporti in un momento ove la squadra dovrebbe lavorare all’unisono per affrontare l’epidemia Covid e sta minando la fiducia dei cittadini alle prese con problemi seri, di salute ed economici”.




“Lealtà, correttezza e rispetto degli accordi sono imprescindibili. Questa crisi è stata generata proprio dalla violazione di questi principi basilari con la rottura del patto di coalizione a Chieti. Se è vero che Febbo sta pagando il prezzo della sua scelta, Pagano non ha cercato di evitarla e infine l’ha anche avallata dopo il ritiro delle deleghe da parte del presidente Marsilio e ora non sta aiutando la ricomposizione della crisi. Questi comportamenti non incontrano il nostro consenso, come pure quello di usare i rapporti nazionali per spostare su un piano troppo lontano dai territori decisioni fondamentali per le nostre comunità. Noi non ci piegheremo ai diktat calati dall’alto e soprattutto non comprendiamo questa sponsorizzazione estrema di D’Amario da parte di Pagano a discapito delle altre realtà e a sfregio degli accordi presi”.

“Rivolgiamo quindi un ultimo appello pubblico al coordinatore regionale di Forza Italia – concludono i due – al quale abbiamo affidato i voti della nostra gente espressi a favore della consigliera Marina Febo, affinché tenga fede agli accordi presi e consenta alla Provincia di Pescara – che tra l’altro è la sua di appartenenza che viene inspiegabilmente così mortificata – di avere una donna qualificata in Regione che lavorerà per il bene di tutti e che, diversamente, non sarà mai stampella di logiche personalistiche, poco trasparenti e non condivise”.

 

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