GRANDI OSTACOLI PER CHIUDERE LA PARTITA DOPO LA REVOCA, CHIESTA DALLA LEGA, DEL FORZISTA FEBBO. SUL TAVOLO CLAMOROSA IPOTESI: MODIFICA DELLO STATUTO PER DUE ASSESSORATI TECNICI, MENTRE FORZA ITALIA A TERAMO SI SCHIERA CONTRO IL COORDINATORE CHE PREFERISCE D’AMARIO IN GIUNTA

CRISI REGIONE, SUMMIT CENTRODESTRA IN SALITA: IPOTESI DOPPIO ESTERNO, RIVOLTA CONTRO PAGANO

22 Ottobre 2020 18:41

L’AQUILA – È tutto in salita il summit del centrodestra in corso di svolgimento a palazzo Silone, la sede aquilana della giunta regionale, all’indomani dell’estromissione dell’assessore di Forza Italia Mauro Febbo dall’esecutivo, provvedimento adottato dal governatore, Marco Marsilio (FdI), su richiesta della Lega dopo le due sconfitte alle amministrative di Chieti e Avezzano.

Febbo ha pagato il sostegno, nel capoluogo teatino, al polo civico bipartisan (con Italia Viva) di Bruno Di Iorio, al posto di Fabrizio Di Stefano, indicato dal Carroccio e poi sconfitto da Diego Ferrara, del centrosinistra.

La maggioranza di centrodestra in Regione, dunque, è ora alle prese con una difficile ricomposizione del quadro.

Le difficoltà sono tante ed è quasi impossibile ipotizzare una chiusura del cerchio già nella giornata di oggi.

Nel frattempo dal summit emergono particolari clamorosi.

La Lega dopo aver chiesto e ottenuto la testa di Febbo, questione che è stata avallata anche a livello nazionale, si ritrova con un problema non di poco conto: Forza Italia, infatti, al suo posto vorrebbe indicare Daniele D’Amario, l’attuale capogruppo in consiglio regionale entrato proprio a in surroga di Mauro Febbo al momento della nomina in giunta.

D’Amario, a quel punto, sarebbe a tutti gli effetti un esterno. Così come il leghista Piero Fioretti.

Lo statuto regionale, però, prevede oggi la possibilità di nominare un solo assessore fuori dagli eletti, quindi con l’ingresso di D’Amario dovrebbe uscire il salviniano.

La prima ipotesi, clamorosa, dunque, è che si possa trovare un’intesa per modificare lo statuto e allargare a due il numero massimo di assessori esterni nominabili.




Circostanza che avrebbe, però, un impatto non da poco sull’opinione pubblica, soprattutto nel periodo della grave crisi provocata dal coronavirus.

Peraltro, la Lega non ha alcuna intenzione di far uscire Fioretti dalla giunta e, in linea di principio, non vuole che siano le scelte altrui a condizionare la propria compagine di governo. Problemi anche all’interno di Forza Italia, soprattutto nella sua componente teramana.

A quanto filtra, infatti, il coordinatore regionale, il senatore Nazario Pagano, avrebbe omesso di indicare alla senatrice Lucia Ronzulli, fedelissima di Silvio Berlusconi che sta seguendo le questioni abruzzesi, che una delle ipotesi poteva essere quella della nomina in giunta di Umberto D’Annuntiis, ex sindaco di Corropoli e attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

L’ingresso in giunta di D’Annuntiis libererebbe il posto in consiglio per Gabriele Astolfi, ex sindaco di Atri, che alle ultime elezioni regionali ha ottenuto oltre 4400 preferenze.

Un’operazione che rafforzerebbe notevolmente la componente teramana sia nell’esecutivo che in consiglio.

Dunque è rivolta contro Pagano che invece ha posto sul tavolo come unica soluzione è quella della nomina di D’Amario al posto di Febbo, scegliendo nell’ambito di una corrente di partito a lui più vicina anche nell’intento di confermare gli attuali assetti.

Le trattative proseguono, l’intesa non sarà agevole.

Intorno ad un tavolo sono seduti oltre al governatore, lo stesso Pagano, il coordinatore regionale legista, il deputato Luigi D’Eramo, e il coordinatore abruzzese di Fdi, Etel Sigismondi.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

Download in PDF©




Ti potrebbe interessare:

Gli articoli più letti in queste ore: