CRISI REGIONE SI COMPLICA: FI TERAMO FA QUADRATO SU D’ANNUNTIIS ASSESSORE E ASTOLFI IN CONSIGLIO

24 Ottobre 2020 17:43

TERAMO – Una levata di scudi di Forza Italia in provincia di Teramo, con durissima contestazione del senatore e coordinatore regionale, Nazario Pagano, rischia di rendere la soluzione della crisi in Regione ancora più complicata, mandando i frantumi lo schema dell’indigesto rimpasto,  dopo che la Lega ha ottenuto la cacciata dell’assessore di Forza Italia, Mauro Febbo “reo” di non aver appoggiato a Chieti il candidato salviniano Fabrizio Di Stefano.

E’ accaduto infatti che un buon numero di amministratori in una nota di fuoco e in una lettera dai toni ancora più duri al segretario regionale, fanno quadrato intorno alla nomina in giunta dall’ex sindaco di Corropoli e forzista Umberto D’Annuntiis, attuale sottosegretario di Giunta regionale, con conseguente ingresso al suo posto in consiglio del primo dei non eletti di Fi in provincia di Teramo, Gabriele Astolfi, ex sindaco di Atri, grazie al meccanismo della “surroga”.

Se così non sarà minacciano di abbandonare in massa il partito,  “se l’indirizzo politico del coordinamento regionale di Forza Italia non dovesse cambiare nelle prossime ore”, “non potendo più accettare una gestione personalistica del partito che non tenga assolutamente conto dei territori e delle loro espressioni”.

L’ipotesi D’Annuntiis-Astolfi è però incompatibile da quella concordata dallo stesso Pagano, con le altre forze di maggioranza, e con il via libera del tavolo nazionale: l’ingresso in Giunta del francavillese Daniele D’Amario,  che se non dovesse diventare assessore, come  “esterno”, dovrà tornare e a casa per restituire il posto di  Febbo in consiglio che aveva occupato, anche lui come primo dei non eletti  grazie al meccanismo della surroga. Febbo farebbe il capogruppo, e visto che di assessori esterni, statuto alla mano, ce ne può essere uno solo, a dover sloggiare è l’assessore leghista al Welfare e all’Istruzione Piero Fioretti, anche lui teramano, che sarà sostituto da un altro teramano, l’ex  sindaco di Campli e ora  capogruppo dei salviniani all’Emiciclo, Pietro Quaresimale, ipotesi più probabile, anche si sono chance per i consiglieri  Emiliano Di Matteo e Antonio Di Gianvittorio.

Soluzione che non soddisfa la Lega che non avrebbe voluto sacrificare il suo Fioretti e darla vinta a D’Amario.  Ma che ligia al diktat nazionale, ha accettato suo malgrado.

Per Forza Italia di Teramo, però, non se ne parla nemmeno.




A firmare la nota di fuoco il sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti, i candidati alla Regione Abruzzo Mario Cozzi, Cristina Verdoni, Valentina Filipponi e Anna Paola Mazzone, il consigliere provinciale Domenico Pavone “ed altri innumerevoli amministratori, consiglieri comunali e simpatizzanti di Forza Italia della Provincia di Teramo”, si legge nella nota.

La richiesta è  che la Provincia di Teramo questa volta non venga penalizzata da decisioni che sarebbero politicamente inaccettabili ed incomprensibili.

Si ricorda che Forza Italia, alle ultime elezioni regionali, ha ottenuto in Provincia di Teramo il 12% circa dei voti, percentuale più alta rispetto a tutte le altre Province, con la Provincia di Chieti che si è attestata al solo 8%. La scelta di Forza Italia per la composizione della prima Giunta Regionale non tenne in considerazione tale risultato premiando territorialmente  la Provincia di Chieti con la designazione di Mauro Febbo ad Assessore Regionale e con conseguente penalizzazione dei candidati consiglieri della Provincia di Teramo De Annuntiis, non entrato in Giunta, e di Gabriele Astolfi, primo dei non eletti di Forza Italia con 4500 voti, impossibilitato a subentrare in surroga.

“In considerazione della linea politica seguita dal partito locale di Forza Italia alle elezioni amministrative di Chieti che ha sancito la vittoria del centrosinistra – si legge ancora -, non comprendiamo quali motivazioni inducano il coordinatore Regionale Nazario Pagano a premiare nuovamente la Provincia di Chieti proponendo la nomina ad assessore esterno di Daniele D’Amario, già subentrato precedentemente in Consiglio Regionale in surroga all’ex assessore Mauro Febbo, nonostante abbia preso solo 2250 voti”, incalzano gli amministratori”.

A  seguire la minaccia: “Se l’indirizzo politico del coordinamento regionale di Forza Italia non dovesse cambiare nelle prossime ore, saremo questa volta costretti a prenderne le distanze, non potendo più accettare una gestione personalistica del partito che non tenga assolutamente conto dei territori e delle loro espressioni, e facendoci promotori di un’iniziativa finalizzata ad informare i vertici romani delle motivazioni che ci inducano a lasciare il partito che da sempre abbiamo sostenuto ma che, oggi, si muove con una gestione incondivisibile da parte del territorio che ha espresso il maggior numero di consensi”.

“D’altronde come si può pensare di condividere una proposta che prevede la nomina di un assessore esterno che ha ottenuto 2250 voti e che estromette dal ruolo di consigliere regionale un candidato con quasi il doppio delle preferenze, che penalizza il territorio con la maggior percentuale di voti ottenuti e che non tiene conto dell’impegno sempre profuso a sostegno del partito e dei sacrifici da sempre fatti, non ultimo nella composizione della prima Giunta Regionale Marsilio”, conclude la nota.

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