PRIMO NON ELETTI ASTOLFI, "POSTO IN GIUNTA A TERAMANO D'ANNUNTIIS", EX SINDACO DI ATRI MIRA AD INGRESSO ALL'EMICICLO CON "SURROGA" AL POSTO ATTUALE SOTTOSEGRETARIO CHE PRENDEREBBE IL POSTO DELL'EPURATO FEBBO, CONTESTANDO INTESA DI MASSIMA CHE PREVEDE INVECE COME ESTERNO IL CHIETINO D'AMARIO; LEGA NON DECIDE SU SUO NOME DA PROPORRE

CRISI REGIONE, OGGI O DOMANI DECRETI MARSILIO; FORZA ITALIA TERAMO VUOLE ASSESSORATO

di Filippo Tronca

24 Ottobre 2020 07:30

TERAMO –  Non c’è ancora soluzione alla crisi in Regione Abruzzo e non si trova la quadra per il rimpasto, dopo che la Lega ha ottenuto la cacciata dell’assessore di Forza Italia Mauro Febbo.

Nonostante al termine del summit di giovedì, fosse stata annunciata una soluzione entro 24 ore perché la coalizione si potesse concentrare sulle problematiche legata alla emergenza sanitaria ed economica del covid, ieri il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, non ha firmato decreti per la sostituzione.

La Lega si è riunita all’Aquila, e non c’è l’accordo sul nome dell’assessore da proporre. Il coordinatore regionale, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, si è preso ancora 24-48 ore di riflessione per completare il giro di colloqui.

In attesa  anche di vedere come si evolverà la situazione in Forza Italia, dove è esplosa la grana rappresentata dall’aut aut degli azzurri della provincia di Teramo  che rende ancora più difficile l’uscita dall’impasse in cui è incappata la maggioranza del centrodestra.

Esplosa a seguito della  cacciata del fu assessore azzurro ad Attività produttive Turismo e Cultura Mauro Febbo,  su cui è calata la vendetta dalla Lega,  azionista di maggioranza con 10 consiglieri su 17 e 4 assessori su 6, per avere appoggiato, alle recenti elezioni di Chieti, un gruppo di civiche bipartisan guidate dal medico Bruno Di Iorio, facendo di fatto perdere, questo sostiene la Lega, il candidato della coalizione, il leghista Fabrizio Di Stefano.

Quello scranno lasciato libero fa ora gola a molti, e viene rivendicato con forza anche dall’ex sindaco di Corropoli e forzista Umberto D’Annuntiis, attuale sottosegretario di Giunta regionale, con conseguente ingresso al suo posto in consiglio del primo dei non eletti di Fi in provincia di Teramo, di Gabriele Astolfi, ex sindaco di Atri, grazie al meccanismo della “surroga”.

A confermarlo chiaramente ad Abruzzoweb è lo stesso Astolfi,  raggiunto telefonicamente mentre si stava recando a Pescara in una riunione convocata dal senatore e coordinatore del partito Nazario Pagano. “Quel posto in giunta voti alla mano ottenuti alle regionali del febbraio 2019 spetta alla provincia di Teramo!”. Muto il telefono di D’Annuntiis.

Presa di posizione che sta mettendo in forte difficoltà il coordinatore regionale di Fi e che rischia di mandare all’aria, o almeno di renderla non indolore,  la soluzione che sembra essere al momento la più probabile, su cui c’è stata una intesa al tavolo nazionale dove si vuole chiudere in fretta la crisi,   tanto che l’obiettivo era quella di ratificarla ratificata domani da Marsilio con la  firma dei decreti di nomina e assegnazione delle deleghe.

La seguente soluzione: Febbo che torna in consiglio come capogruppo, con l’ingresso in Giunta del francavillese Daniele D’Amario, che se non dovesse diventare assessore, come  “esterno”, dovrà tornare e a casa per restituire il posto di  Febbo in consiglio che aveva occupato, anche lui come primo dei non eletti  grazie al meccanismo della surroga.

E visto che di assessore esterno statuto alla mano ce ne può essere uno solo, a dover sloggiare è l’assessore leghista al Welfare e all’Istruzione Piero Fioretti, teramano, che sarà sostituto da un altro teramano, l’ex  sindaco di Campli e ora  capogruppo dei salviniani all’Emiciclo, Pietro Quaresimale,   ipotesi più probabile, anche si sono chance per i consiglieri  Emiliano Di Matteo e Antonio Di Gianvittorio. Se in giunta entrerà Quaresimale, Di Matteo diverrebbe capogruppo lasciando la presidenza della Commissione Agricoltura, Sviluppo Economico e Attività Produttive a Di Gianvittorio.

Soluzione che non soddisfa la Lega che non avrebbe voluto sacrificare il suo Fioretti e darla vinta a D’Amario. Soluzione del  tutto irricevibile per i teramani di Forza Italia.




“ La provincia di Teramo  – spiega  a chiare lettere Astolfi – ha messo sul tavolo una precisa richiesta, quella di avere una giusta rappresentanza in Giunta e consiglio regionale. Questo perché alle elezioni regionali è stata la provincia di Teramo ad avere la percentuale più alta di voti nel nostro partito. È una questione di giustizia: l’assessorato spetta a Teramo e segnatamente a Umberto D’Annuntiis in virtù delle tantissime preferenze ottenute”.

D’Annuntiis, è dunque il ragionamento politico non certo disinteressato di Astolfi, declinato in numeri, ha ottenuto ben 5.569 preferenze, risultando il secondo più votato dopo il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri che nella sua provincia di di Pescara ha preso 6.012 voti, e davanti anche a  Mauro Febbo, che in provincia di Chieti ha ottenuto 5.553 voti.

Astolfi ha sì mancato di un soffio l’elezione ma ha comunque preso  4.418 preferenze, il doppio  di quelli di Daniele D’Amario, 2.253 voti, ma che poi è entrato in consiglio surrogando Febbo.

Infine Fi alle elezioni del 2019 ha preso il provincia di Teramo oltre l’11% mentre a  Chieti, dove a brillare è stato il solo Febbo, poco più dell’8%.

Aggiungiamoci pure che Astolfi ha sfiorato l’agognato ingresso in consiglio grazie ad una modifica dello statuto che doveva parificare il sottosegretario (D’Annuntiis) ad un assessore, con conseguente possibilità di farsi surrogare in consiglio dal primo dei non eletti (Astolfi). Il provvedimento però non è passato a causa della contrarietà della Lega.

Per Astolfi dunque l’occasione è ora irripetibile e assicura: “da quello che mi risulta nessuna decisione è stata ancora presa, le riunioni sono in corso”.

A maggior ragione assicura, “con Pagano non c’è nessun conflitto in corso. Ripeto, stiamo ragionando ognuno ha messo sul piatto le proprie richieste. E confidiamo che la decisione che sarà presa sarà a favore del popolo teramano Se così non sarà, certamente  non potremo dirci contenti”.

A questo proposito, c’è chi vocifera che addirittura D’Annuntiis sarebbe pronto a passare armi e bagagli con Fratelli d’Italia se non conquisterà il posto in giunta. E lo stesso potrebbe fare anche Astolfi.

 

 

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