CRISI SEMPRE PIU’ NERA AL COMUNE DELL’AQUILA. LEGA DISERTA VOTO, BIONDI “PAZIENZA FINITA”

30 Dicembre 2020 14:56

L’AQUILA – La maggioranza di centrodestra al comune dell’Aquila va in pezzi. La seduta odierna si è sciolta per mancanza di numero legale sul voto della razionalizzazione delle società partecipate, un passaggio meramente tecnico. E a disertare il voto, manco a dirlo, innanzitutto la Lega che sta da mesi misurandosi in un logorante braccio di ferro con il sindaco Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, dopo la cacciata dei suoi tre assessori Daniele Ferella, Fabrizio Taranta e Fabrizia Aquilio, che vogliono tutti e tre tornare in giunta, cin Biondi che però nicchia.

Il sindaco ha affidato ad un comunicato stampa una reazione rabbiosa e durissima, all’ennesimo sgambetto della Lega.

“A questo punto le strade possono essere solo due: o dimostrare responsabilità, rispetto delle istituzioni e confronto leale con tutte le componenti dell’attuale maggioranza oppure, in mancanza di questi requisiti – ha detto Biondi -, bisogna essere pronti ad affrontarne tutte le conseguenze. Ritengo di aver dimostrato fin troppa pazienza, occupandomi di beghe da cortile e dichiarazioni improvvide, sottraendo tempo prezioso alla soluzione delle decine di problemi ereditati dal malgoverno del centrosinistra”.

E ancora: “Se qualcuno ritiene che sia utile strategicamente allearsi con i responsabili della catastrofe in cui era piombata L’Aquila è libero di farlo, i miei migliori auguri, ma io non ne sarò complice”. Leggasi: tutti a casa e si torna alle urne.

Assenti per il voto i tre consiglieri del Carroccio Francesco De Santis, che con le sue pesanti parole contro la sua stessa maggioranza aveva innescato la crisi, Luigi Di Luzio e Laura Cucchiarella e con loro Roberto Jr Silveri e Luciano Bontempo, “federati” della Lega Assente anche Daniele D’Angelo di Cambiamo.

Quella della Lega è con tutta evidenza uno strappo che intende mettere Biondi con le spalle al muro e restituire le poltrone ai suoi tre assessori.

Ma Biondi ha replicato con un comunicato stampa di fuoco.

“Se qualche forza politica – ha scritto Biondi riferendosi alla Lega – ha deciso che la strada migliore sia quella di fare il gioco dell’opposizione, schierandosi con partiti che, nel corso del post sisma, hanno lasciato che all’Aquila non venisse ricostruita una scuola né un bene pubblico, che le frazioni fossero abbandonate a loro stesse, che la città sprofondasse nelle classifiche sulla qualità della vita, che i conti municipali e il patrimonio versassero in una situazione disastrosa, tutte criticità che l’attuale amministrazione sta progressivamente sanando e portando all’attenzione del dibattito cittadino, ha tutta la legittimità per poterlo fare, si chiama democrazia. Ma di certo non mi farò condizionare nell’opera di risanamento e rilancio che si sta portando avanti con risultati oggettivi e sotto gli occhi di tutti”.




“Siamo pronti per la realizzazione del nuovo ponte Belvedere e il rifacimento di Piazza Duomo, abbiamo restituito alla comunità due scuole, quella di Arischia e la Mariele Ventre, e sono stati validati i progetti per la ricostruzione di altri istituti scolastici, come l’infanzia Pettino-Vetoio, Celestino V, Polo scolastico Gignano-S. Elia solo per citarne alcuni, dopo anni di impasse l’edilizia cimiteriale del capoluogo e delle frazioni è stata sbloccata, gli impianti sportivi di Piazza D’Armi e dell’intero territorio sono oggetto di lavori di ripristino e riqualificazione, abbiamo ottenuto il riconoscimento Unesco della Perdonanza e siamo tra le dieci finaliste per capitale italiana della cultura 2022, siamo in linea con le principali realtà europee per diffusione e incentivazione della mobilità elettrica, è stata vinta la battaglia per il rifinanziamento della ricostruzione con 2,75 miliardi, abbiamo ottenuto la prima scuola di formazione dei Vigili del fuoco in Italia e potrei continuare a lungo”.

E a seguire la minaccia di decisioni estreme: “A questo punto, però, le strade possono essere solo due: o dimostrare responsabilità, rispetto delle istituzioni e confronto leale con tutte le componenti dell’attuale maggioranza oppure, in mancanza di questi requisiti, bisogna essere pronti ad affrontarne tutte le conseguenze. Ritengo di aver dimostrato fin troppa pazienza, occupandomi di beghe da cortile e dichiarazioni improvvide, sottraendo tempo prezioso alla soluzione delle decine di problemi ereditati dal malgoverno del centrosinistra”.

“Se qualcuno ritiene che sia utile strategicamente allearsi con i responsabili della catastrofe in cui era piombata L’Aquila è libero di farlo, i miei migliori auguri, ma io non ne sarò complice: ho costruito la mia reputazione di amministratore pubblico sul principio irrinunciabile di non cedere alle lusinghe né ai ricatti, di qualunque genere. Quella stessa reputazione che ha consentito al centrodestra, nel 2017, di passare dal 35% del primo turno al 53% del ballottaggio, per cui non intendo mortificarla ora”, ha concluso Biondi.

In una nota congiunta i capigruppo di centrodestra di Fratelli d’Italia, Forza Italia, L’Aquila Futura, Cambiamo e Udc – rispettivamente Ersilia Lancia, Giorgio De Matteis, Roberto Santangelo, Daniele D’Angelo e Luciano Bontempo – hanno rinviato al “tavolo di coordinamento regionale dei partiti del centrodestra” per trovare “la soluzione di una vicenda che non può più essere trascinata , al fine di salvaguardare il proficuo percorso di rinascita intrapreso e sostenere l’impegno del sindaco che, a prescindere dalle appartenenze, è il rappresentante dell’intera municipalità e espressione forte della volontà popolare”.

“Oggi più che mai ciascun rappresentante della comunità aquilana in Consiglio comunale è chiamato a un atto di responsabilità. Dopo 10 anni di malgoverno del centrosinistra, la città merita di continuare a essere amministrata in maniera lungimirante, come accaduto sin dal giorno dopo le elezioni amministrative del 2017, evitando tensioni che distolgono dall’impegno per il bene della comunità. Anche le legittime aspirazioni delle singole parti – hanno osservato – vanno necessariamente e responsabilmente ricondotte nell’alveo di un franco e costruttivo dialogo. Non accettiamo lezioni dal centrosinistra, che negli ultimi anni ha fornito alla città uno spettacolo indecente sotto il profilo politico e amministrativo”.

Dal centrosinistra, i consiglieri Stefano Palumbo, Stefano Albano, Paolo Romano, Elisabetta Vicini, Giustino Masciocco, Lelio De Santis, Angelo Mancini, Carla Cimoroni hanno sottolineato: “La pandemia ha colpito L’Aquila proprio nel momento in cui si iniziavano a raccogliere i frutti di un lavoro di ricostruzione, non solo fisica, che dura da oltre un decennio. Stiamo attraversando una sfida epocale che lascerà segni profondi e imporrà alla nostra comunità la necessità di affrontare una nuova ricostruzione del tessuto socio-economico, una sfida che andrebbe affrontata con impegno, serietà, sinergia di forze, intenti e persone.  La storia ci pone ancora una volta davanti ad un bivio: dimostrare capacità e coraggio di ripensare L’Aquila, di dare nuove vocazioni e funzioni alla città, oppure subire le drammatiche conseguenze dell’ennesima emergenza. Purtroppo per L’Aquila, l’amministrazione comunale, impegnata in un regolamento di conti tra partiti di maggioranza che va avanti ormai da un anno, non riesce più a garantire neanche l’ordinaria amministrazione; ultima prova ne è stata la mancanza del numero legale alla seduta di oggi sul riconoscimento di un insignificante debito fuori bilancio, come pure la notizia che i buoni alimentari erogati dal governo per le famiglie bisognose non potranno essere spesi dai beneficiari prima della fine dell’anno a causa di non meglio specificati disguidi”.

“Le beghe di questi mesi hanno privato la città di un assessore all’urbanistica (fondamentale per disegnare la città in ricostruzione), all’ambiente e alla protezione civile (quanto ne avremmo avuto bisogno mentre bruciavano Arischia e Monte Pettino) e al turismo, nonostante il boom di presenze avute quest’estate. Proprio adesso che occorrerebbe uno sforzo eccezionale per offrire un riscatto ad una città travolta drammaticamente dalla seconda ondata dei contagi, sono i soliti capricci politici a tenerla imbrigliata. Riteniamo che procrastinare questa paralisi comatosa rappresenti una condizione letale per L’Aquila e per il suo tessuto economico e sociale e che sia dunque giunto il momento per il Sindaco di verificare a strettissimo giro se può contare ancora su una maggioranza”.

“Se così non è – hanno aggiunto -, Biondi mostri il coraggio di fare un passo indietro lasciando così alla città la possibilità di tornare al voto in primavera e di scegliere un governo, di qualsiasi colore esso sia, capace di affrontare al meglio delle possibilità le difficilissime sfide che ci attendono. La criticità del momento è tale da non consentire di continuare ancora per un anno e mezzo a vivacchiare in queste condizioni in attesa che il quadro politico, e l’incasellarsi degli appuntamenti elettorali, sia finalmente favorevole alle ambizioni tanto di chi vorrebbe lasciare lo scranno comunale verso lidi romani tanto di chi ambirebbe ancora a conquistarlo. La città ha bisogno di risposte adesso e non merita di rimanere ostaggio di spregiudicati personalismi. Da parte nostra, qualora ci fossero altri disposti a farlo insieme a noi, siamo pronti ad andare davanti a un notaio per porre le nostre dimissioni, consapevoli e dispiaciuti dell’esperienza fallimentare di questa consiliatura caratterizzata da tatticismi e ambiguità e mai dedita al bene comune degli aquilani. L’Aquila merita di più”.

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